Natale 2016

Donne e lavoro, dal 2016 stipendi uguali a quelli degli uomini

Donne e lavoro, dal 2016 stipendi uguali a quelli degli uomini
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    Woman and Money

    Non proprio una svolta epocale, ma certo un segnale importante per il lavoro delle donne, troppo spesso poco considerato, quando non svalutato rispetto a quello degli uomini. Nonostante tutte le statistiche a livello mondiale ci dicano che a livello professionale, specialmente dirigenziale, le donne sono una risorsa straordinaria, capaci di rimettere in sesto aziende fallimentari, produrre nuove idee e creare e coordinare team vincenti, il loro ruolo non viene ancora considerato pari a quello maschile. Un pregiudizio, evidentemente, duro a morire, che però le leggi possono aiutare a sconfiggere.

    Parliamo del nostro amato Paese, l’Italia. Ancora nel 2012 esiste una disparità di salario tra lavoratrici e lavoratori pari al 20%, non giustificata da inferiori prestazioni. In pratica, la semplice rivendicazione delle femministe degli anni sessanta e settanta: “pari lavoro, pari stipendio”, non sembra essere stata accolta o comunque tradotta in realtà in troppi settori professionali, soprattutto in ambito privato. I motivi sono diversi ma le cose sono destinate a cambiare. Ora? No, a partire dal 2016.

    In principio ci fu l’introduzione delle quote rosa nei CDA delle aziende pubbliche, ma ora giunge una ulteriore accelerata verso la parificazione lavorativa tra uomo e donna, e stavolta si parla di soldi. Gli stipendi dovranno essere equiparati entro e non oltre il 31 dicembre del 2016 in tutte le sedi lavorative, è questo l’impegno del Governo espresso dalla Commissione Lavoro del Senato. Accogliendo una molto opportuna mozione presentata dall’Italia dei Valori durante i lavori per l’approvazione del DDL sul Lavoro, e votata all’unanimità da tutta l’assemblea, la Commissione ha dimostrato che esiste un concreto progetto di riqualificazione del lavoro femminile, e questo non può che farci sperare in un futuro sempre più “roseo”, è il caso di dirlo.

    Ecco qualche stralcio del documento.

    Il provvedimento che è stato aggiunto al DDL Lavoro al Senato, come anticipato presentato dall’IDV e poi votato da tutti, parte dalla considerazione oggettiva delle discriminazioni a cui le lavoratrici italiane (ma anche europee in generale), sono sottoposte. Nella premessa del documento, infatti, si legge che: “Come mostrano i nuovi dati pubblicati dalla Commissione europea per la parità retributiva nell’Ue le donne continuano a guadagnare in media il 16,4% in meno degli uomini.

    Rispetto alle lavoratrici degli altri Paesi dell’Unione europea, per le italiane le condizioni di lavoro sono meno favorevoli sia per la qualità dell’attività, sia per il salario medio (inferiore del 20%, in media, rispetto agli uomini), sia per la possibilità di coniugare i tempi di vita con quelli di lavoro”. Entrando nel merito del problema, si specifica che: “Molte donne si vedono infatti costrette a prendere congedi di maternità o a lavorare part-time”. Questo perché come si sottolinea, sulla popolazione femminile ricade la quasi totalità degli impegni extra lavorativi in famiglia, per la cura di bambini, anziani e malati. Un peso gravoso che dovrebbe essere più equamente distribuito tra i sessi. Per facilitare questo, si auspica che il divario retributivo tra uomini e donne venga azzerato entro il 31 dicembre 2016. Lo auspichiamo anche noi e intanto plaudiamo a questo piccolo grande passo in avanti.

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