Depressione, curarsi ricaricando il cervello come una pila

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    La depressione è una malattia che colpisce molte persone e di cui una buona percentuale sono donne, purtroppo non ci sono ancora cure risolutive perché come tutto ciò che riguarda la mente conosciamo ancora troppo poco. È stata avanzata un’ipotesi che paragona il cervello ad una pila e che quindi si può ricaricare, vediamo in cosa consiste la ricerca.

    L’ipotesi che il cervello funzioni come una pila e che la depressione sia il risultato di un livello della “batteria” troppo basso e quello che ha ispirato i ricercatori del Policlinico Ospedale Maggiore di Milano guidati da Alberto Priori, in collaborazione con la Clinica Villa Santa Chiara di Verona. In pratica hanno pensato che come le pile, anche il cervello possa essere caricato tramite delle sedute di corrente innocua e indolore.

    Sono stati applicati due elettrodi sulla fronte di 14 pazienti, di cui 13 donne, che sono collegati ad uno stimolatore elettrico gestito da un computer, che rilascia corrente continua a bassa intensità. Lo studio è stato condotto su pazienti ai quali i farmaci non facevano più effetto, i ricercatori hanno dichiarato: “I pazienti sono stati sottoposti alla tecnica due volte al giorno per cinque giorni consecutivi, riportando un marcato miglioramento già dopo cinque giorni, che si manteneva per diverse settimane”.

    Lo studio è ancora nelle fasi preliminari ma è stato pubblicato pochi giorni fa sul Journal of affective disorders, l’augurio è che questo trattamento possa essere applicato a pazienti che presentano gravi forme di depressione, che sui circa 5 milioni di italiani che soffrono di depressione, ne rappresentano il 30%. Lo studio verrà approfondito e verranno fatti altri test, speriamo proprio che sia una nuova strada per combattere questa malattia che provoca tanto dolore e tanta sofferenza, sia al malato che a chi gli vive accanto.

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    Dolcetto o scherzetto?