El Salvador, abortisce dopo uno stupro di gruppo: condannata a 30 anni di carcere

Una giovane di 19 anni è stata condannata a 30 anni di carcere per aver abortito in seguito ad uno stupro di gruppo. La donna aveva sempre sostenuto di non essersi resa conto della gravidanza fino al parto, quando il feto è nato morto. Il Tribunale non ha accolto la sua istanza, confermando la condanna a 30 anni per omicidio aggravato.

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    El Salvador, abortisce dopo uno stupro di gruppo: condannata a 30 anni di carcere

    Una giovane di 19 anni è stata condannata a 30 anni di carcere per aver abortito in seguito ad uno stupro. In base alla severissima legge sull’interruzione di gravidanza in vigore nel Paese centroamericano il tribunale di El Salvador ha confermato la condanna a 30 anni di carcere per la giovane donna accusata di omicidio aggravato a seguito di un aborto spontaneo. El Salvador, è uno dei Paesi con le leggi più restrittive al mondo in tema di diritti delle donne e l’aborto è considerato illegale. Si tratta inoltre di uno dei pochi Paesi al mondo che punisce fino a 40 anni di prigione una donna per aver abortito, anche in caso si trattasse di complicazioni durante la gravidanza.

    Aborto dopo uno stupro: condannata a 30 anni di prigione

    “Il tribunale è giunto alla conclusione che la sentenza di condanna va confermata”, ha stabilito uno dei giudici che ha riesaminato la sentenza emessa a luglio. Il caso di Evelyn Beatriz Herna’ndez Cruz aveva avuto rilevanza internazionale perché la giovane era rimasta incinta in seguito ad uno stupro di gruppo da parte di una gang e ha sempre sostenuto di non essersi accorta della gravidanza fino al parto nell’aprile 2016, in cui il feto sarebbe nato già morto. L’accusa, invece, ha affermato che Evelyn avrebbe ucciso il neonato gettandolo nello scarico del bagno e ha citato un esame del medico legale che secondo la difesa sarebbe stato invece equivocato. Dopo quasi otto ore di dibattimento in aula, i tre giudici si sono pronunciati per la conferma della condanna sostenendo che “gli elementi probatori per la condanna non sono mutati”.

    La legge sull’aborto in El Salvador

    Il caso di Evelyn si somma a quello di altre 17 donne che sono imprigionate nelle carceri di El Salvador condannate fino a 30 anni di carcere con l’accusa di aborto, che in molti casi fu spontaneo, ma fu comunque identificato come omicidio aggravato. La severità della legislazione salvadorena apparì lampante nel 2013 quando una giovane di 22 anni affetta da lupus, non potè abortire e fu costretta a dar luce ad un feto senza cervello e senza possibilità di sopravvivere. Da ottobre 2016 il Congresso di el Salvador sta studiando una proposta per depenalizzare l’aborto ma il dibattito è stato ora sospeso a causa dell’opposizione dei partiti di destra.