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Dolce e Gabbana lanciano Abaya, la prima collezione per donne islamiche

Dolce e Gabbana lanciano Abaya, la prima collezione per donne islamiche
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    Dolce e Gabbana lanciano Abaya, la prima collezione per donne islamiche

    Dolce e Gabbana hanno lanciato la prima collezione interamente dedicata alle donne islamiche con lo scopo di soddisfare le esigenze e intercettare i gusti della ricca clientela musulmana. I due celebri stilisti italiani Stefano Gabbana e Domenico Dolce hanno ideato Abaya, la cui origine deriva dal nome della tunica di tessuto leggero che tradizionalmente copre quasi tutto il corpo delle donne esclusi volto, mani e piedi al fine di preservare il loro pudore.

    Un primo e importante segnale di apertura di Dolce e Gabbana nei confronti della moda islamica era stato lanciato lo scorso anno quando il famoso stilista Stefano Gabbana aveva rivelato in un’intervista: “Siamo davvero affascinati dal Medio Oriente e stiamo lavorando su una collezione prêt-à-porter di abaya e hijab ricca di pizzi, ricami e stampe”.

    Abaya prevede infatti l’abbinamento dei capi di abbigliamento tradizionali della cultura musulmana impreziositi da pietre, pizzi, ricami e stampe floreali con gioielli, accessori, cosmetici e occhiali molto vistosi. Nella prima collezione di Dolce e Gabbana non potevano di certo mancare i tradizionali veli Hijab. Quasi tutti i capi di Abaya sono realizzati in colori neutri, soprattutto nero e beige, e con tessuti molto leggeri. Questa collezione è già disponibile negli Emirati Arabi da ottobre 2015 e sbarcherà presto anche nei negozi griffati di tutto il mondo.

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    Una scelta ben ponderata che va incontro alle necessità di mercato dato che la Modest Fashion ha generato un giro d’affari di circa 300 miliardi di dollari nel 2014 e si stima che entro il 2019 dovrebbe toccare quota 484 miliardi. E’ un mercato in grande crescita, anche in Occidente.

    Sicuramente una fetta di mercato interessante per un marchio di moda, ma le polemiche non si sono fatte attendere.

    La prima collezione per donne musulmane della famosa e nota casa di moda italiana sta infatti scatenando il dibattito sul web. Alcuni pensano che sia piuttosto controproducente visto che è in atto una significativa e importante battaglia per l’emancipazione delle donne dal velo (Francia docet). Pertanto una linea che propone abiti lunghi, velo e altri capi che coprono quasi tutto il corpo rappresenterebbe un oltraggio alle libertà e ai diritti delle donne. L’emancipazione femminile passa anche dalla moda, non è un segnale un po’ dannoso? Era proprio necessario creare questa linea di abbigliamento quando in alcuni paesi arabi è vietato indossare capi occidentali? In Rete circola anche questo secondo punto di vista secondo cui sia molto utile poiché dimostra che moda e tradizioni culturali possano convivere senza conflittualità. E voi ragazze cosa ne pensate di Abaya?

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