Natale 2016

Femminicidio, le donne uccise nel 2016 [FOTO]

Femminicidio, le donne uccise nel 2016 [FOTO]
da in Cronaca, Violenza sulle donne
Ultimo aggiornamento:

    Se il 2016 è iniziato all’insegna del femmicidio, purtroppo dopo metà anno la lista va ancora ad allungarsi. Anzi, gli ultimi casi hanno subito un’escalation di violenza inaudita. Non è solo il fenomeno in sé ad indignare, ma è anche l’efferatezza del crimine che aumenta a dismisura.
    Nelle ultime settimane, uno dei casi sicuramente più agghiaccianti e che ha scosso l’Italia intera riguarda Sara di Pietrantonio, la giovane 22enne arsa viva dall’ex fidanzato dopo che si erano lasciati e morta tra le fiamme. Il ragazzo l’ha riempita di benzina e le ha dato fuoco; è stata ritrovata da sua madre, carbonizzata, tra l’indifferenza delle poche auto che transitavano per via della Magliana.

    Ma la lista della vergogna purtroppo è in continuo aggiornamento: proprio oggi giungono due tristi storie che vedono protagoniste giovani donne, la cui “colpa” è stata quella di voler terminare una relazione con il proprio compagno. A Spilimbergo, Michela Baldo è stata uccisa con due colpi di pistola dall’ex fidanzato Manuel Venier, dopo che si erano lasciati qualche giorno fa, dopo 3 anni di relazione. La fine del rapporto è stata la causa anche della strage familiare a Taranto: la follia omicida di Luigi Alfarano si è riversata nei confronti di Federica De Luca, proprio il giorno in cui avrebbero dovuto ufficializzare, davanti ai legali, la loro separazione. In questo caso purtroppo la vittima innocente è stato anche il piccolo figlio della coppia, ucciso nella casetta al mare a cui è seguito il suicidio del padre.
    Neppure Debora Fuso è riuscita a sottrarsi alla furia omicida del fidanzato Arturo Saraceno che il 18 maggio, dopo una violenta lite ha colpito più volte la donna con il coltello da cucina, provocandole ferite mortali.
    La piaga del femminicidio spesso non si ferma neppure difronte ai bambini innocenti: il caso shock di Pisa dove la violenza domestica non ha risparmiato neppure una bambina di tre anni. La donna vittima di violenze da parte del compagno non ce l’ha fatta a proteggere la sua piccola figlia, che è morta per le percosse subite dall’uomo.

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    La 29enne ricercatrice torinese Valentina Tarallo è stata uccisa a sprangate a Ginevra l’11 aprile. Quella maledetta sera la giovane ricercatrice italiana stava rientrando a casa dopo una sessione di allenamenti in palestra quando è stata colpita alla testa con una spranga di ferro da un uomo di origine africana alto circa 1,90 m. davanti al numero civico 22 di avenue de la Croisette. Alcuni conoscenti hanno riferito ai media locali che Valentina aveva avuto una breve relazione d’amore con un ragazzo africano molto geloso, da cui si sarebbe allontanata proprio per questo motivo. Scartata la prima ipotesi della rapina finita in tragedia, gli inquirenti seguono la pista passionale. A Miravalle di Molinella, in provincia di Bologna, il 52enne tassista Andrea Balboni ha confessato di aver ucciso la moglie Liliana Bartolini al termine di una furiosa e violenta lite, dichiarando che lei l’aveva aggredito e l’aveva accusato di avere una relazione extraconiugale. Il Brianza il 73enne pensionato Giuseppe Gallina ha prima ucciso la moglie recidendole la gola con un coltello da cucina e poi si è suicidato. La donna, Fiorella di 66 anni, è morta dissanguata ed è stata trovata esanime nell’appartamento accanto all’arma.

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    Dopo i viaggi da “ultimo dell’anno”, gli spumanti stappati, gli abbracci rubati, i baci di auguri, le serate alcoliche con gli amici, i buoni propositi per un anno migliore, le abbuffate, i panettoni, l’uovo di Pasqua, le colombe e le diete per recuperare la forma perfetta ci ritroviamo a parlare di femminicidio. A inizio 2016 purtroppo le storie di Valentina, Liliana, Fiorella, Luana, Marinella e Carla hanno scosso le nostre coscienze forzandoci a concentrarci ancora su una delle questioni più dibattute dello scorso anno, e di quello precedente, e dell’altro ancora e via discorrendo: la violenza domestica. L’argomento è super partes, non divide né unisce l’opinione pubblica, non ha colore né bandiere, non appartiene alla famiglia tradizionale né a quella arcobaleno a stelle e strisce a pois o pied de poule. Quello che succede nelle nostre case è di tutti, e quello che succede è che in Italia in soli tre mesi 20 donne (e forse di più) sono state uccise dagli uomini della loro vita, mariti, compagni, fidanzati, amanti, figli e nipoti.

    Rircordiamole:
    Luana Finocchiaro è stata strangolata, il 30 gennaio, in casa nel catanese. Secondo gli inquirenti, sarebbe stato il suo ex compagno Vincenzo Di Mauro di 37 anni, dal quale ha avuto un figlio, ad ucciderla. La signora di 41 anni e madre di altri due bimbi avuti da un precedente matrimonio l’aveva già denunciato per minacce e lesioni ai carabinieri il 7 luglio del 2012, quando al termine della burrascosa e violenta convivenza aveva deciso di lasciarlo per rifarsi una vita. Tre giorni dopo la denuncia, la donna aveva ritirato la querela ed era iniziato un nuovo calvario quotidiano con visite improvvise e liti furibonde. Vincenzo Di Mauro, che nel 2001 aveva ucciso Francesco Tirendi perché era convinto che gli insidiasse la fidanzata, si è proclamato innocente e ha dichiarato di non aver strangolato Luana Finocchiaro: “Sono innocente. Le ferite alle mani? Capita di farsi male”.

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    Marinella Pellegrini è stata ammazzata dal marito Paolo Piraccini al termine di una violenta lite l’1 febbraio scorso a Brescia. Dopo l’omicidio, il 56enne titolare di una tabaccheria ha chiamato il cognato: “Ho ucciso Marinella e adesso vado ad ammazzarmi”. Ha poi imboccato contromano con la sua auto il casello autostradale per Venezia e si è schiantato contro un tir, morendo sul colpo. La 55enne signora è stata trovata sgozzata sul pavimento della cucina. Carla Ilenia Caiazzo estetista di Pozzuoli, è stata bruciata dal fidanzato Paolo Pietropaolo al culmine di una violenta lite. La donna di soli 38 anni è stata inizialmente ricoverata presso l’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli dove i medici sono riusciti a farla partorire ed è attualmente fuori pericolo. Carla ha ustioni sul 40% del corpo. Dopo il tentato omicidio, l’uomo ha avuto un incidente stradale a Formia e quando sono intervenuti i carabinieri ha confessato tutto ed è stato arrestato. La bambina Giulia Pia è nata dopo 34 settimane di gestazione e sta bene.

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    Insieme a loro però ci sono anche altre vittime, donne che per la cronaca non hanno un nome, non sono diventate personaggi ma purtroppo, numeri: il 2 gennaio a Ragusa i Carabinieri hanno scoperto che una donna da due anni viveva segregata in casa dal suo convivente, sempre il 2 gennaio ad Ancona un’altra donna era vittima di violenza da parte del suo ex fidanzato (lasciato in seguito ad altre aggressioni), il 3 gennaio a Città di Castello una donna è stata accoltellata ed uccisa dal figlio per motivi che non ci è dato sapere, pochi giorni dopo il 5 gennaio questa volta a Torino un’altra donna è quasi morta per mano del marito, il 9 gennaio a Firenze una donna è stata strangolata da un uomo con cui aveva passato una piacevole notte di passione, il 12 gennaio un’altra donna è stata trovata morta uccisa dal suo quasi fidanzato, e ancora il 15 e il 16 gennaio due donne sono state uccise dai propri nipoti. Il 27 gennaio una donna è stata uccisa dal suo ex cognato, il 30 gennaio una donna è stata gravemente ferita dal marito che poco prima aveva ucciso i loro due figli di 8 e 13 anni. Il resto a partire da oggi diventerà storia, purtroppo. Intanto un uomo è stato assolto qualche mese fa dall’accusa di violenza sessuale perché “lei portava i jeans”. Buon 2016 a tutti!

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    Il lato oscuro delle coppie felici
    SCRITTO DA PUBBLICATO IN CronacaViolenza sulle donne

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