Delitto Elena Ceste: confermati in Appello 30 anni al marito

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    Delitto Elena Ceste: confermati in Appello 30 anni al marito

    La sentenza in Corte d’Appello per il delitto di Elena Ceste ha confermato la condanna a 30 anni di carcere per il marito Michele Buoninconti. La stessa condanna inflitta in primo grado per l’omicidio della donna scomparsa in circostanze misteriose il 24 gennaio 2013. Il corpo della donna, madre di quattro figli, fu ritrovato nove mesi dopo per caso, durante i lavori di scavo nei pressi di un canale e il principale sospettato è sempre stato il marito, indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere. L’udienza si è celebrata a porte chiuse e in aula erano presenti i genitori della donna, che dopo la lettura della sentenza hanno pianto.

    La Corte d’assise d’appello ha confermato anche i risarcimenti stabiliti in primo grado e, con separata ordinanza, disposto il sequestro conservativo del patrimonio di Michele Buoninconti, compresa la quota della casa che Michele aveva ereditato dalla moglie”.

    Il principale indiziato è sempre stato il vigile del fuoco di Costigliole d’Asti, il marito della Ceste, che ha sempre sostenuto la propria innocenza lanciando appelli disperati per ritrovare la moglie. Sarà l’autopsia del cadavere a fare chiarezza sul caso: Elena Ceste è stata soffocata, strangolata, dopo di che sarebbe stata gettata nel fiume.

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    Secondo l’accusa, Buoninconti non sopportava che la donna cercasse di evadere dalla routine familiare sottraendosi al “ruolo di madre e moglie sottomessa che le aveva imposto”. Per mesi continua a giurare la sua innocenza, mentre tira in ballo altri uomini con cui Elena ha avuto rapporti: emergono sei uomini coi quali Elena prima di morire aveva scambiato messaggi e telefonate, ma tutti hanno un alibi.

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    Il delitto Elena Ceste

    La mattina del 24 gennaio 2013 la casalinga 37enne Elena Ceste non si sente molto bene, così chiede al marito di accompagnare i 4 figli a scuola. I vicini la vedono aggirarsi per il cortile all’interno del cancello ma non notano niente di strano. Michele rientra dopo circa un’ora, della moglie non c’è più traccia. La cerca invano ritrovando solo i suoi oggetti personali, il cellulare e gli occhiali da vista sul tavolo, il suo giaccone preferito abbandonato in un angolo. Questa è la sua versione dei fatti ma le ricerche per mesi non danno alcun esito e i suoi racconti, col passare del tempo, si fanno sempre più contraddittori. Dopo il ritrovamento del cadavere, risalente al 18 ottobre 2014, Buoninconti rompe provvisoriamente il silenzio e dichiara, “è strano, in quel posto l’avevo cercata anche io”.

    Elena Ceste con ogni probabilità è stata uccisa in casa, e poi portata di nascosto nel luogo in cui è stata ritrovata. Subito dopo esser stata uccisa, secondo l’accusa, la vittima fu denudata e gettata nel Rio Mersa.

    In primo grado, nel novembre del 2015, l’uomo è stato condannato a 30 anni dopo un rito abbreviato.