Economia circolare: che spunti ci ha lasciato il Fa’ la cosa giusta

Nell’economia circolare non esistono gli scarti e tutto rinasce, in una sinergia nuova tra ambiente e futuro: ecco gli spunti innovativi che ci ha offerto la fiera del consumo critico Fa' la cosa giusta.

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    Al “Fa’ la cosa giusta” di Milano l’economia circolare è stata una delle grandi protagoniste. Alla fiera del consumo critico di Fieramilanocity, dal 10 al 12 marzo scorso, si è parlato di questo modello economico fondato su due colonne portanti: riparazione e rigenerazione. Nell’edizione 2017 anche workshop dedicati alle 4R (riciclo, riuso, recupero e riparazione), e un focus particolare su alcuni progetti innovativi, spunti importanti per migliorare il rapporto uomo-ambiente, tra cui il Fairphone, primo smartphone prodotto con materie prime in una filiera etica. Dire addio alla mentalità dell’usa e getta per favorire il consumo consapevole e attento all’ambiente: è questo il motore immobile dell’economia circolare, che nel corso della fiera è stata presentata a livello teorico e pratico, con dimostrazioni di applicazione alla vita quotidiana.

    I progetti innovativi di economia circolare

    Nell’ambito delle sperimentazioni in materia di economia circolare, la fiera ha ospitato numerosi progetti innovativi che hanno permesso ai visitatori di verificare empiricamente i progressi che si stanno compiendo in materia di ecosostenibilità, lungo il filo conduttore de “Gli scarti non esistono”.

    Riparare e rigenerare sono le azioni promosse in quella che viene a definirsi come una ciclica movimentazione di materiali: quelli biologici possono reintegrarsi nella biosfera, quelli tecnici sono destinati ad una “rivalorizzazione” senza entrare in essa.

    Progetti innovativi: il modello Novamont

    Tra le presenze di spicco di questa edizione 2017, Novamont, che ha dato il suo contributo in termini di modelli e dimostrazioni nell’ambito dell’economia circolare e della bioeocomia.

    La gamma delle soluzioni in bioplastica Mater-Bi di Novamont è stata una delle grandi protagoniste del “Fa’ la cosa giusta”: alternativa alla plastica tradizionale, Mater-Bi viene usata per sacchetti per asporto merci, raccolta differenziata dell’organico, stoviglie per la ristorazione usa e getta, imballaggi alimentari, capsule per il caffè e molto altro, con il grande vantaggio di essere totalmente biodegradabile e compostabile. Mater-Bi può essere smaltita come rifiuto umido e con essa si realizzano soluzioni e prodotti a ridotto impatto ambientale per la vita di tutti i giorni.

    La messa al bando dei sacchetti non compostabili e la loro progressiva sostituzione con shopper in bioplastica certificati è stata formalizzata nel 2014. Anche la raccolta differenziata ha avuto una particolare attenzione: Mater-Bi propone una serie di soluzioni “bio” come sacchi ad uso domestico, per la ristorazione, i bar e le utenze commerciali, tutti rigorosamente compostabili e conformi allo standard UNI EN 13432.

    In fiera anche la linea Foodservice in Mater-Bi: piatti, bicchieri, posate, ciotole, contenitori monoporzione per il finger food, cannucce, coppette e palette gelato, coperchi per bicchieri. Si tratta di prodotti certificati idonei al contatto con gli alimenti, proposti per contesti di uso privato, ristorazione commerciale e collettiva. Tutti i prodotti sono idonei al contatto alimentare e sono destinati a rivoluzionare completamente il comparto.

    Metano 2.0, un progetto che nasce dall’acqua

    Tra gli spunti più interessanti e innovativi, al “Fa la cosa giusta” è arrivato un progetto interamente dedicato all’uso dell’acqua come carburante. L’obiettivo è garantire agli automobilisti un pieno a costi minori con vantaggi notevoli sulle emissioni di CO2. Un’idea a “impatto zero”, messa a punto dal Gruppo CAP, azienda pubblica che gestisce il ciclo idrico (acquedotto, fognatura e depurazione) dell’area metropolitana di Milano in collaborazione con FCA (Fiat Chrysler Automobiles) e CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche). Il primo impianto di biometano dell’area metropolitana sta nascendo nel depuratore di Bresso/Niguarda. L’intento è di creare in Italia il primo distributore di biometano a chilometro zero.

    Il progetto di una macchina che funziona con il biometano ricavato dal trattamento dei reflui fognari, cioè i fanghi risultanti dalla depurazione delle acque nere, è stato presentato con una dimostrazione pratica grazie al prototipo di un veicolo presente in fiera. Con il biometano l’emissione complessiva di anidride carbonica, secondo le stime, si ridurrebbe del 95%, e rispetto alla benzina le emissioni sarebbero inferiori del 30%.

    Il progetto pilota potrebbe essere il punto di partenza per trasformare i 60 depuratori presenti nei dintorni di Milano in bioraffinerie che sfruttino le acque di scarto per produrre carburante.

    Il progetto europeo Waste4Think: economia circolare condivisa

    Il progetto di partenariato europeo mette in rete diversi soggetti in Italia, Spagna, Portogallo e Grecia. L’obiettivo è proporre un nuovo modello per ridurre la produzione dei rifiuti e aumentare il risparmio economico. Waste4Think è un bando Horizon2020 di finanziamento nell’ambito del Programma quadro europeo per ricerca e innovazione.

    In Italia l’esempio virtuoso sostenuto dal progetto è rappresentato dal Comune di Seveso, che ha adottato un sistema di “tariffazione puntuale“. Il futuro della raccolta differenziata passa dall’applicazione di questo sistema, grazie al quale il cittadino paga solo per i rifiuti che produce e conferisce. Tramite questa tariffazione è possibile raggiungere elevati livelli di raccolta differenziata, sia in

    termini quantitativi che qualitativi. Il Comune di Seveso è considerato un esempio proprio del nuovo progetto Pay as you throw, che letteralmente significa “Paga per quello che getti”, incoraggiando così la minimizzazione nella produzioni di rifiuti.

    Progetto ECOGDO: ridurre i rifiuti partendo dalla spesa

    Tra i protagonisti della fiera anche il progetto ECOGDO: esso intende supportare l’attuazione del Programma Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti al Sud Italia tramite la standardizzazione di un modello nazionale di sinergie tra ente pubblico e GDO (Grande distribuzione organizzata). ECOGDO prevede una campagna di comunicazione interna ed esterna ai punti vendita coinvolti, con l’implementazione di percorsi di “spesa leggera”: commercializzazione e promozione ecoshoppers (borse di tela e compostabili), vendita di salumi e formaggi con materiale di confezionamento facilmente riciclabile e adeguata promozione di prodotti con ricarica. La riduzione dei rifiuti inizia proprio dalla spesa: i negozi aderenti si sono impegnati a promuovere e proporre prodotti con ricariche, pile ricaricabili, prodotti con imballaggio a basso impatto ambientale, a riutilizzare le cassette per l’ortofrutta e i bancali e a ridurre gli sprechi dei prodotti in scadenza.

    Gli operatori della GDO hanno inoltre introdotto la possibilità di acquistare detersivi e alimenti sfusi.

    Al Fa’ la cosa giusta la Salumeria del design

    La Salumeria del design ha mostrato in fiera il lato estetico dell’economia circolare: le tecniche di trasformazione del materiale di recupero in accessori moda e piccola oggettistica di design. Coniugando bellezza e sostenibilità, i visitatori si sono immersi nel mondo della creatività fai da te, con il riutilizzo di materiali di scarto.

    In uno spazio dedicato al divertimento e alla formazione, dalla creazione di vasi per piante grasse a partire da vecchi porta lampade, agli origami fatti con pagine di vecchie pubblicazioni fino alla “sartoria d’emergenza“, quella fatta per uomini che non devono chiedere mai, la Salumeria del design ha proposto una serie di innovazioni nel riciclo dei materiali e nella loro introduzione nella vita quotidiana con un aspetto del tutto diverso da quello originario.

    Borgofuturo, un progetto che rigenera il territorio

    Tra i progetti più interessanti presenti in fiera anche Borgofuturo: nasce dall’idea di un festival del “Borgo più sostenibile d’Italia“, organizzato dal Comune di Ripe San Ginesio e dai suoi cittadini, con l’obiettivo di sviluppare una nuova cultura della sostenibilità, accessibile a tutti.

    Ripe San Ginesio è una piccola comunità in provincia di Macerata, in cui l’amministrazione ha dato una forte impronta ecosostenibile a tutte le attività e infrastrutture cittadine: un parco fotovoltaico comunale che fornisce energia alle utenze comunali, una scuola elementare ad alta efficienza energetica, uso del solare termico per produrre acqua calda per la palestra e l’asilo nido, lampioni e addirittura i lumini del cimitero a led, e una percentuale di raccolta differenziata altissima, che raggiunge l’85% fanno da corollario alla grande voglia di futuro del borgo.

    Il progetto “Borgofuturo” mira a recuperare gli spazi inutilizzati del centro storico e renderli efficienti dal punto di vista energetico, offrendo una nuova possibilità di fruizione dei luoghi ai suoi abitanti senza incidere sull’ambiente circostante, un vero e proprio unicum in Italia.

    Fairphone, un progetto nel segno della buona etica industriale

    “Fa’ la cosa giusta” ha visto protagonista anche un ambizioso progetto di ecosostenbilità, stavolta applicata all’industria elettronica. Si tratta di Fairphone, il primo smartphone che rispetta l’ambiente e mantiene alti i valori etici della grande produzione capitalistica. Questo concentrato di tecnologia e progresso ambientale è prodotto da un’azienda olandese con l’utilizzo di materie prime certificate, assemblate in un design modulare che permette la facile riparazione dei danni. L’effetto complessivo è quello di creare telefoni che vadano ben oltre lo standard “vitale” di un paio di anni, evitando così gli sprechi e l’inquinamento. La presentazione di questo smartphone ecosostenibile è il primo passo per la campagna di promozione in Italia.

    Si tratta del primo telefono realizzato con materie prime provenienti da filiera etica, non situate in aree di conflitto e prodotto con materiali riciclati in processi produttivi rispettosi dell’ambiente e dei lavoratori. Nel mondo, oggi, più di 100.000 persone ne possiedono uno, attratte dall’idea di uno smartphone “costruito per essere facilmente riparato”. Fairphone è il primo telefono di fascia medio-alta che rappresenta la vera sfida nell’era delle comunicazioni eco-friendly.

    Il progetto europeo Life-Med: recuperare attrezzature elettromedicali

    Dalla collaborazione di CAUTO Brescia, Legambiente Lombardia, Medicus Mundi Attrezzature, la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Brescia e il partner rumeno Ateliere Fara Frontiere è nato il progetto europeo Life-MED- Medical Equipment Discarded: un nuovo sistema integrato per ridurre i rifiuti da attrezzature mediche elettromedicali. L’obiettivo è quello di recuperare componenti massimizzandone il riutilizzo e la rigenerazione, nell’ottica di creare un’economia circolare del settore che permetta di abbattere i costi di smaltimento e l’inquinamento ambientale. Un progetto innovativo per la reimmissione nel circuito operativo di attrezzature medicali riconvertite che, se non riciclate, graverebbero sull’intero sistema economico nazionale e mondiale.

    Cascina Meira: progetti per l’igiene ecosostenibile nell’economia circolare

    Dalla produzione al packaging, un percorso tutto naturale proposto da Cascina Meira , presente con interessanti dimostrazioni in fiera e promosso dalla giovane realtà agricola Le Erbe di Brillor. Il principio è quello della filiera agricola a ciclo chiuso, con un processo di produzione manuale e artigianale senza ausilio di fonti di calore, pertanto a basso consumo energetico.

    Le materie prime vegetali sono interamente impiegate nella realizzazione dei prodotti e i pochi scarti vengono trasformati in compost per la coltivazione in cascina. Il packaging privilegia la scelta di materiali facilmente riciclabili e plastiche neutre, di peso ridotto, con l’idea innovativa del Bag in Box applicato ai detergenti per la vendita del prodotto sfuso. Anche il rapporto tra cosmesi e natura è uno dei leitmotiv del progetto, proposto insieme all’analisi della produzione di detersivi naturali, privi di sostanze chimiche nocive. L’attenzione di questa particolare attività produttiva è rivolta anche a sfatare il mito dei cosiddetti “falsi ecologici”, prodotti innocui solo in apparenza.

    EquoTube, progetto sul turismo a prova di ambiente

    EquoTube è un progetto italiano in continua crescita: lo scopo è promuovere un turismo di qualità e responsabile, in maniera divertente. All’interno dei tubi EquoTube sono presenti centinaia di proposte di operatori che offrono servizi turistici dalla ristorazione, ai soggiorni, ad attività outdoor, corsi, laboratori e benessere naturale. EquoTube nasce dall’idea di voler proporre il turismo sostenibile in un modo del tutto nuovo. I percorsi di EquoTube mostrano un’Italia differente, non solo quella famosa da cartolina: quella delle cose buone, dei prodotti tipici e biologici, delle strutture ricettive attente all’ambiente, della gente cordiale, degli usi e costumi veri e delle piccole realtà locali.

    Le proposte sono concretamente racchiuse in un tubo realizzato nel pieno rispetto dell’ambiente e ogni pacchetto contiene differenti proposte per soddisfare i gusti e le esigenze dei clienti. Durante la presenza a Milano, è stato proposto l’ultimo uscito, il “tubo Ecovacanze da Oscar“, nato dalla collaborazione con Legambiente Turismo.