Dare il cognome materno al proprio figlio: si potrà fare

Dare il cognome materno al proprio figlio: si potrà fare
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    “In nome della madre” non è solo il titolo di un bellissimo libro di Erri De Luca che consiglio a tutti di leggere, ma anche lo slogan col quale si potrebbe salutare la nuova decisione della Corte di Cassazione che permette di dare al proprio figlio il cognome materno anziché quello paterno.

    È da tempo che i giudici del Palazzaccio intendevano muoversi verso questa direzione e finalmente è giunto il momento di rendere operativa una direttiva europea: dal 13 dicembre 2007, il Trattato di Lisbona sancisce i valori e le coordinate fondanti dell’ Unione Europea, tra cui il divieto di operare qualsiasi tipo di discriminazione sessuale, all’insegna del rispetto della vita privata e familiare.

    Con un progetto iniziato nel 2004 per far sì che il sistema dell’onomastica paterna venisse smantellato, i giudici della Cassazione riuscirono nel 2006 ad ottenere che i figli, non riconosciuti dai padri, potessero assumere il cognome materno. Ora i tempi sono maturi e, grazie all’ordinanza 23934, la Corte sostiene il dovere della giustizia italiana di adeguarsi alle nuove norme europee del trattato di Lisbona al fine di eliminare le discriminazioni basate sul sesso, tra cui quella del cognome sembra essere abbastanza evidente.

    Il patronimico è considerato ormai un “retaggio di una concezione patriarcale della famiglia non più in sintonia con l’evoluzione della società e le fonti di diritto sopranazionali” e il caso sei coniugi Alessandra Cusan e Luigi Fazzo lo testimonia: sono anni che conducono la battaglia per dare ai propri figli il cognome materno anziché quello paterno.

    La strada, ora sembra tutta in discesa.

    Tutte le battaglie condotte in nome della donna hanno sempre avuto quel retrogusto un po’ amaro che sa di vendetta, più che di giustizia vera e propria. O almeno, questo è quanto potrebbero pensare gli uomini. Scegliere il cognome da dare al proprio figlio sarà l’ennesima decisione che la coppia dovà prendere: un nuovo campo su cui testare la propria complicità.
    Una cosa è certa: son tanti gli aspetti della vita che nei secoli sono sempre stati “maschilizzati”. Chissà quando si finirà di neutralizzarli.

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