Elezioni amministrative 2017, affluenza e risultati: scarsa partecipazione e M5S in calo

Domenica 11 giugno 9 milioni di italiani sono stati chiamati ad eleggere i sindaci in 1004 Comuni e 4 capoluoghi di Regione. Affluenza bassa, attestata al 60%, in calo rispetto alle elezioni amministrative del 2012. Sconfitta pesante per il M5S, al ballottaggio solo a Parma. Quasi in tutti i comuni si andrà al secondo turno domenica 25 giugno. Leoluca Orlando sindaco per la quinta volta a Palermo.

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    Elezioni amministrative 2017, affluenza e risultati: scarsa partecipazione e M5S in calo

    Domenica 11 giugno si sono svolte le elezioni amministrative 2017: in oltre 1000 comuni e 4 capoluoghi di regione si è votato per scegliere sindaci e consigli comunali. L’affluenza è stata molto bassa: ferma al 60 per cento, sette punti meno della volta precedente. Grande sconfitta per il M5S, fuori da quasi tutti i ballottaggi. Il secondo turno sarà domenica 25 giugno e vedrà sfidarsi principalmente i candidati di centrodestra e centrosinistra.

    Elezioni amministrative 2017: i dati

    Sono stati 9 milioni gli italiani chiamati alle urne per il rinnovo di sindaci e consigli comunali. Le amministrative 2017 hanno visto coinvolte 10.822 sezioni per i 1004 comuni, tra cui 4 capoluoghi di regione: Palermo, Genova, L’Aquila e Catanzaro. E 21 capoluoghi di provincia: Alessandria, Asti, Belluno, Como, Cuneo, Frosinone, Gorizia, La Spezia, Lecce, Lodi, Lucca, Monza, Oristano, Padova, Parma, Piacenza, Pistoia, Rieti, Verona, Taranto, Trapani.

    L’affluenza definitiva si è attestata al 60,07%, di molto inferiore a quella del 2012. A Genova, dove sono andati al ballottaggio Marco Bucci e Gianni Crivello, si è recata meno della metà degli elettori a votare. L’affluenza più alta invece a L’Aquila (70,38%), seppur in calo rispetto al 74,92% delle precedenti elezioni.

    Comunali 2017: M5S escluso dai ballottaggi nelle grandi città

    Una debacle per il M5S alle Comunali 2017: i pentastellati sono esclusi dai ballottaggi di tutte le maggiori città al voto, compresa Genova, la città del leader Beppe Grillo. A niente è servito il suo ultimo comizio nella città ligure, né il suo invito a recarsi a votare.

    Quasi ovunque il ballottaggio, che si svolgerà domenica 25 giugno è in mano al centrodestra e centrosinistra. I soli comuni dove il Ms5 potrà giocarsela al secondo turno sono Parma, dove il candidato Federico Pizzarotti arriva di poco in vantaggio (1500 voti di scarto) sul candidato del centrosinistra Paolo Scarpa, a Carrara che vedrà la sfida tra il pentastellato Francesco De Pasquale e quello della coalizione del Centrosinistra (Pd-Psi-Pri) Andrea Zanetti.

    Il Movimento 5 Stelle si era presentato con le sue liste in 225 comuni ed era la forza politica nazionale più presente a questa tornata, ma c’è stata un’evidente sconfitta.

    Al ballottaggio centrosinistra e centrodestra nelle grandi città

    Nelle grandi città è praticamente ovunque ballottaggio tra centrodestra e centrosinistra: la gran parte dei sindaci sarà eletta quindi il prossimo 25 giugno.

    A Genova si affronteranno i candidati del centrodestra, Marco Bucci (38%), a sorpresa in vantaggio, e del centrosinistra, Gianni Crivello che va oltre il 33%. A Catanzaro il candidato sindaco Sergio Abramo (centrodestra) si avvicina al 40% e sfida Vincenzo Ciconte (centrosinistra). Ballottaggio anche a Palermo, anche se di fatto c’è stato un plebiscito: il sindaco uscente, Leoluca Orlando va verso la vittoria guadagnando il 45% delle preferenze.

    L’Aquila verso il ballottaggio tra i due candidati Americo Di Benedetto (centrosinistra) e Pierluigi Biondi (centrodestra), in cui sembra essere favorito il primo.

    A Verona continuerà il 25 giugno invece la sfida tra Federico Sboarina (centrodestra) e la compagna di Flavio Tosi, Patrizia Bisinella (Fare+civiche). Centrodestra avanti a Taranto con Stefania Baldassarri che si contenderà la poltrona di sindaco con Rinaldo Melucci (centrosinistra).

    Comunali 2017: a Genova sarà sfida tra Bucci e Crivello

    Il dato sorprendente delle Comunali 2017 è quello che arriva da Genova. A parte la scarsa affluenza che ha visto meno di un genovese su due andare alle urne, il risultato è un quasi pari-merito tra centrodestra al 38% e centrosinistra al 33%. Al ballottaggio andrà Marco Bucci, sostenuto da Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia, Lista Musso-Direzione Italia e la lista Vince Genova Bucci Sindaco e Gianni Crivello, sostenuto da Pd, Lista Civica Crivello, La Sinistra e la Lista Civica Genova Cambia. Uno dei due sarà il sindaco di Genova che prenderà il posto di Marco Doria, che non si è ricandidato.

    I voti di differenza sono pochi: 76407 per Crivello e 88781 per Bucci. Di gran stacco invece Luca Pirondini, candidato M5S fortemente voluto da Beppe Grillo che ha arrestato la sua corsa al 18%.

    L’affluenza molto bassa, si è attestata al 48,39% a Genova, meno 7 punti dalle ultime comunali.

    Leoluca Orlando sindaco di Palermo per la quinta volta

    Una vittoria netta quella del candidato sindaco di Palermo Leoluca Orlando. Sicuro di un 42 per cento che oscilla fino al 45 per cento, la sua sarebbe la quinta elezione consecutiva a primo cittadino. Secondo la legge elettorale siciliana, è sufficiente la percentuale del 40% per poter passare il turno. Il sindaco uscente al momento ha il 46,1% di preferenze, e 15 punti percentuali in più rispetto al rivale Fabrizio Ferrandelli, fermo al 31,4%. Terzo il candidato del Movimento 5 Stelle Ugo Forello, al 16,2%. Se questi dati fossero confermati anche a chiusura dello spoglio, per Orlando scatterebbe anche il premio di maggioranza di 24 seggi a Palazzo delle Aquile.

    Il suo commento a seggi chiusi: “Questa è una vittoria dei palermitani. Da anni non ho partito, il mio partito si chiama Palermo”.

    12 Comuni senza quorum

    E se in generale l’affluenza a queste amministrative è stata bassissima, ci sono stati dei Comuni dove neppure si è raggiunto il quorum. Secondo la legge, per eleggere il primo cittadino, anche se unico candidato, c’è bisogno di almeno della metà più uno degli aventi diritto di voto. E’ così che per 12 comuni è tutto da rifare: a Ripatransone (Ascoli Piceno), Pieve Di Cadore (Belluno), Oltre Il Colle (Bergamo), Satriano (Catanzaro), Montauro (Catanzaro), Rodero (Como), Landiona (Novara), Magomadas (Oristano), Palau (Sassari), Mathi (Torino), Serravalle Sesia (Vercelli), Filandari (Vibo Valentia).

    Il caso delle 321 schede

    Le operazioni di voto si sono svolte in maniera regolare sul territorio nazionale, ma non sono mancate le denunce e le accuse di brogli. In particolare, a Sant’Antimo, nel Napoletano, tre uomini sono stati arrestati perché trovati in possesso di 321 tessere elettorali di altrettanti loro concittadini, che tenevano nascoste in casa. Al momento dell’irruzione, i carabinieri hanno trovato le schede sul tavolo: all’interno di ognuno di esse era stato sistemato un fac simile della tessera elettorale con dettagliate indicazioni di voto sia su una lista da scegliere in appoggio a un candidato sindaco, sia sul nome di un aspirante consigliere comunale da scrivere nel segreto della cabina elettorale. I tre finiti sono finiti in manette e sono stati portati nel carcere di Poggio Reale, accusati di associazione a delinquere finalizzata al conseguimento di vantaggio elettorale.

    Dolcetto o scherzetto?