Daria Bignardi e il nuovo dress code castigato: scatta la polemica

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    Daria Bignardi e il nuovo dress code castigato: scatta la polemica

    Daria Bignardi è stata nominata direttrice di Rai 3 dal direttore generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto soltanto pochi mesi fa, ma alcune sue scelte stanno già facendo molto discutere… L’ex conduttrice del reality show più longevo e trash della televisione italiana, il Grande Fratello, ha imposto un dress code rigidissimo a tutte le conduttrici, giornaliste e opinioniste tv della terza rete della Rai. La direttrice di Rai 3 ha infatti convocato tutte le truccatrici e costumiste per dettare la linea in materia di look e accessori.

    L’ex presentatrice del Grande Fratello e di Tempi moderni ha imposto un nuovo codice sul modo corretto di vestirsi e truccarsi: niente abiti sexy e fascianti, no agli orecchini vistosi, al bando i tacchi alti e le minigonne. Inoltre sono rigorosamente vietati i tubini neri… Anche in materia di trucco, Daria Bignardi è stata inflessibile e categorica: solo trucco leggero, che tra l’altro deve essere abbinato ai colori tenui delle camicia! Niente sconti e nessuna eccezione!

    Anche gli uomini devono rispettare un dress code piuttosto rigido: solo abiti (gessati e non) con camicie e cravatte sobrie e di buon gusto. Gli addetti ai lavori di Rai 3, in particolar modo giornaliste e conduttrici, sono rimasti piuttosto sorpresi e anche amareggiati poiché devono rinunciare al proprio stile e al proprio look per non urtare la sensibilità e le rigide direttive della nuova direttrice… La notizia è stata diffusa dal quotidiano Il Messaggero e sta facendo rapidamente il giro della Rete tra l’ilarità e la disapprovazione del popolo della Rete.

    La qualità, l’indipendenza, il pluralismo e l’autonomia dell’informazione televisiva non deve per nessun motivo al mondo passare attraverso un look rigoroso e religioso delle giornaliste e delle conduttrici tv… L’Italia è uno Stato laico, almeno sulla carta costituzionale, che si basa su principi, diritti e libertà fondamentali. Costringere le conduttrici e le giornaliste di una rete tv pubblica ad indossare outfit casti non ci sembra che rappresenti una rivoluzione! Attendiamo, come tutta la Rete, la risposta della direttrice.