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Egitto sotto attacco: duplice attentato in due chiese cristiane. L’Isis rivendica la strage

Egitto sotto attacco: duplice attentato in due chiese cristiane. L’Isis rivendica la strage

Nella Domenica delle Palme un doppio attacco suicida nelle chiese copte di Tanta e di Alessandria ha provocato 47 vittime. L’isis rivendica la strage diffondendo una nota: “Il vostro sangue scorrerà a fiumi”. Il Presidente Al-Sisi proclama lo stato di emergenza per tre mesi.

da in Attualità, Cronaca, Terrorismo islamico
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    Egitto sotto attacco: due esplosioni in due chiese cristiane hanno causato 47 morti e 126 feriti. L’Isis ha rivendicato la strage. Un massacro che ha fatto ripiombare l’Egitto nell’incubo del terrorismo in una giornata fortemente simbolica per tutto il mondo cristiano, la Domenica delle Palme. La prima esplosione è avvenuta nella chiesa Mar Girgis di Tanta, seguita poi da un attacco suicida ad Alessandria, dove si trovava il patriarca della Chiesa Copta egizana Tawadros II .

    Il doppio attentato ha seminato la morte in Egitto la Domenica delle Palme. Il primo attacco è avvenuto domenica mattina all’interno di una chiesa a Tanta, città sul delta del Nilo e ha provocato 27 morti. Il secondo, messo a segno da un kamikaze, ha avuto luogo qualche ora dopo ad Alessandria, che è la “capitale” copta egiziana, dove si trovava il patriarca della Chiesa Copta egizana Tawadros II. Il terrorista si è fatto saltare in aria davanti al portone, dopo aver tentato invano di entrare nella cattedrale ed essere stato bloccato al passaggio dei metal detector. E’ stato fermato da due agenti di guardia, che sarebbero morti nell’esplosione assieme al terrorista. Il Patriarca, che si trovava ancora all’interno della chiesa al momento dello scoppio, non è rimasto coinvolto.

    Il tutto è avvenuto quando mancano solo 19 giorni alla visita del Papa, programmata per il 28 e 29 aprile.
    A Tanta inoltre, le forze di sicurezza egiziane hanno disinnescato, secondo un quotidiano locale, due ordigni che erano stati piazzati nella moschea Sidi Abdel Rahim.

    Il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi ha dichiarato lo stato d’emergenza per la durata di tre mesi e tre giorni di lutto nazionale.
    Poteva essere una strage ancora più enorme, visto che le due chiese erano al momento dell’attentato colme di fedeli, più o meno si parla di migliaia di persone.

    I due attentati sono stati rivendicati dall’Isis, che nella nota diffusa dall’agenzia di stampa del Califfato fa sapere: “I miscredenti devono capire che pagheranno con il sangue dei loro figli, che scorrerà a fiumi”.
    Nel comunicato si legge inoltre l’identità dei due attentatori suicidi, due cittadini egiziani.

    Profondo dolore è stato espresso dal Papa durante la recita dell’Angelus.
    Bergoglio visiterà l’Egitto il 28 e 29 aprile e per l’occasione incontrerà il presidente Al-Sisi e il patriarca coinvolto nell’attentato. “Il Signore converta i cuori delle persone che seminano terrore, violenza e morte, e anche il cuore di quelli che fanno e trafficano le armi” queste le parole del Papa, che poco prima aveva affidato al “Cristo crocifisso” le vittime dell’attentato a Stoccolma.

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