Differenze salariali di genere: meno soldi alle donne imprenditrici

Il gender gap non esiste solo nello stipendio, ma anche nei finanziamenti alle imprese. I finanziatori erogano meno soldi alla donna imprenditrice rispetto al collega uomo, anche a parità di idee e competenze. Una differenza che rispecchia la disuguaglianza salariale di genere.

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    Differenze salariali di genere: meno soldi alle donne imprenditrici

    La differenza salariale di genere in ambito lavorativo ormai è cosa nota, ma secondo un recente studio di Bloomberg questa riguarda anche i finanziamenti per le imprese: le donne imprenditrici ricevono meno soldi, meno fondi rispetto agli uomini. Secondo lo studio, il rapporto è 77 a 100, ossia per ogni nuova impresa una donna può ricevere 77 milioni di dollari, mentre a parità di idea un uomo ne prende 100.

    Un rapporto che riflette la stessa differenza nel reddito dei manager americani: per il medesimo incarico la donna in carriera si arresta a 79 mentre il suo collega a 100.

    Il gender gap nello stipendio esiste in pressochè tutti i paesi, anche se di recente l’Islanda ha varato la prima legge al mondo che obbliga alla parità di salario.

    Meno finanziamenti per le donne imprenditrici

    Anche quando si trova un finanziatore disposto a credere nell’impresa femminile, la cifra record di 77 milioni è appannaggio di poche elette. Sempre secondo i calcoli di Bloomberg, infatti sopra la soglia dei 20 milioni è riuscito a salire solo il 7% delle imprenditrici tra il 2005 e il 2009. Una percentuale decisamente insoddisfacente.

    E sono poche anche le donne con imprese che fatturano più di un milione di dollari: secondo il National Women’s Business Council, in America succede in un’azienda ogni cinque.

    In Italia esiste la legge 215 del 1992 che ha messo a punto degli interventi per promuovere ed incentivare il riequilibrio tra i sessi in materia di imprenditoria. Non a caso si chiama “Azioni positive per l’imprenditoria femminile” e tra i vari interventi creati, ci sono incentivi economici, la promozione della formazione professionale e l’agevolazione nell’accesso al credito. Eppure, nonostante anche gli ultimi dati dell’Osservatorio della Imprenditoria Femminile di UnionCamere, che attestano le imprese femminili in Italia in aumento, queste rappresentano solo il 21% della media nazionale. Ma da cosa dipende allora?

    Pregiudizi verso le donne imprenditrici?

    Secondo una vecchia ricerca dell’Università del Nord Carolina, la ragione della disparità dipende dai pregiudizi nei confronti delle donne imprenditrici da parte degli investitori. In più, essendo i finanziatori maggiormente uomini, tenderebbero a riporre più fiducia nei propri simili.

    Fatto sta che storicamente l’imprenditoria femminile cresce meno di quella maschile e che, come ribadito altre volte, una donna in generale incontra molte più difficoltà nel farsi riconoscere i propri meriti a parità di competenze.

    Per il Global Gender Gap Index che misura la distanza uomo-donna nei quattro settori chiave (economia, istruzione, politica e salute) l’Italia è al 41esimo posto, risultando tra gli ultimi paesi in Europa per parità salariale. E la cosa sconcertante è che le donne italiane sono tra le ultime anche per il lavoro non retribuito.