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Dichiarazione dei redditi 2017, le detrazioni: dalle spese mediche all’affitto

Dichiarazione dei redditi 2017, le detrazioni: dalle spese mediche all’affitto

Detrazione spese mediche, detrazione affitto, detrazione interessi mutuo e detrazione prima casa sono alcune delle voci di spese detraibili nel 730/2017. Milioni di contribuenti alle prese con modello 730 e modello Redditi 2017 per la compilazione della dichiarazione dei redditi, anche precompilata online sul sito dell'Agenzia delle Entrate.

    Dichiarazione dei redditi 2017, le detrazioni: dalle spese mediche all’affitto

    Dichiarazione dei redditi 2017 e detrazioni sono un binomio noto a milioni di contribuenti italiani, alle prese con la possibilità di avere alcuni “sconti” sui redditi attraverso la sottrazione di alcune spese ritenute di rilevanza sociale, sostenute nell’anno solare precedente. In tanti si sono chiesti quali fossero le voci di spesa contenute tra le novità comunicate dall’Agenzia delle Entrate, che dal 18 aprile ha reso disponibile online il modulo 730 precompilato e il modello Redditi (ex Unico) precompilato, che i cittadini potranno per ora solo consultare, in attesa del 2 maggio 2017, quando i documenti saranno modificabili. Dalle spese mediche a quelle per l’affitto, un folto insieme di detrazioni attendono i cittadini che dichiareranno il proprio reddito al Fisco. Vediamo insieme le spese detraibili per la dichiarazione dei redditi 2017.

    Le detrazioni sul 730/2017 sono un punto fondamentale per chi deve fare la dichiarazione dei redditi. E’ molto importante sapere, dunque, quali sono i margini di sconto a cui il contribuente può accedere e quali sono effettivamente le spese detraibili.

    Non solo scadenze e possibilità di presentazione della dichiarazione dei redditi precompilata: il contribuente italiano ha anche a che fare con un contenuto ben più sostanziale in termini di bilancio personale, e questo contenuto si chiama “detrazione“. Tra le spese detraibili sul 730 relative a importi sostenuti nell’anno 2016, ci sono conferme e novità. Spese mediche, veterinarie, universitarie, sono solo alcune delle voci detraibili nella dichiarazione dei redditi 2017.
    Tra le tante novità, anche la tassazione agevolata per i lavoratori dipendenti del settore privato che abbiano percepito premi di risultato non superiori a 2mila euro lordi. Se i premi sono stati erogati come benefit o rimborso di spese di rilevanza sociale sostenute dal lavoratore non si applica alcuna tassazione altrimenti si applica un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali, pari al 10% sulle somme complessivamente percepite.
    Le detrazioni per il periodo d’imposta 2016 riguardano le seguenti spese sostenute dal contribuente:

  • spese mediche, spese sanitarie o spese veterinarie (queste ultime detraibili solo se di importo superiore a 129,11 euro, con tetto massimo di 387,34 euro), comprese quelle per disabili;
  • interessi sul mutuo abitazione principale o mutui agrari (per cui non possono essere detratti importi superiori ai redditi dei terreni dichiarati);
  • spese per premi assicurativi inerenti alcune tipologie di assicurazione, ad esempio la detrazione assicurazione auto in dichiarazione dei redditi 2017, dove le spese detraibili sono quelle relative alle polizze di infortunio per il conducente;
  • spese per figli a carico o coniuge a carico: le detrazioni 2017 per coniuge, figli o altri familiari a carico spettano se nel 2016, tali soggetti hanno percepito un reddito complessivo pari o inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili;
  • spese universitarie e scolastiche per un importo massimo di 564 euro a studente, come tasse di iscrizione e frequenza, costi per la mensa scolastica (le detrazioni si applicano a tutti gli ordini e gradi di formazione, dall’asilo nido, scuola primaria, scuole medie inferiori e superiori (statali o paritarie), all’università;
  • spese per intermediazione immobiliare, per un importo non superiore ai 1.000 euro relativamente all’acquisto della prima abitazione. La detrazione spetta anche per l’acquisto di diritti reali (ad esempio l’usufrutto) a condizione che l’immobile mantenga invariata la destinazione d’uso ai fini della detrazione, cioè che sia un’abitazione principale;
  • detrazione per affitto prima abitazione: comprende i canoni di locazione per inquilini a basso reddito, per lavoratori dipendenti che trasferiscono la propria residenza per cause di lavoro, per la residenza di giovani tra 20 e 30 anni, per gli studenti universitari fuori sede;
  • ristrutturazioni edilizie e interventi per risparmio energetico: Nello specifico, le detrazioni spettanti al contribuente sono: ecobonus sulle ristrutturazioni, bonus acquisto mobili, ecobonus elettrodomestici e sismabonus (inerente gli interventi antisismici);
  • spese per attività sportive dei figli (anche in tal caso si ha il diritto a una detrazione del 19% delle spese sostenute, per un massimo di 210 euro per ciascun figlio di età compresa tra 5 e 18 anni);
  • detrazione per badante: i contributi versati alle badanti possono essere dedotti anche se l’assistente è assunta tramite un’agenzia interinale e il contribuente li abbia quindi rimborsati all’agenzia stessa;
  • spese funebri, con un massimo importo detraibile di 1.549,37 euro, indipendentemente dal soggetto (contribuente o familiare a carico) a cui sono riferite;
  • La detrazione per spese mediche da poter “scaricare” nel modello 730/2017 è pari a una percentuale del 19% IRPEF, al lordo della franchigia di 129,11 euro.
    Detrarre questi costi consente di scaricare dalle tasse dovute al Fisco le spese mediche e sanitarie sostenute nel corso dell’anno 2016 sia per conto dello stesso contribuente che per il coniuge, del familiare a carico o non a carico, o di un disabile. Il tetto massimo delle spese detraibili per i familiari non a carico è pari a 6.197,48 euro, e l’importo tonale delle spese va indicato senza riduzione della franchigia.

    Tra le spese detraibili nella dichiarazione dei redditi 2017, le seguenti spese mediche:

    - ticket sanitari;
    - interventi chirurgici e trapianti;
    - visite mediche condotte da dottori generici, specialisti e omeopati;
    - assistenza infermieristica o fisioterapica;
    - esami di diagnostica e di laboratorio (prescritti da un medico);
    - cure dentistiche odontoiatriche;
    - Spese per l’acquisto o il noleggio di attrezzature mediche: la dichiarazione dei redditi 2017 prevede la detrazione per i dispositivi medici;
    - spese per cure termali su prescrizione medica (escluso trasporto, pernottamento e/o soggiorno);
    - spesa per assistenza, cure e farmaci per una persona anziana ricoverata in una struttura;

    Il contribuente può usufruire delle detrazioni sulle spese sanitarie solo se documentate separatamente e comprovate dallo scontrino fiscale, e tra queste vi sono anche:

    - spese sanitarie nei propri interessi o del familiare fiscalmente a carico, e per patologie esenti per familiari non a carico;
    - acquisto e manutenzione di veicoli per persone con disabilità;
    - acquisto di cani guida per non vedenti.

    Al contribuente che ha costruito, ristrutturato o acquistato la prima casa accendendo un mutuo, spetta un detrazione dall’imposta lorda nella misura del 19% che riguarda gli interessi passivi. Essa è concessa al proprietario intestatario del mutuo, anche se a risiedevi non sia egli stesso ma un parente fino al terzo grado e gli affini fino al secondo grado. Per abitazione principale, infatti, si intende quella in cui dimorano abitualmente il contribuente o i suoi familiari.

    La detrazione degli interessi mutuo è pari al 19%, dunque, ma solo sugli interessi passivi e sugli oneri accessori pagati, e ha un tetto massimo di 4.000 euro.
    Il contribuente che presenta il modello 730 o il modello Redditi 2017 può usufruire della detrazione sugli interessi passivi relativi a:

    - mutui accesi a partire dal 1° gennaio 2001, purchè l’edificio sia stato adibito ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto;

    - mutui accesi tra il 1° gennaio 1994 e il 31 dicembre 2000, se l’abitazione è stata destinata ad abitazione principale entro 6 mesi dall’acquisto e se l’acquisto è avvenuto nei 6 mesi precedenti o successivi la data di stipulazione del mutuo;

    - mutui accesi prima del 1993, se l’unità immobiliare è stata destinata ad abitazione principale alla data dell’8 dicembre 1993 e se, nella rimanente parte dell’anno e negli anni successivi, il contribuente non ha variato l’abitazione principale, salvo per trasferimento per motivi di lavoro.

    L’Agenzia delle Entrate ha predisposto online un vademecum in cui ogni cittadino può leggere le istruzioni di compilazione.

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