E’ morto Gianni Boncompagni, addio all’ideatore di Non è la Rai

All’età di 84 anni si è spento a Roma il regista e autore tv che ha fatto la storia della televisione e della radio italiana e siglato programmi di successo come Non è la Rai e Domenica In. La camera ardente sarà allestita martedì 18 aprile a Roma, nella sede Rai. Padre della tv leggera, Gianni Boncompagni ha firmato anche i successi musicali di Patty Pravo e Raffaella Carrà.

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    Lutto nel mondo dello spettacolo: è morto Gianni Boncompagni, autore e regista di programmi di successo che hanno fatto la storia della televisione italiana. L’ideatore di Non è la Rai si è spento a Roma all’età di 84 anni. La notizia è stata data dalle figlie Claudia, Paola e Barbara: “Dopo una lunga vita fortunata, circondato dalla famiglia e dagli amici se n’è andato papà, uomo dai molti talenti e padre indimenticabile”. Nato nel 1932, ha rivoluzionato prima la radio e poi la tv italiana.

    La camera ardente sarà allestita martedì 18 aprile a Roma, alle 12, nella sede Rai di via Asiago 10.

    Addio al regista e autore tv Gianni Boncompagni: una carriera di oltre 50 anni. Da Non è la Rai a Domenica In

    E’ morto a Roma all’età di 84 anni Gianni Boncompagni, il regista e autore tv che ha fatto la storia della televisione italiana con Renzo Arbore: suoi programmi come Non è la Rai e Macao.

    Con alle spalle oltre 50 anni di carriera, Boncompagni inizia a lavorare nella radio. Prima infatti di vincere il concorso in Rai nel 1964 come programmatore di musica leggera, vive 10 anni in Svezia dove inizia l’attività di conduttore radiofonico. In Italia, tra gli anni ’60 e ’70 rivoluzionerà il linguaggio radiofonico con l’amico Renzo Arbore con Bandiera gialla e Alto gradimento. Il debutto in tv arriva invece con Discoring nel 1977.

    E a susseguirsi un lungo elenco di programmi in cui c’è la sua regia: da Pronto… Raffaella, condotto da Raffaela Carrà che è stata per decenni sua compagna, a Pronto chi gioca? con Enrica Bonaccorti, alle tre edizioni di Domenica in.

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    Nel 1991 il passaggio a Mediaset, con Primadonna condotto da Eva Robin’s e soprattutto Non è la Rai, programma con cui lancia Ambra Angiolini che diventa l’idolo degli adolescenti. Tornato alla Rai, nel 1996-97 firma due edizioni di Macao, la prima delle quali con Alba Parietti. Nel 2002 il rilancio con il Chiambretti c’è, tra informazione e varietà, poi tra il 2007 e il 2008 dirige e conduce Bombay su La7.

    Gianni Boncompagni e Renzo Arbore: insieme hanno fatto la storia della radio e tv italiana

    L’amicizia di Gianni Boncompagni con Renzo Arbore è stata un sodalizio artistico. I due si sono conosciuti quando avevano circa 25 anni e il 1965 diedero vita a Bandiera Gialla , il primo programma di musica giovane a base di pop, rock, folk, beat e musica leggera. Renzo Arbore e Gianni Boncompagni rinnovarono la programmazione di Radio Rai e inventarono un fenomeno di costume. Il successo si ripeté con Alto gradimento nel 1970.

    “Aveva una visione moderna della vita, un senso d’umorismo all’avanguardia. Una visione che lo ha portato a rivoluzionare la radio e la tv. Spero di essergli stato utile con il mio atteggiamento più riflessivo e romantico, ma altrettanto teso a rivoluzionare la radio e la tv” ricorda l’amico Renzo Arbore.

    Il ricordo di Pippo Baudo e Alba Parietti: ‘A Gianni Boncompagni una medaglia della Tv’

    Tra i tanti talenti che ha scoperto Gianni Boncompagni da Ambra Angiolini a Laura Freddi, c’è Alba Parietti che ricorda la sua scomparsa: “Gianni è stato il mio scopritore a tutti gli effetti, mi ha lanciata nel 1982 con ‘Galassia 2′ e mi ha dato la possibilità di fare il programma cult che è stato ‘Macao’. Era un eccezionale autore e regista ma soprattutto era un vero e proprio talent scout”. E aggiunge: “Era un vero e proprio genio a cui andrebbe data una medaglia della tv”.

    Anche il suo grande amico Pippo Baudo ha reso omaggio a Boncompagni: “È stato un pilastro, ha segnato la storia della radio e della tv, ha rivoluzionato la radio con Renzo Arbore, con Alto gradimento che era una trasmissione modernissima. Penso ai tanti personaggi che ha inventato. Poi, quando si è dato alla tv, ha portato la sua cifra anche sul piccolo schermo. E’ stato un grande scenografo, un eccezionale regista, un abile creatore di effetti. E non dimentichiamo che ha scritto anche tante canzoni”.

    Tra le altre cose, infatti Boncompagni si è distinto anche nella musica: ha firmato hit musicali come “Ragazzo triste” di Patty Pravo e “Il mondo”, successo mondiale lanciato nel 1965 da Jimmy Fontana, nonché tutte le hit di Raffaella Carrà, da “Tuca tuca” a “Tanti auguri” a “A far l’amore comincia tu”.

    Il saluto di Ambra su Instagram

    Non poteva non fare un saluto speciale a Boncompagni chi l’ha scoperta ed incoraggiata: Ambra Angiolini pubblica su Instagram l’affettuoso ricordo di Gianni Boncompagni. Ambra venne lanciata nel mondo dello spettacolo proprio da lui, che la scelse come presentatrice e ragazza di punta per le quattro edizioni di Non è la Rai. Il programma, andato in onda dal 9 settembre 1991 al 30 giugno 1995, le ha dato una grande popolarità. Non poteva quindi non ricordarlo affranta dal dolore.