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Emmanuel Macron è il nuovo presidente della Francia: “Inizia una nuova era di speranza”

Emmanuel Macron è il nuovo presidente della Francia: “Inizia una nuova era di speranza”

Le presidenziali 2017 in Francia si sono concluse con la vittoria del candidato centrista di En Marche! Emmanuel Macron. Confermati i sondaggi sulla sconfitta di Marine Le Pen, candidata del Front National. Macron ha vinto la corsa all'Eliseo: a 39 anni è il presidente più giovane della storia francese, con il 66,1% dei consensi.

da in Attualità, Politica internazionale
Ultimo aggiornamento:

    Emmanuel Macron è il nuovo presidente della Francia. Le elezioni presidenziali francesi 2017 hanno portato alla vittoria del candidato centrista di En Marche!, che ha sconfitto la candidata del Front National, Marine Le Pen con il 66,1% dei consensi. Macron è il presidente più giovane nella storia della Francia. Si tratta di una vittoria anche per l’Europa, ora che il fantasma di una “Frexit” che si sarebbe materializzato nella presidenza Le Pen è definitivamente scomparso. È il sintomo evidente di una volontà europeista che resta viva, che si staglia sullo sfondo della grande sconfitta, al primo turno di voto, dei due partiti tradizionali francesi. Confermati i sondaggi e preservati gli equilibri di Bruxelles, Emmanuel Macron conquista l’Eliseo: è l’ottavo presidente della Quinta Repubblica.

    Dal suo quartier generale, Emmanuel Macron ha parlato a tutti, sostenitori e non, cercando di riportare le rotture politiche della campagna elettorale a una dimensione unificata e proiettata nel futuro: “Oggi inizia una nuova era di speranza e fiducia per la Francia”, ha dichiarato il presidente Macron alla Afp. L’annuncio degli exit poll delle 20 è stato accolto dal boato di gioia degli oltre 5mila militanti di En Marche!, radunati sull’Esplanade du Louvre a Parigi per festeggiare la vittoria del candidato centrista. Bandiere tricolore della Francia unite alla bandiera dell’Europa hanno sventolato dopo le proiezioni diffuse dalle emittenti francesi.
    Grandissima emozione per Emmanuel Macron e sua moglie Brigitte Trogneux: la nuova prèmiere dame non lo ha mai lasciato solo in questa sfida cruciale per la politica europeista francese.
    Ha vinto con il 66,1% dei consensi, contro il 33,9% di Marine Le Pen.

    Il presidente neoeletto ha parlato alla folla degli elettori: “Desidero dirvi grazie, la mia gratitudine va a tutti coloro che hanno deciso di esprimermi il loro appoggio, non mi dimenticherò mai di voi”.
    Emmanuel Macron si è rivolto anche a chi non lo ha votato, porgendo un “saluto repubblicano” alla sua avversaria, “Madame Le Pen”.
    Un discorso in linea con la moderazione del programma politico portato avanti in questi mesi di dura campagna elettorale, con cui Macron si è rivolto all’intero popolo francese: “Abbiamo un messaggio umanista da portare nel futuro, dobbiamo dare ai nostri bambini questo messaggio e mi assumo l’impegno di difendere l’Europa, i nostri valori, la nostra speranza. Voglio rafforzare il legame tra l’Europa e i cittadini. La Francia sarà presente al rispetto degli impegni internazionali già assunti. Sarà in prima linea nella lotta al terrorismo, sul fronte interno e su quello internazionale. Desidero che questa sera sia una nuova pagina, della speranza e della fiducia ritrovata”.
    Il presidente Macron ha salutato François Hollande e lo ha ringraziato per i 5 anni del suo mandato.

    “I francesi hanno fatto dell’alleanza dei patrioti la prima forza di opposizione”: ha esordito così Marine Le Pen, nel discorso con cui ha riconosciuto la sconfitta e ha comunque sottolineato che il Front National è davanti a un “risultato storico”. Poco dopo la diffusione degli exit poll, la candidata di estrema destra ha affermato di essersi congratulata con il neo presidente francese Macron, ma ha mantenuto il pugno fermo sui prossimi orizzonti per il suo partito: “Saremo una grande forza di opposizione, ora si tratta di una battaglia di patrioti contro mondialisti e io porterò avanti la battaglia”.

    Al ballottaggio delle presidenziali 2017, a votare scheda bianca o nulla sarebbero stati 4,2 milioni di francesi, l’8,8% degli aventi diritto al voto, secondo una stima Ipsos/Sopra Steria. Secondo Le Monde, le schede bianche o nulle sarebbero il 12%, una cifra comunque importante e sintomatica della sofferenza di una nazione colpita da una profonda crisi su più livelli.
    Ma è record di astensione: la percentuale si aggira intorno al 25,3%, tra le più alte dal 1969, quando ad essere eletto al secondo turno fu Georges Pompidou, già primo ministro sotto la presidenza De Gaulle. Da allora è la prima volta che si registra un’affluenza inferiore al ballottaggio rispetto a quella del primo turno di voto.

    L’intercettazione dei voti di sinistra era molto importante, con un elettorato privo di un riferimento politico tra i candidati al secondo turno di voto del 7 maggio. I primi due partiti francesi, Repubblicani e Socialisti, in due non hanno raggiunto il 30% di preferenze al primo turno, uscendo definitivamente di scena dalla corsa all’Eliseo. Gli elettori di sinistra erano un bacino da cui attingere consensi, una cortina difficilmente penetrabile per entrambi i candidati.

    I sondaggi di queste elezioni in Francia sono stati confermati nella sempre più ampia forbice tra i candidati alle presidenziali 2017 arrivati al ballottaggio.
    Macron ha potuto contare sull’endorsement degli sconfitti, a partire da un deluso Benoît Hamon, che dopo la sconfitta dei socialisti che rappresentava al primo turno ha dichiarato: “Basta con questa follia autodistruttiva, sono fiero della campagna che ho condotto. La sinistra non è morta, ora bisogna votare Macron”.

    Marine Le Pen, sostenuta dalla nipote Marion Maréchal-Le Pen, era consapevole che il primo turno non aveva messo un’ipoteca sicura sulla conquista dell’Eliseo da parte del Front National.

    La dichiarazione di Marine Le Pen è stata un concentrato di patriottismo e nazionalismo, con un discorso che ha fatto leva sui sentimenti più profondi dei francesi: “Io sono il candidato del popolo. Occorre liberare il popolo francese dalla politica di Hollande, andare oltre i dibattiti e scegliere la Francia. Lancio un appello a tutti i patrioti, indipendentemente da chi abbiano votato al primo turno, lancio un appello all’unità nazionale, la sopravvivenza della Francia è in gioco. De Gaulle sosteneva che la grandezza di un popolo si basa solo sul suo popolo, e io voglio proprio questo, cioè l’unione del popolo francese nella Francia e per la Francia”.

    Emmanuel Macron subito dopo il passaggio al secondo turno, ha parlato di moderazione contro i nazionalisti, anche con un richiamo al patriottismo francese, ma integrato nella dimensione europea. Ringraziando sostenitori ed elettori ha dichiarato: “Non dimenticherò mai la volontà espressa da migliaia di voi per arrivare a questo risultato. Avete preso in mano il destino di questo Paese. Voi avete dato tutto, questa sera vi devo tanto. Spetta a me continuare, andare avanti sino in fondo, non dobbiamo abbassare la guardia. Io terrò sempre a cuore il vostro destino. La mia gioia è piena di aspettative, porterò il vostro vessillo al secondo turno, l’ottimismo della Francia e dell’Europa”.

    Dopo i risultati del 23 aprile, in Francia si respirava aria di incertezza su quello che sarebbe stato l’esito del ballottaggio del 7 maggio 2017. Nella sfida si è deciso il futuro francese, e con esso quello dell’Europa. Il Front National ha destato non poche preoccupazioni nel cuore di Bruxelles.

    Marine Le Pen, estremista, anti-europeista e anti-sistema, rappresenta la frattura insanabile tra il vecchio e il nuovo: apertamente contro il governo Hollande, ha puntato tutto sull’uscita della Francia dall’Europa.

    Emmanuel Macron, centrista, europeista e “rottamatore” delle vecchie élite politiche à la Renzi, rappresenta la continuità della politica di Hollande. Un Paese in Europa e per l’Europa, questo è il fil rouge del programma di Macron, che tenderà certamente a mantenere saldo l’asse franco-tedesco d’intesa negli equilibri dell’Unione. Sospiro di sollievo per Bruxelles, già inginocchiata sulle ceneri della Brexit, che ha visto scongiurato il rischio che Marine Le Pen diventasse il nuovo presidente della Repubblica trascinando la Francia verso l’uscita dalla Ue.

    Ma per Emmanuel Macron non sarà un cammino facile. La sua vittoria rappresenta l’archiviazione del bipolarismo che ha caratterizzato lo scenario politico francese per decenni, inquadrato in quella battaglia tra destra e sinistra a cui il neo presidente non appartiene. E sarà proprio l’assenza di una maggioranza dietro la figura di Macron a costituire l’incognita più grande della sua presidenza e un possibile elemento destabilizzante dopo le prossime politiche dell’11 e 18 giugno.

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