Diritto all’aborto: l’Europarlamento ha approvato la mozione Tabarella

Diritto all’aborto: l’Europarlamento ha approvato la mozione Tabarella
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    Diritto all’aborto: l’Europarlamento ha approvato la mozione Tabarella. 445 voti a favore contro 205 contrari, si è conclusa così la votazione in materia di diritto all’aborto e contraccezione, prevista in data 10 marzo nell’Aula del Parlamento di Strasburgo. Il “sì” ha già scatenato malcontenti fra i rappresentanti cattolici del Pd, ma ormai il via libera è definitivo e il diritto vincolante per tutti i paesi dell’Unione Europea.

    L’Europarlamento, chiamato a votare sul diritto di aborto e contraccezione nell’ambito dei paesi dell’Unione Europea, ha dato finalmente il via libera all’applicazione della mozione Tarabella. La votazione si è infatti conclusa con 445 favorevoli contro 205 contrari, tra cui alcuni rappresentanti cattolici del Pd, che hanno espresso malcontento per la decisione. La legislazione sulla riproduzione rimarrà però di competenza nazionale, secondo quanto richiesto dall’emendamento presentato dal Ppe.

    “Il Parlamento europeo (…) insiste sul fatto che le donne debbano avere il controllo dei loro diritti sessuali e riproduttivi, segnatamente attraverso un accesso agevole alla contraccezione e all’aborto; sostiene pertanto le misure e le azioni volte a migliorare l’accesso delle donne ai servizi di salute sessuale e riproduttiva e a meglio informarle sui loro diritti e sui servizi disponibili; invita gli Stati membri e la Commissione a porre in atto misure e azioni per sensibilizzare gli uomini sulle loro responsabilità in materia sessuale e riproduttiva”, è quanto riporta la mozione Tarabella, riguardante la spinosa questione del diritto femminile all’aborto e ai vari metodi di contraccezione preventivi. Un diritto importante su cui l’Europarlamento sarà chiamato ad esprimersi in data 9 marzo, votando a favore o contro.

    In Italia il crescente numero di obiettori di coscienza ha contribuito ad ostacolare l’attuazione della Legge 194, che sostanzialmente tratta dello stesso argomento, prevedendo tra le altre cose un sistema di supporto medico e una rete assistenziale rivolta alle donne che intendono avvalersi della possibilità di abortire. E la situazione non è migliore a livello Europeo dove gli obiettori di coscienza aumentano di giorno in giorno. Nel frattempo la Laiga, Libera Associazione Italiana Ginecologi per l’Applicazione della Legge 194, si dichiara preoccupata. Il timore è che il Pd, in occasione della votazione da parte dell’Europarlamento, possa cambiare idea all’ultimo, come già accaduto in passato. La presidente di Laiga, Silvana Agatone, ha infatti dichiarato: “Preoccupati per quello che sta per succedere in ambito europeo sulla libertà di aborto. Il Pd non ripeta gli errori del passato Non possiamo permettere che il Pd tradisca nuovamente le donne”. E aggiunge: “L’importanza di una normativa europea adeguata in materia è vitale: rappresenta l’ultimo baluardo al quale le donne possono appellarsi per il riconoscimento dei propri diritti sessuali e riproduttivi”.

    I cattolici si sono ovviamente schierati contro l’aborto e la Federazione delle Associazioni Familiari Cattoliche ha già raccolto oltre 50mila firme. L’obiettivo è convincere i Parlamentari europei a votare no, una decisione che avrebbe conseguenze molto gravi, tra cui un probabilissimo aumento degli aborti clandestini. Se questo articolo ti è piaciuto SCOPRI IN CHE PERCENTUALE GLI ABORTI SONO DIMINUITI IN ITALIA.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN AbortoPolitica Ultimo aggiornamento: Mercoledì 18/03/2015 17:12
     
     
     
     
     
     
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