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Donna uccisa a Ravenna: fermato il marito

Donna uccisa a Ravenna: fermato il marito
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    Donna uccisa a Ravenna: fermato il marito

    Una donna di 40 anni, Giulia Ballestri è stata ritrovata morta in uno scantinato della villa familiare disabitata a Ravenna. La macabra scoperta è stata fatta dalla polizia che ha trovato il cadavere della donna con il capo fracassato e addosso il reggiseno. Ancora non ci sono notizie certe sulla ricostruzione effettiva della vicenda, ma è stato fermato il marito, dopo un tentativo di fuga. L’uomo è un noto dermatologo fiorentino, residente a Ravenna, con studi medici sia nella città romagnola, che a Firenze. L’omicidio è avvenuto nella villa di famiglia, disabitata ormai da vent’anni a Ravenna, in Via Padre Genocchi.

    Già da qualche giorno Giulia non si vedeva in giro ed i familiari preoccupati hanno dato l’allarme. Il fratello della vittima, in particolare, ha visto venerdì la macchina della sorella con lo sportello aperto, abbandonata per strada.
    Sabato sarebbe stato il 40esimo compleanno di Giulia, motivo in più che ha reso il silenzio e l’assenza della donna preoccupanti. Dopo due giorni le forze dell’ordine, purtroppo, hanno rinvenuto il corpo senza vita: la donna è stata uccisa a bastonate, con almeno quattro colpi al volto. Gli inquirenti ipotizzano che la donna fosse ancora viva prima di essere stata trascinata giù nelle scale dello scantinato e che avrebbe colpito la testa sui gradini.

    LA PIAGA DEL FEMMINICIDIO

    Giulia aveva tre figli con il marito, Matteo Cagnoni. L’uomo si trovava a Firenze nella casa del padre quando la polizia ha fatto l’agghiacciante scoperta. Quando gli agenti si sono presentati nella casa del capoluogo toscano, l’uomo è fuggito. E’ stato bloccato solo qualche ora più tardi, quando è rincasato. Gli inquirenti non escludono che escogitasse una fuga coi figli all’estero: i bambini, tra i 6 e i 12 anni, erano infatti a Firenze e Cagnoni aveva nella giacca i loro passaporti e una somma notevole di contanti.

    Giovedì mattina Giulia Ballestri e Matteo Cagnoni erano stati in tribunale per discutere della separazione.

    Secondo alcuni conoscenti della donna, Giulia si era stancata di fare la casalinga e voleva tornare a lavorare nell’azienda dei genitori. Il padre ha infatti un’impresa di condotte marine che ha contribuito alla realizzazione del parco di Mirabilandia. Chissà se c’è stato un litigio tra i due coniugi dopo l’uscita dal tribunale, che ha scatenato l’inaudita violenza.

    VIOLENZA SULLE DONNE: OMICIDI SEMPRE PIU’ BRUTALI

    Cagnoni era già noto alle forze dell’ordine per esser stato nel 2011 al centro di un’inchiesta giudiziaria della Procura di Firenze, che indagava sui medici che si facevano pagare da imprenditori del settore farmaceutico, in cambio di prescrizioni, ai pazienti, di medicinali contro la psoriasi. Questi medicinali non facevano parte di “Psocare”, il programma nazionale vagliato dall’Aifa ( Agenzia Italiana del Farmaco), quindi non si conosceva l’effettivo successo curativo. Si trattava di un accordo economico tra medici ed imprenditori farmaceutici. Cagnoni però nel 2012 venne assolto dall’inchiesta.

    Adesso invece dovrà rispondere alle domande degli inquirenti sulla terribile vicenda della moglie: Cagnoni, oltre che di omicidio aggravato, dovrà rispondere anche di occultamento di cadavere. L’inchiesta sarà coordinata dal procuratore capo Alessandro Mancini, assieme al pm di turno Cristina D’Aniello.

    R.i.p Giulia, ennesima vittima di femminicidio.

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