Dj Fabo è morto in una clinica svizzera: “Sollevato da un inferno di dolore”

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    Dj Fabo è morto in una clinica svizzera: “Sollevato da un inferno di dolore”

    Dj Fabo , il 40enne rimasto cieco e tetraplegico dopo un grave incidente stradale nel 2014, è morto stamani in una clinica svizzera. Ha scelto l’eutanasia che stava chiedendo da mesi. A dare l’annuncio è stato Marco Cappato, l’esponente radicale che ha accompagnato Fabo, tramite Twitter. L’ultimo messaggio prima di morire del dj è stato toccante: “Sono finalmente arrivato in Svizzera e ci sono arrivato, purtroppo, con le mie forze e non con l’aiuto del mio Stato. Volevo ringraziare una persona che ha potuto sollevarmi da questo inferno di dolore. Questa persona si chiama Marco Cappato e lo ringrazierò fino alla morte”.

    Anche Cappato, che ora rischia fino a 12 anni di carcere, è amareggiato: “Fabo è morto alle 11.40. Ha scelto di andarsene rispettando le regole di un Paese che non è il suo”.

    Fabiano Antoniani, 40 anni compiuti il 9 febbraio scorso, dopo anni di terapie senza esito aveva chiesto alle Istituzioni di intervenire per regolamentare l’eutanasia e permettere a ciascun individuo di essere libero di scegliere fino alla fine. Aveva realizzato anche un video in cui, a fatica, si era rivolto direttamente al presidente della Repubblica Mattarella. Oggi sarebbe stata in programma un’ultima visita medica e psicologica per confermare la sua volontà e si era recato in Svizzera per ricevere il suicidio assistito. Alle 11.40 di questa mattina se n’è andato per sempre.

    Fabiano Antoniano voleva porre fine alla sua “non vita“: costretto a letto da più di due anni, non poteva più muoversi e si alimentava solo con un sondino. E così, dopo gli appelli ma soprattutto dopo il terzo rinvio dell’entrata alla Camera della discussione, Fabo ha deciso di mettere la parola fine.

    Gli ultimi istanti di vita di Dj Fabo

    A raccontare gli ultimi momenti di vita di Fabo è stato Marco Cappato.

    Ha detto che Fabo “ha morso un pulsante per attivare l’immissione del farmaco letale: era molto in ansia perchè temeva, non vedendo il pulsante essendo cieco, di non riuscirci. Poi però ha anche scherzato”. Secondo lui era sereno, “sempre convinto di voler andare avanti”.

    In Svizzera insieme a Fabo c’erano anche la mamma, la fidanzata e alcuni amici.

    Ai tre amici che lo hanno accompagnato avrebbe invece lasciato un messaggio molto importante per tutti: “Non prendetemi per scemo ma devo chiedervi un favore: mettete sempre le cinture. Non potete farmi un favore più grande”.

    La salma del giovane rientrerà in Italia a giorni: sono necessarie minimo 48 ore per le procedure amministrative previste dalla legge svizzera. Per il momento è nella clinica dove Fabiano ha compiuto il suicidio assistito, la clinica Dignitas, alle porte di Zurigo.

    Le polemiche

    Sia Cappato che Fabo sostenevano l’associazione Luca Coscioni, nata nel 2002 con lo scopo di promuovere la libertà di ricerca scientifica, di cura e le altre libertà civili, affermare il diritto alla scienza e all’autodeterminazione individuale, i diritti umani, civili e politici delle persone malate e con disabilità.

    Filomena Gallo, segretario dell’associazione, ha sottolineato come “Cappato si sia preso la responsabilità di tale atto” perchè molti malati sono “costretti ad emigrare per ottenere l’eutanasia e ciò è discriminatorio anche per i costi che ciò richiede, fino a 10mila euro”.

    Indignazione anche da parte di Roberto Saviano che parla di “vergogna” per la nostra politica che non è riuscita ad esprimere un giudizio finale sulla triste vicenda. “In Italia la libertà di scelta è violata. I continui rinvii del parlamento sul testamento biologico evidenziano una mancanza di volontà politica a riconoscere e affermare i diritti delle persone. Rendere impossibile l’eutanasia significa violare il diritto più importante: quello di decidere della propria vita e porre fine al proprio dolore” fa sapere lo scrittore tramite il suo profilo Facebook.

    Anche il presidente del Veneto, Luca Zaia è sulla stessa linea. “Avvilente che Fabo e tanti italiani debbano espatriare per porre fine alle loro indicibili sofferenze. Il Parlamento si dia una mossa e faccia una legge sul testamento biologico. È avvilente per il malato, ma anche per l’intera società e per la classe politica che invito a legiferare in fretta e senza più indugi sul testamento biologico. Dopo il caso di Eluana Englaro sembrava cosa fatta. Da allora sono passati anni. Il Parlamento decida”.