Natale 2016

Egitto: gli stupri sulle manifestanti di Piazza Tahrir

Egitto: gli stupri sulle manifestanti di Piazza Tahrir
da in Cronaca, Violenza sulle donne
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    UNREST IN EGYPT

    Il Presidente egiziano Mohamed Morsi è stato deposto da un golpe militare: migliaia i manifestanti in piazza. Iniziano gli scontri: c’è chi festeggia, chi piange, chi si preoccupa e chi stupra. Proprio così: ormai si contano a centinaia le aggressioni contro le donne che partecipano alle manifestazioni e alle proteste nella ormai famosa Piazza Tahrir. Picchiate con catene, bastoni, ferite con lame e coltelli, umiliate, circondate e abusate: questa è la realtà delle donne egiziane.

    A denunciarlo sono sia Human Right Watch che Amnesty International, da sempre attenti al problema della violenza sessuale nelle strade del Cairo. La colpa viene data alle autorità egiziane: aver permesso agli stupratori di sfuggire alla giustizia ha dato il via ad un circolo di violenze mai finito. Le forze dell’ordine si tengono lontane dalla piazza: evitano gli scontri con i manifestanti, incuranti di lasciare indifese le donne.

    La modalità è sempre la stessa: un gruppo di uomini, abbastanza numeroso, circonda una donna isolata o la separa dai suoi amici. La donna viene trascinata all’interno del cerchio di uomini che approfittano del suo corpo: con le mani o con armi da taglio cercano di spogliarla. Il resto è intuibile. In questo modo si tenta di dissuadere le donne dal partecipare alla vita pubblica del proprio Paese, un paese che è in rivolta ma che non sembra avviarsi verso una rinascita. Ora che anche davanti alla Corte Suprema dell’ONU è stato sottoposto il problema degli strupri nelle zone di guerra, è difficile tacere su quello che sta accandendo in questo paese.

    Le molestie sessuali, infatti, stanno diventato parte del movimento di protesta: pare che, mediamente, i casi segnalati ogni settimana dai gruppi per i diritti umani presenti nella piazza siano da sette a dieci.

    E non riguardano solo le donne egiziane: anche una giovane fotografa olandese ha rischiato di venire stuprata dal branco. Come se tutto questo non bastasse, alcuni esponenti dei Fratelli Musulmani, il partito dell’oramai deposto Presidente, sostengono che sono le stesse donne ad invitare gli uomini ad abusare di loro, presentandosi nelle piazze invece che rimanere a casa. Ci sono però anche i politici che esortano i manifestanti a proteggere le donne che sono lì a sfilare accanto a loro e sono stati aperti siti per nominare e svergognare i molestatori, mentre gli attivisti stanno promuovendo corsi di autodifesa.

    Viene da chiedersi come sarà possibile arginare tutto questo ora. Ora che non c’è più un governo democraticamente eletto ma un golpe a comandare il paese. Ora che nessuno può sapere cosa realmente succede perché le TV di Stato sono state oscurate e le proteste in Piazza Tahrir aumentano, così come gli scontri e la confusione. Chi, ora, penserà alle donne? Chi le proteggerà?

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