E’ morto Nelson Mandela

E’ morto Nelson Mandela
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    È morto oggi, all’età di 95 anni, Nelson Mandela, il primo presidente eletto nel Sudafrica post apartheid. La notizia è stata data dal presidente sudafricano, Jacob Zuma, che ha tenuto un discorso televisivo alla nazione. Ricoverato prima a marzo e poi a giugno per una grave infezione polmonare, “Madiba” ha tenuto tutti con il fiato sospeso, per spegnersi infine serenamente il 5 dicembre nella sua casa di Johannesburg.

    Sono previsti funerali di Stato e bandiere a mezz’asta per questa grande perdita. “Voglio ricordare con semplici parole la sua umiltà, la sua grande umanità per la quale il mondo intero avrà grande gratitudine per sempre” ha dichiarato nel suo annuncio Zuma. “La sua anima riposi in pace. Dio benedica l’Africa”.

    Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha invece voluto commemorare così Mandela: “Abbiamo perso uno degli uomini più coraggiosi e influenti dell’umanità. Non posso immaginare la mia vita senza il suo esempio”.

    Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha espresso le proprie condoglianze come segue: “Sono profondamente rattristato di apprendere della morte dell’ex presidente sudafricano Nelson Mandela. E’ stato un grande uomo, un gigante per la giustizia e fonte di ispirazione per l’umanità”.

    Uno dei primi a inchinarsi di fronte alla morte di Mandela è stato il premier britannico David Cameron, che ha commentato attraverso Twitter: “Una grande luce si è spenta nel mondo. Nelson Mandela è stato un eroe del nostro tempo”.

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    Nato da una tribù di etnia Xhosa da una famiglia reale di Thembu, il suo vero nome è Rolihlahla, letteralmente “attaccabrighe”. A rinominarlo Nelson fu un insegnante del collegio coloniale britannico di Healdtown che, non essendo in grado di pronunciare i nomi sudafricani, ribattezzava gli alunni con nomi inglesi scelti a sua discrezione.
    Scappò a Johannesburg per sfuggire ad un matrimonio combinato ed iniziò a studiare legge. Proprio grazie ai suoi studi Nelson Mandela si appassionò al diritto civile, soprattutto per quanto riguardava tutto quello che i il regime sudafricano negava alla popolazione di colore: diritti politici e sociali. Divenne membro attivo della resistenza dell’African National Congress (ANC), fondò uno studio legale per tutelare e rappresentare i neri e partecipò a diverse battaglie e proteste contro il regime.

    Dopo aver fondato l’ala armata dell’ANC, Nelson Mandela venne arrestato, nel 1961, con l’accusa di incitamento allo sciopero e viaggi illegali all’estero. Il 12 giugno del 1964 lui e altri del partito furono dichiarati colpevoli di sabotaggio e cospirazione con paesi esteri per l’invasione del Sudafrica. Rimase in carcere per 26 anni ma divenne il simbolo della lotta contro l’apartheid: lo slogan “Nelson Mandela libero” divenne il manifesto per tutte le campagne anti-apartheid anche nel resto del mondo.

    Nel 1994 vinse le elezioni: il primo presidente di colore nelle prime elezioni miste. Suo vice, De Klerk, il presidente uscente amico fraterno di Nelson Mandela. Durante gli anni della sua presidenza, si fece promotore della riconciliazione nazionale e internazionale a favore di un governo democratico. La sua politica aperta al dialogo gli valse molti premi e riconoscimenti: incontrò Margaret Tatcher, il papa Giovanni Paolo II, vinse, oltre il Nobel per la Pace, anche il Premio Lenin per la pace e il Premio Sakharov per la libertà di pensiero. Criticato per la sua amicizia con il leader cubano Fidel Castro e con il defunto rais Muhammar Gheddafi, Nelson Mandela divenne comunque il simbolo di un Sudafrica diverso, vicino contemporaneamente ai sudafricani e al resto del mondo.

    Nel 1999, alla fine del suo mandato presidenziale, Nelson Mandela decise di non ricandidarsi e preferì dedicarsi al sostegno delle organizzazioni per i diritti sociali, umani e civili. Durante questi anni di intensa attività, fatta di discorsi, di viaggi e di presentazioni, venne insignito di diverse onorificenze, tra le quali vale la pena ricordare l’Order of St.John dalla Regina Elisabetta II, la Presidential Medal of Freedom dal presidente americano George W. Bush e il Bharat Ratna, il più alto riconoscimento civile indiano.
    Nel 2004 annunciò di volersi ritirare definitivamente a vita privata per poter passare un po’ di tempo con la sua famiglia. Fecero eccezione ben pochi eventi ma tutti memorabili.
    Come la sua presenza a Londra, nel 2008, al concerto organizzato per i suoi 90 anni: al lato del palco il numero 46664, il numero della sua cella: Mandela ha ringraziato e ha fatto un breve discorso.
    Due anni dopo è la volta dei mondiali di calcio in Sudafrica: a sorpresa l’ex presidente ha presenziato alla cerimonia di chiusura poco prima che venisse giocata l’ultima partita.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Celebrità straniereCronaca Ultimo aggiornamento: Venerdì 06/12/2013 09:19
     
     
     
     
     
     
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