Natale 2016

Dopo il parto la neo mamma può scegliere la formula “rooming in” in ospedale, ma cos’è?

Dopo il parto la neo mamma può scegliere la formula “rooming in” in ospedale, ma cos’è?
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    Formula rooming in

    Dopo il parto, la neo mamma trascorre alcuni giorni di degenza in ospedale, in genere da tre a cinque a seconda che la nascita sia avvenuta naturalmente o attraverso il taglio cesareo. Durante quei primi giorni avviene anche il primo vero contatto con il bebè, per le “prove” di allattamento e la familiarizzazione tra madre e figlio. Ebbene, a differenza che nel passato, quando il neonato veniva tenuto nella nursery del Reparto di Maternità e portato alla mamma solo in alcuni momenti cruciali, ora si può scegliere anche la formula detta “rooming in”, dall’inglese “dentro la stanza”.

    In pratica cosa cambia? Che mamma e bebè cominciano a stare insieme fin da subito per un tempo maggiore, perché il piccolo rimane in una culla sistemata nella stessa camera di degenza della madre. La sistemazione può essere 24 ore su 24, quindi che includa anche la notte, oppure parziale, limitata alle ore diurne con però delle “incursioni” anche notturne per l’allattamento.

    Sta alla mamma, naturalmente, scegliere la formula che preferisce, sempre tenendo in considerazione che il “rooming in” è un pochino più faticoso, specialmente se il parto è stato particolarmente lungo e laborioso, o ci si deve riprendere da un cesareo.

    Se, però, si decide per questo tipo di approccio, ovviamente madre e bebè non saranno lasciati soli, al contrario, puericultrici esperte guideranno la neo mamma con indicazioni e consigli momento per momento.

    Questo vale soprattutto quando si ha a che fare con il primo figlio, e tutto appare nuovo e un pochino straniante.

    Per permettere alle madri di avere un contatto più soft ma comunque più naturale con il proprio bambino appena nato, in alcuni ospedali è in uso anche la formula del “nido aperto”, con la possibilità per la mamma di recarsi nella nursery e stare con il piccolo quando lo desidera e anche lontano dagli orari delle poppate.

    Si tratta, come si può intuire, di una nuova filosofia che sta invadendo i reparti maternità, affinché si abbia meno l’effetto “ospedalizzazione” a favore di una approccio più naturale e fluido, che aiuta sicuramente sia le mamme che i bebè.

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