Divorzio breve: tempi, costi e procedura. Come funziona?

La legge 55/2015 ha introdotto il divorzio breve: si riducono i tempi, i costi e si semplifica la procedura. Ma come funziona esattamente? Dal divorzio breve in Comune, senza avvocato, alla negoziazione assistita, al divorzio breve con e senza figli.

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    Divorzio breve: tempi, costi e procedura. Come funziona?

    AP/LaPresse

    Divorzio breve: quali sono tempi, costi e procedura per mettere fine al matrimonio civile? A introdurre questo nuovo impianto normativo in materia di divorzio è stata la legge 55/15. Si è trattato di una svolta epocale, avvenuta 45 anni dopo l’istituzione del divorzio in Italia, nel 1970 con la legge Fortuna-Baslini. Nonostante sia una procedura in vigore da quasi due anni, non a tutti è chiaro come funzioni. Il divorzio breve ha un obbiettivo primario: ridurre i tempi di divorzio. Questi infatti, sono notevolmente cambiati, e la legge è retroattiva: 12 mesi per la separazione giudiziale e 6 mesi per quella consensuale, anche per il divorzio breve con figli. Si sono inoltre ridotti ulteriormente i costi del divorzio, che con quello breve possono essere davvero esigui.

    La legge 55/15 sul divorzio breve: cos’è e tempi di attuazione

    La legge sul divorzio in Italia risale al 1970, e ha superato 4 decenni prima dell’introduzione del divorzio breve.

    Con la legge 55/15 è stato modificato l’impianto normativo in materia di divorzio. Dalla sua entrata in vigore, il 26 maggio 2015, è infatti possibile porre fine alle unioni civili in tempi notevolmente ridotti, e questo nuovo iter “semplificato” ha modificato i tempi del divorzio, chiamato perciò “breve”. Per una coppia separata, prima si poteva chiedere il divorzio solo dopo 3 anni dalla separazione. Ora si è passati a 12 mesi e 6 mesi (anche nel caso di divorzio breve con figli) a seconda di uno dei seguenti casi:

    - separazione giudiziale, i mesi si riducono a 12;

    - separazione consensuale, i mesi si riducono a 6.

    La riduzione a 6 mesi è valida anche nel caso in cui separazioni inizialmente giudiziali che divengano consensuali.

    Il termine di 12 o 6 mesi decorre a partire dal giorno in cui si svolge la prima udienza di separazione. Gli effetti civili del matrimonio cessano, dunque, in tempi molto più brevi.

    Si tratta di una rivoluzione in materia di divorzio, cui ha fatto seguito la recente sentenza di Cassazione che ha stabilito nuove regole per l’assegno di mantenimento all’ex coniuge.

    Divorzio breve, costi e procedura

    I costi sostenuti dai coniugi, in caso di divorzio breve legalmente assistito, sono differenti a seconda dell’avvocato a cui ci si rivolge e della città in cui si svolge la procedura.

    Diminuiscono notevolmente i costi per il divorzio breve senza avvocato, con cui è possibile pagare solo un diritto di 16 euro per porre fine al proprio matrimonio in Comune.

    Per usufruire di questa ulteriore agevolazione nella procedura di divorzio breve, infatti, è sufficiente presentarsi davanti al sindaco del proprio Comune di residenza (o a un ufficiale di Stato civile che ne faccia le veci), muniti del documento attestante la dichiarazione di separazione. Sono gli uffici anagrafe di tutta Italia a raccogliere le domande, in crescente numero in tutta la nazione.

    Il divorzio breve in Comune è una delle formule più gettonate negli ultimi tempi, che ha però come presupposto attuativo l’assenza di figli minori e maggiorenni che necessitano una tutela o che non siano economicamente autosufficienti. Inoltre, non sono ammessi accordi su trasferimenti patrimoniali.

    Alla domanda di divorzio breve va allegata la seguente documentazione:

    - estratto di matrimonio rilasciato dal Comune in cui si sono svolte le nozze;

    - certificato di residenza dei coniugi per uso divorzio;

    - stato di famiglia di entrambi i coniugi uso divorzio.

    Divorzio breve con negoziazione assistita

    L’accordo di negoziazione assistita nel divorzio breve è un atto formale che viene presentato al pubblico ministero dopo 6 mesi dall’accordo di separazione.

    L’accordo tra i coniugi deve essere perseguito tramite assistenza di due legali diversi, che hanno l’obbligo di trasmettere l’atto all’ufficiale di Stato civile del Comune entro 10 giorni.

    Avendo carattere esecutivo, deve essere trasmesso al tribunale che, in caso di assenza di figli, attuerà solo un controllo di natura formale. In presenza di figli, il pm si riserverà una verifica sostanziale sulla tutela dei diritti dei minori.