Dj Fabo, la preghiera di addio a Milano: Ma non sarà un funerale

da , il

    Dj Fabo, la preghiera di addio a Milano: Ma non sarà un funerale

    Non sarà un vero e proprio funerale quello di oggi per Dj Fabo, il 40enne cieco e tetraplegico, che ha messo fine alla sua vita compiendo il suicidio assistito in una clinica svizzera lo scorso 27 febbraio.

    Sarà una cerimonia laica a con una preghiera per l’ultimo saluto quella nella parrocchia di Sant’Ildefonso a Milano, come ha volto la mamma di Fabiano. E’ stata lei a chiedere questa preghiera in ricordo del figlio. “Un momento di raccoglimento e di suffragio”, come detto più volte dalla Curia e ad officiare la cerimonia sarà Don Antonio Sughi, amico di famiglia. E’ la parrocchia dove Fabo ha ricevuto la comunione e la cresima e dove questo pomeriggio sarà presente anche il sindaco di Milano Beppe Sala.

    A Welby la Chiesa negò il funerale

    Sebbene non sia una vera e propria cerimonia religiosa, anche perché così avrebbe voluto Fabo, questo è un importante passo della Chiesa. Tutti ricorderanno infatti come anni fa, nel caso di Piergiorgio Welby, la stessa autorizzazione venne negata. Welby morì nel 2006 perché, secondo la sua volontà, gli furono interrotte le cure necessarie a tenerlo in vita a causa della grave malattia che lo affliggeva. A lui venne negato il funerale religioso e i suoi funerali rappresentarono un momento di rottura con la Chiesa. Si svolsero infatti, in forma laica, nel piazzale antistante la chiesa di San Giovanni Bosco a Roma e “davanti alle porte chiuse” della parrocchia. Lo stesso Marco Cappato, leader dell’Associazione Luca Coscioni, che ha accompagnato Fabo a morire in Svizzera e per questo indagato, aveva sottolineato tramite il suo profilo Facebook l’apertura della Curia: “10 anni fa il Vaticano chiuse le porte in faccia a Welby. Per Fabo, le porte della Chiesa saranno aperte: venerdì 10 alle ore 19.00 nella parrocchia di sant’Ildefonso, piazzale Damiano Chiesa 7. Milano” aveva scritto. Ha inoltre dichiarato: “La Chiesa ha aperto le porte a dj Fabo perché non ha più la pretesa di trasformare la dottrina cattolica in legge dello Stato“ polemizzando invece con la politica.

    Il portavoce della Curia milanese Don Milani ha commentato così la decisione di offrire il suffragio a Fabiano Antoniani: “Non sarebbe la chiesa di Papa Francesco se non si pregasse per il dolore”.

    L’invito della fidanzata Valeria

    L’invito a partecipare al saluto a Dj Fabo è venuto da parte della sua compagna Valeria, la stessa che lo ha accudito fino alla fine la notte prima di morire. Sul suo profilo Facebook ha infatti esteso la partecipazione a tutti coloro che avrebbero piacere di assistere all’ultimo saluto. Un post che ha visto centinaia di condivisioni e commenti.

    Cappato e Bonino: la Chiesa più vicina della politica

    Il saluto a Dj Fabo è anche l’occasione per riflettere ancora una volta sulla tematica dell’eutanasia. Gli appelli di Fabo di poter morire in Italia rimasti inascoltati sono ancora motivo di polemica. Cappato ha senza mezzi termini dichiarato in un’intervista che “Il Parlamento è più papista del Papa”. L’esponente radicale critica da sempre la mancata presa di decisioni da parte della politica sulla vicenda, anche quando la Chiesa stessa ha mostrato delle aperture.

    E’ un passo in avanti anche per Emma Bonino, l’ex ministro degli Esteri nel governo di Enrico Letta: “Rispetto a dieci anni fa, quando a Welby fu impedito di avere un funerale, un cambiamento nella Chiesa c’è stato. Non siamo più ai tempi del cardinale Ruini che interveniva anche nelle questioni italiane. Siamo in presenza di un Papato che mi pare più inclusivo, più comprensivo delle fragilità umane, meno giudicante e attento ai più deboli”.