Family Day: al centro delle polemiche l’opinione di Kiko Arguello sul femminicidio

Family Day: al centro delle polemiche l’opinione di Kiko Arguello sul femminicidio
da in Violenza sulle donne
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    Kiko Arguelio, femminicidio, violenza sulle donne, Family Day

    Il discorso tenuto da Kiko Arguello al Family Day, svoltosi sabato 20 giugno a Roma, ha suscitato un mare di polemiche, soprattutto fra gli atei. In realtà le argomentazioni di Arguello sono piuttosto ambigue e sorge il dubbio, ascoltandole più attentamente, che non corrispondano esattamente alle interpretazioni che gli sono state attribuite. Se a prima occhiata l’ex pittore, iniziatore del cammino neocatecumenale, sembra incolpare le donne, riascoltando la sua orazione si capisce come l’accusa sia più che altro rivolta all’ateismo. L’uomo (ateo) che sperimenta l’abbandono da parte della moglie, ritrovandosi privato dell’amore, affonda in un vortice di disperazione che lo porta persino al femminicidio. Cosa che al fedele, in teoria, non accade, visto che può beneficiare dell’infinito amore divino.

    L’essere umano non può vivere senza amore, pena le pene dell’inferno. Ed ecco perché un uomo (ateo) che viene lasciato dalla moglie sprofonda in un vortice di malvagità senza ritorno, arrivando persino ad ucciderla. Questo il succo del discorso tenuto da Kiko Arguello al Family Day di Roma, interpretazione del femminicidio, in aumento anche nel 2014, che ha scatenato la polemica.

    Arguello spiega che “il non amore è un inferno”, chi lo sperimenta è quindi destinato a perdere la testa. Non è colpa delle donne, né della dualità maschio-femmina, quanto della mancanza di fede che attanaglia gran parte di noi. “Se quest’uomo è ateo”, riferendosi al caso di un uomo che uccise moglie e figlie, “nessuno gli conferisce l’essere come persona, ha solo una moglie che gli dà un ruolo: “Tu sei mio marito” e così lui si nutre dell’amore della moglie.

    Ma se la moglie lo abbandona e se ne va con un’altra donna quest’uomo può fare una scoperta inimmaginabile, perché questa moglie gli toglie il fatto di essere amato, e quando si sperimenta il fatto di non essere amato allora è l’inferno. Quest’uomo sente una morte dentro, così profonda che il primo moto è quella di ucciderla e il secondo moto, poiché il dolore che sente è mistico e terribile, piomba in un buco nero eterno e allora pensa: “Come posso far capire a mia moglie il danno che mi ha fatto?” Allora uccide i bambini. Perché l’inferno esiste. I sociologi non sono cristiani e non conoscono l’antropologia cristiana, il problema è che non possiamo vivere senza essere amati prima dalla nostra famiglia, poi dagli amici a scuola, poi dalla fidanzata e infine da nostra moglie.”

    In definitiva la colpa di questi atti di violenza ai danni del femminile, secondo Arguello, andrebbero attribuiti alla perdita di legame tra l’uomo e Dio dovuta all’intervento di Satana, il cui scopo ultimo è rubare le nostre anime, che lui definisce il nostro “essere persona”. Scopo che persegue insinuandoci il dubbio che Dio non esista, interrompendo di conseguenza la nostra connessione con il divino e con il suo amore infinito. E’ Dio, secondo Arguello, a donarci la dignità di persone, ma chi non ha fede cerca di compensare il vuoto cercando l’amore altrove: per esempio nella compagna di vita, nei figli piuttosto che negli amici e via dicendo. Se quelle fonti di amore si esauriscono, come nel caso di un abbandono forzato, finisce anche la voglia di vivere. Perché vivere senza amore è impossibile. Una tesi senz’altro discutibile quella di Arguello, ma qualunque sia la propria opinione in merito, è importante non travisarne, strumentalmente, il significato.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Violenza sulle donne Ultimo aggiornamento: Mercoledì 24/06/2015 21:11
     
     
     
     
     
     
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