Femminicidio, 8.200 € di risarcimento agli orfani: è polemica sulla cifra “irrisoria”

Nonostante l'apertura del Governo all'indennizzo per le vittime di stupro e ai figli delle donne uccise, la polemica tiene banco e infiamma il dibattito: cifre considerate del tutto inadeguate al danno subito e, secondo alcuni, una vera e propria 'offesa' alla dignità. Il decreto attuativo è al centro della querelle, insorgono le associazioni antiviolenza.

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    Femminicidio, 8.200 € di risarcimento agli orfani: è polemica sulla cifra “irrisoria”

    8.200 € di risarcimento agli orfani di donne vittime di femminicidio: è polemica sulla cifra “irrisoria”. Insorgono le associazioni antiviolenza, e nonostante l’intervento di correzione alle somme di indennizzo previste, che ne quadruplicherebbe l’ammontare, gli animi intorno al decreto attuativo in materia non si placano. E la legge, esecutiva dallo scorso 10 ottobre, è stata definita “un’offesa”.

    Femminicidio: è polemica sulle cifre di indennizzo agli orfani

    Le forti proteste sulla quantificazione degli indennizzi agli orfani di donne vittime di femminicidio e alle vittime di stupro hanno sortito un effetto “correttivo” che, tuttavia, non consente ancora di gridare “Vittoria”.

    Le associazioni in difesa delle vittime e i centri antiviolenza hanno sollecitato un intervento del Governo atto a ritoccare al rialzo le cifre stabilite, con provvedimento da inserire nella legge di stabilità che, pare, il Governo si sarebbe impegnato ad effettuare.

    Ma a gettare ulteriore benzina sul fuoco della querelle è il fatto che, nonostante l’impegno a quadruplicare le somme predisposte a risarcimento del danno subito, gli indennizzi resterebbero comunque irrisori, addirittura nell’ipotesi (avanzata dal Governo) di quadruplicarne l’importo.

    La legge esecutiva dal 10 ottobre 2017: quantificati i risarcimenti

    La legge che si occupa di regolamentare la delicatissima materia è esecutiva dal 10 ottobre scorso. Essa prevede lo stanziamento dal Fondo antiusura, a titolo risarcitorio, di una somma pari a 8.200 € ai figli di una donna uccisa, e di 4.800 € alle vittime di violenza sessuale.

    Qualora si avverasse l’ipotesi di un incremento delle cifre (che sarebbero “quadruplicate” nell’ottica di intervento del Governo), va da sé che si tratterebbe comunque di importi piuttosto esigui e del tutto difformi dall’entità del danno subito.

    L’Italia rincorre l’Europa in materia di risarcimenti

    E quella dell’Italia sembra essere una vera e propria “rincorsa” all’allineamento delle leggi al sistema vigente in altri Paesi Ue. Il nostro Paese ha incassato diverse condanne per il mancato adeguamento degli obiettivi agli obbighi stabiliti in sede comune.

    E la corsa ai ripari è partita, ma non ha comunque portato ad un esito che possa essere ritenuto, dalle vittime, soddisfacente.

    Già, perché se è vero che la legge assicura un “maggior ristoro alle vittime dei reati di violenza sessuale e di omicidio”, per ottenere l’indennizzo l’iter è tortuoso e, talvolta, perverso.

    Come ottenere l’indennizzo: lo strano percorso della legge

    Per ottenere l’indennizzo in casi di reati violenti, quali quelli in questione, esistono precisi requisiti da possedere. Primo fra tutti il reddito annuo della persona offesa, che “non deve essere superiore a quello previsto per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato”;

    in seconda battuta, la vittima deve dar prova di aver “esperito infruttuosamente l’azione esecutiva nei confronti dell’autore del reato per ottenere il risarcimento del danno dal soggetto obbligato da sentenza di condanna irrevocabile o di una condanna a titolo di provvisionale, salvo che l’autore del reato sia ignoto”. Significa che occorre dimostrare di aver tentato invano di ottenere il risarcimento dalla persona che la giustizia ha individuato quale responsabile del reato.

    M5S all’attacco: “Il Governo ha offeso un’altra volta le vittime”

    La protesta si insinua anche nell’arena politica, con il M5S che avanza precise accuse al Governo. Vittorio Ferraresi, deputato del Movimento in Commissione Giustizia alla Camera, in una nota diffusa il 1° novembre, attacca il Pd sulla quantificazione indennizzi: “Il governo ha offeso un’altra volta le vittime di reati intenzionali violenti che aspettano da troppo tempo un Fondo ad hoc per una tutela indennitaria degna di un Paese civile. È un altro schiaffo a cittadini. Come spesso accade con i provvedimenti targati Pd, la legge è nient’altro che uno spot”

    E ancora, sul fronte dell’inadeguatezza delle misure d’intervento legislativo italiane, Ferraresi insiste: “L’Italia continua a essere inadempiente e questo vulnus accresce la sfiducia nella giustizia da parte di cittadini che soffrono già per la mancanza di certezza della pena”.