Natale 2016

Fertility Day nel mondo: le iniziative più originali e discutibili

Fertility Day nel mondo: le iniziative più originali e discutibili
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    Fertility Day nel mondo: le iniziative più originali e discutibili

    Il Fertility Day è stato introdotto in Italia dal Governo Renzi il 28 luglio 2016. Il Consiglio dei ministri ha approvato la proposta della ministra della Salute Beatrice Lorenzin di istituire per il 22 settembre di ogni anno una giornata nazionale dedicata all’informazione sulla fertilità umana. Nel nostro Paese negli ultimi 5 anni i nati sono in caduta libera: soltanto 488mila nel 2015, 15mila in meno rispetto al 2014. Il tasso di natalità è fra i più bassi dell’Unione europea: 1,35 figli per donna e un’età media al parto di 31,6 anni (quella europea è di 29 anni). Ma la prima edizione del #FertilityDay in Italia è stata contrassegnata da due chiacchieratissime campagne shock, tantissime polemiche e diverse manifestazioni di protesta. E nel resto del mondo? Quali sono le iniziative più originali e discutibili?

    Una delle campagne che ha avuto maggior successo a livello mondiale è sicuramente quella attuata in Danimarca. Lo slogan è piuttosto esplicativo: “Do it for Denmark”. Un’iniziativa piuttosto originale e proficua, visto i risultati, che spinge i danesi a far sesso al di fuori dei confini nazionali durante le vacanze. Il Governo garantisce un kit prima infanzia per tre anni alle coppie oltre alla possibilità di un viaggio per i bambini. I risultati? 1200 nuove nascite solo a Copenhagen oltre al fatto che il 10% dei danesi è stato concepito all’estero.

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    Il Paese europeo più prolifico è la Francia: 2,1 figli per donna grazie soprattutto agli investimenti economici. Il 3,5% dei Pil viene destinato infatti alle famiglie e ai bambini. Gli aiuti economici e non solo sono piuttosto significativi e importanti: 6mila euro per due figli, sei mesi di congedo parentale per entrambi i genitori.

    Per quanto riguarda il Regno Unito, le campagne non hanno avuto molto successo: 1,92 figli per donna. In Germania il tasso di nascite continuava a diminuire nonostante incentivi e detassazioni fino al 2012. Poi da quando è stata introdotta una nuova legge sugli asili, che garantisce a tutti il diritto di un posto al nido, nel 2015 c’è stato il primo incremento nel tasso di natalità.

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    In Polonia il tasso di natalità è uno dei più bassi dell’ex blocco URSS. Proprio per questo motivo il Governo è intervenuto sulla questione garantendo contributi piuttosto significativi: 110 euro circa al mese per il secondo, il terzo e ogni figlio successivo, fino ai 18 anni. Il calo delle nascite rappresenta una vera e propria emergenza nazionale in Russia. Pertanto Vladimir Putin ha istituito il Fertility Day per il giorno 12 settembre.

    Le mamme che danno alla luce i bambini il 12 settembre ricevono un premio che cambia ogni anno: dal frigorifero all’automobile. In Australia il tasso di natalità è calato a partire dal 2010 in coincidenza con la fine degli incentivi statali. Dai 2 figli per donna nel 2010 si è passati agli attuali 1,8.

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    La situazione non è certo delle migliori in Corea del Sud. Negli anni Ottanta e Novanta, il Governo invitava la popolazione a non fare figli. Oggi il tasso di fertilità è 1,19 figli per donna. Di questo passo la popolazione, che è attualmente di 50 milioni di abitanti, scenderebbe a 10 nei prossimi 120 anni. Pertanto dal 2010 l’esecutivo ha introdotto il mercoledì dell’amore. Il terzo mercoledì di ogni mese, il Family Day, le luci degli uffici si spengono molto prima e si va a casa per dedicarsi alla famiglia.

    Davvero singolare e molto particolare lo slogan lanciato a Singapore nel 2012 per migliorare il basso tasso di natalità. Una campagna co-firmata dalla Mentos con uno spot che ha avuto grande successo: “Sono un marito patriottico. Tu sei la mia patriottica moglie, adempiamo al nostro dovere civico (….). Il tasso di natalità non può salire da solo”. In Giappone il testimonial delle campagne pro-nascite è Yotaro, un robot-bambino.

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