Festa della Mamma: frasi e poesie celebri

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    Tra pochi giorni sarà la festa della mamma e noi vi presentiamo una serie di frasi e poesie celebri che potete dedicare alle vostre mamme nel giorno della loro festa. Un po’ tutti i poeti più grandi si sono cimentati nell’arduo compito di esprimere i propri sentimenti alle loro mamme, se anche voi volete farlo ma non trovate le parole, usate quelle di chi vi ha preceduto e sa come emozionare! Queste frasi le potete stampare per i bigliettini, oppure copiarle a mano, che secondo me, è ancora più bello.

    Poesia di Judith Bond

    Grazie mamma

    perché mi hai dato

    la tenerezza delle tue carezze,

    il bacio della buona notte,

    il tuo sorriso premuroso,

    la dolce tua mano che mi dà sicurezza.

    Hai asciugato in segreto le mie lacrime,

    hai incoraggiato i miei passi,

    hai corretto i miei errori,

    hai protetto il mio cammino,

    hai educato il mio spirito,

    con saggezza e con amore

    mi hai introdotto alla vita.

    E mentre vegliavi con cura su di me

    trovavi il tempo

    per i mille lavori di casa.

    Tu non hai mai pensato

    di chiedere un grazie.

    Grazie mamma.

    Poesia per la madre – Dante Alighieri

    Vergine madre, figlia del tuo figlio,

    umile e alta più che creatura,

    termine fisso d’eterno consiglio,

    tu se’ colei che l’umana natura

    nobilitasti si’, che ‘l suo fattore

    non disdegnò di farsi sua fattura.

    Nel ventre tuo si riaccese l’amore,

    per lo cui caldo ne l’eterna pace

    così è germinato questo fiore.

    Qui se’ a noi meridiana face

    di caritate, e giuso, intra mortali,

    se’ di speranza fontana vivace.

    Donna, se’ tanto grande e tanto vali,

    che qual vuol grazia e a te non ricorre

    sua disianza vuol volar senz’ali.

    Supplica a Mia Madre – Pier Paolo Pasolini

    E’ difficile dire con parole di figlio

    ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

    Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,

    ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.

    Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:

    è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

    Sei insostituibile. Per questo è dannata

    alla solitudine la vita che mi hai data.

    E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame

    d’amore, dell’amore di corpi senza anima.

    Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu

    sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:

    ho passato l’infanzia schiavo di questo senso

    alto, irrimediabile, di un impegno immenso.

    Era l’unico modo per sentire la vita,

    l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.

    Sopravviviamo: ed è la confusione

    di una vita rinata fuori dalla ragione.

    Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.

    Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…

    A Mia Madre – Edmondo De Amicis

    Non sempre il tempo la beltà cancella

    o la sfioran le lacrime e gli affanni

    mia madre ha sessant’anni e più la guardo

    e più mi sembra bella.

    Non ha un accento, un guardo, un riso

    che non mi tocchi dolcemente il cuore.

    Ah se fossi pittore, farei tutta la vita

    il suo ritratto.

    Vorrei ritrarla quando inchina il viso

    perch’io le baci la sua treccia bianca

    e quando inferma e stanca,

    nasconde il suo dolor sotto un sorriso.

    Ah se fosse un mio prego in cielo accolto

    non chiederei al gran pittore d’Urbino

    il pennello divino per coronar di gloria

    il suo bel volto.

    Vorrei poter cangiar vita con vita,

    darle tutto il vigor degli anni miei

    Vorrei veder me vecchio e lei…

    dal sacrificio mio ringiovanita!

    La Madre – Giuseppe Ungaretti

    E il cuore quando d’un ultimo battito

    avrà fatto cadere il muro d’ombra

    per condurmi, Madre, sino al Signore,

    come una volta mi darai la mano.

    In ginocchio, decisa,

    Sarai una statua davanti all’eterno,

    come già ti vedeva

    quando eri ancora in vita.

    Alzerai tremante le vecchie braccia,

    come quando spirasti

    dicendo: Mio Dio, eccomi.

    E solo quando m’avrà perdonato,

    ti verrà desiderio di guardarmi.

    Ricorderai d’avermi atteso tanto,

    e avrai negli occhi un rapido sospiro.

    Poesia ad un figlio – William Shakespeare

    … Tu sei di tua madre lo specchio,

    ed ella in te rivive

    il dolce aprile del fior

    dei suoi anni…

    Mia madre – Giovanni Pascoli

    ‘… Don… don e mi dicono Dormi!

    Mi cantano Dormi! Sussurrano

    Dormi! Bisbigliano Dormi!

    Là, voci di tenebra azzurra…

    Mi sembrano canti di culla,

    che fanno ch’io torni com’era…

    sentivo mia madre… poi nulla

    sul far della sera’

    Lettera Alla Madre – Salvatore Quasimodo

    ‘Mater dolcissima, ora scendono le nebbie, il Naviglio urta confusamente sulle dighe,

    gli alberi si gonfiano d’acqua, bruciano di neve; non sono triste nel Nord:

    non sono in pace con me, ma non aspetto perdono da nessuno,

    molti mi devono lacrime da uomo a uomo.

    So che non stai bene, che vivi come tutte le madri dei poeti,

    povera e giusta nella misura d’amore per i figli lontani.

    Oggi sono io che ti scrivo:

    ‘Finalmente, dirai, due parole di quel ragazzo che fuggì di notte

    con un mantello corto e alcuni versi in tasca.

    Povero, così pronto di cuore lo uccideranno un giorno in qualche luogo.- ‘

    Certo, ricordo, fu da quel grigio scalo di treni lenti che portavano mandorle

    e arance, alla foce dell’Imera, il fiume pieno di gazze, di sale, d’eucalyptus.

    Ma ora ti ringrazio, questo voglio, ell’ironia che hai messo sul mio labbro,

    mite come la tua. Quel sorriso m’ha salvato da pianti e da dolori.

    E non importa se ora ho qualche lacrima per te, per tutti quelli che come te

    aspettano, e non sanno che cosa.

    Ah, gentile morte, non toccare l’orologio in cucina che batte sopra il muro

    tutta la mia infanzia è passata sullo smalto del suo quadrante,

    su quei fiori dipinti: non toccare le mani, il cuore dei vecchi.

    Ma forse qualcuno risponde?

    O morte di pietà, morte di pudore.

    Addio, cara, addio, mia dolcissima Mater’.

    Ecco degli stralci di libri o canzoni che potete dedicare alle vostre mamme

    • Mamma, Mamma lo sai che il tuo fiore sta sbocciando… Mamma, mamma lo sai che l’amore lo sta colorando… (Biagio Antonacci)
    • Stella stellina, la notte si avvicina, la luna è d’argento rumori più non sento. La mucca col vitello, la pecora e l’agnello, la gatta e il suo micino, la chioccia col pulcino, il bimbo e la sua mamma, tutti fan la nanna. (Ninnananna popolare)
    • La parola più bella sulle labbra del genere umano è “Madre“, e la più bella invocazione è “Madre mia”. E’ la fonte dell’amore, della misericordia, della comprensione, del perdono. Ogni cosa in natura parla della madre. (Kahlil Gibran)
    • Di parole ho la testa piena, con dentro”la luna” e la “balena”. C’e qualche parola un po’ bisbetica: “peronospora”,”aritmetica”. Ma le più belle le ho nel cuore, le sento battere: “mamma”,”amore”. (Gianni Rodari)
    • Mamma, solo per te la mia canzone vola, mamma, sarai con me, tu non sarai più sola! Quanto ti voglio bene! Queste parole d’amore che ti sospira il mio cuore forse non s’usano più, mamma! ma la canzone mia più bella sei tu! Sei tu la vita e per la vita non ti lascio mai più! (C. A.Bixio – B.Cherubini, dalla canzone “Mamma”)
    • Il cuore di una madre è un abisso in fondo al quale si trova sempre un perdono. (Honoré de Balzac)
    • Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non annoia mai. (Oriana Fallaci)