Dipendente in maternità con il neonato in fabbrica a Siena: denunciata la titolare

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    Dipendente in maternità con il neonato in fabbrica a Siena: denunciata la titolare

    Una dipendente cinese in maternità era costretta a lavorare in azienda e portava con sé il figlio neonato in una culla durante l’orario di lavoro in una ditta di proprietà di una cittadina cinese di 45 anni a Torrita di Siena, un piccolo comune situato su una collina nella parte occidentale della Valdichiana. La triste storia è emersa in seguito a un’ispezione dei carabinieri della stazione locale insieme all’ispettorato del lavoro di Siena e al personale della Asl di Torrita di Siena. Inoltre gli inquirenti hanno accertato che la proprietaria cinese aveva impiegato alle proprie dipendenze un lavoratore extracomunitario privo di regolare permesso di soggiorno, dal quale la titolare cinese traeva profitto anche dandogli alloggio nei locali aziendali. All’interno dell’azienda non era mai stata effettuata la valutazione del rischio e non era stato nominato il responsabile del servizio di prevenzione e protezione.

    La 45enne titolare e legale rappresentante dell’azienda faceva lavorare la neo mamma di 26 anni con l’aggravante di aver consentito alla madre di portare il neonato all’interno della fabbrica, luogo potenzialmente insalubre per il minore, come hanno accertato gli inquirenti. Inoltre i macchinari stessi all’interno della ditta erano privi dei requisiti di legge in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

    La proprietaria dell’azienda, residente a Torrita di Siena, è stata inoltre denunciata per non aver comunicato agli enti preposti l’assunzione di tre lavoratori occupati in nero su un totale di 9 impiegati, per non aver nominato il medico competente per i lavoratori, per non aver assicurato ai propri dipendenti una formazione adeguata alla mansione, per non aver reso conformi ai requisiti di legge i luoghi di lavoro, per non aver effettuato la valutazione dei rischi e per non aver nominato il responsabile del servizio di prevenzione e protezione.

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    Nei confronti della titolare cinese dell’opificio è stato adottato il provvedimento di sospensione coercitiva dell’attività imprenditoriale e sono state comminate sanzioni amministrative pecuniarie e ammende per un valore di 27mila euro.

    Sono stati denunciati altri due cinesi: un uomo di 50 anni per l’ingresso e il soggiorno illegale nel territorio e la neo mamma cinese di 26 anni per aver intrapreso l’attività lavorativa durante i tre mesi di astensione obbligatoria dopo il parto.

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