Femminicidio, passata alla Camera la legge che tutela gli orfani e inasprisce la pena per l’uxoricida

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    Femminicidio, passata alla Camera la legge che tutela gli orfani e inasprisce la pena per l’uxoricida

    Questa volta la politica ha trovato tutti d’accordo, maggioranza e opposizione, sulle disposizioni in favore degli orfani di crimini domestici: con il sì all’unanimità nell’Aula della Camera passano le nuove norme per la tutela dei figli che perdono la madre a causa di un femminicidio. Il disegno di legge riguarda sia l’inasprimento della pena per chi uccide il proprio coniuge, l’uxoricida, che rischierà l’ergastolo, sia i figli delle donne uccise: viene assicurato patrocinio legale e reversibilità della pensione del genitore, nonché un fondo di solidarietà per la creazione di borse di studio e per il loro inserimento lavorativo.

    Cosa cambia

    Il testo, approvato alla Camera con 376 sì e nessun contrario, se passa anche al Senato diventerà legge a tutti gli effetti. Vediamo cosa prevede nel dettaglio e cosa cambia. Innanzitutto ci sarà un inasprimento della pena per chi commette il femminicidio: con il nuovo testo l’omicidio del coniuge, del partner civile e del convivente viene infatti equiparato a quello dei genitori o dei figli e rientra pertanto nella fattispecie aggravata per la quale è prevista la pena dell’ergastolo. Fino ad oggi erano previsti 11 anni. Un segnale forte per contrastare la piaga del femminicidio, che arriva dopo l’istituzione in Senato della commissione d’inchiesta che valuta i casi di violenza domestica.

    Per i figli delle vittime sarà disposta assistenza medico-psicologica, il libero accesso al patrocinio legale gratuito, a prescindere dal reddito e saranno loro a godere della pensione del genitore. Fin’ora, anche se assurdo, tale somma di denaro e l’eredità spettavano anche al coniuge, anche nel caso fosse l’assassino della vittima. La pensione sarà invece immediatamente sospesa a partire dalla richiesta di rinvio a giudizio, così come il suo diritto a succedere; i suoi beni saranno sequestrati a garanzia del pagamento dei danni subiti dai figli della vittima, che dovranno essere liquidati subito dal giudice penale.

    Infine, per garantire agli orfani un futuro, la nuova legge contempla un fondo statale di due milioni di euro per la creazione di borse di studio e per favorire l’inserimento lavorativo.

    Fin’ora non se ne è parlato molto, anche se sono ben 2000 le vittime secondarie del femminicidio, bambini spesso abbandonati dallo Stato.

    Soddisfazione per la nuova legge

    “È un giorno importante”, ha detto Roberto Capelli, primo firmatario della proposta di legge che “prova a colmare quel vuoto legislativo che per anni ha aggiunto sofferenza a sofferenza, colpendo tante persone indifese, spesso bambini, che dopo aver visto morire il proprio genitore per mano dell’altro, hanno dovuto assistere impotenti al fatto che l’assassino, in attesa del giudizio, si appropriasse dei beni della persona uccisa, lasciandoli in uno stato di assoluta indigenza”.

    Secondo il relatore Franco Vazio (Pd) che ora ne auspica una veloce approvazione in Senato, il provvedimento “affronta e risolve le criticità e le aberrazioni di una legislazione penale e civile a cui erano sottoposti gli orfani vittime di crimini domestici”. Per la presidente della commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti , è “un altro significativo passo avanti verso più marcate e incisive forme di tutela delle vittime di reati”.

    Soddisfatta anche la presidente della Camera Laura Boldrini, da sempre in prima linea nel combattere il triste fenomeno del femminicidio, “Si tratta di un doveroso atto di giustizia verso bambini e ragazzi che hanno il diritto di conoscere finalmente il volto amico delle istituzioni”.

    Il disegno di legge era approdato alla Camera il 27 ottobre scorso. Ora aspetta l’approvazione del Senato.

    Dolcetto o scherzetto?