E’ morto Gabriel Garcia Marquez [FOTO]

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    E’ morto Gabriel Garcia Marquez. Lo scrittore colombiano di Cent’anni di solitudine è deceduto all’età di 87 anni in Città del Messico. Era stato ricoverato alla clinica Salvador Zubiran da qualche giorno a causa del peggioramento di una polmonite. Nato il 6 marzo del 1927 a Aracataca in Colombia, Gabo, com’era soprannominato, aveva venduto milioni di copie con i suoi romanzi ed era ritenuto il maggior esponente del cosiddetto realismo magico. Dall’esordio come giornalista al Nobel nel 1982, lascia un vuoto nel panorama letterario moderno. Tutti i media sudamericani sono listati a lutto.

    Già dal 2012 si erano diffuse voci secondo cui il lo scrittore avrebbe sofferto di Alzheimer ma la stessa famiglia si era espressa sull’argomento in maniera discordante. L’ultima apparizione pubblica di Gabriel Garcia Marquez è del 6 marzo scorso quando volle salutare i giornalisti accorsi presso la sua residenza in occasione dell’87esimo compleanno. La sua scomparsa è un lutto importante nel campo della letteratura, come quella recente di L’Wren Scott nel campo della moda.

    I romanzi di Gabriel Garcia Marquez hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo. Alcuni di questi, in spagnolo, sono secondi in diffusione solo alla Bibbia.

    Oltre al capolavoro già citato, lo scrittore deve la sua fama all’aver saputo variare lo stile di scrittura nei romanzi, conquistando giovani lettori e trasformando i titoli dei suoi libri in veri e propri slogan diventati comuni come “L’autunno del patriarca” e “Cronaca di una morte annunciata”.

    Primogenito di una famiglia numerosa che comprendeva 16 fratelli, si trasferisce a Cartagena dopo aver lasciato gli studi di Giurisprudenza a Bogotà e qui inizia la sua carriera di giornalista per El Universal. Scrive il suo primo romanzo nel 1955 Foglie morte e Racconto di un naufrago. Ai tempi del trasferimento a Cuba nel 1958, risale l’amicizia con Fidel Castro. Lavora per diverse agenzie ma la Cia inizia a sorvegliarlo: si trasferisce allora in Messico con la moglie Mercedes e il figlio Rodrigo. Nel 1967 pubblica Cent’anni di solitudine, un vero capolavoro che riscuote un successo planetario e viene tradotto in ben 37 lingue. Nel 1973 mette da parte la letteratura e lavora come reporter criticando apertamente la dittatura di Pinochet. Riprende dopo due anni a scrivere romanzi e ottiene nel 1982 il premio Nobel per la letteratura. Al 1985 risale L’amore ai tempi del colera mentre l’ultimo romanzo di Gabriel Garcia Mequez è Memoria delle mie puttane tristi.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Celebrità straniereCronaca Ultimo aggiornamento: Venerdì 18/04/2014 10:45
     
     
     
     
     
     
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