Natale 2016

Dal cyberbullismo alla censura, tempi duri per il web

Dal cyberbullismo alla censura, tempi duri per il web
da in Attualità, Cronaca
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    Troppo spesso si parla, e ci piacerebbe dire ultimamente ma così non è, di cyberbullismo di quanto sia fondamentale combatterlo, ostacolarlo, sconfiggerlo ma soprattutto conoscerlo per debellarlo definitivamente. Per farlo, sappiamo, è importante “punire”, “reprimere” ma soprattutto educare. Educare è proprio ciò che si propone(va) di fare il disegno di legge a prevenzione e contrasto del cyberbullismo di cui la Senatrice del PD Elena Ferrara, insegnante di Carolina Picchio la 14enne di Novara che tutti ricordiamo essere la prima vittima riconosciuta in Italia di Cyberbullismo, è prima firmataria.

    Ma anche questa volta qualcosa sembra stia andando storto e, il testo originario del DDL che era stato condiviso da tutte le forze politiche, approvato dal Senato e aveva trovato anche la disponibilità da parte dei new media e dei social network a rimuovere più facilmente tutti i contenuti che potessero risultare dannosi per i minori, è stato stravolto nei passaggi di approvazione della Camera. E così quella che doveva e voleva essere una norma a tutela dei minori si è trasformata a causa delle modifiche apportate dalla Commissioni riunite Giustizia e Affari Sociali, in quella che già è stata definita una “norma ammazza web”.

    In particolare è successo che il testo originario che poneva il minore e la sua tutela al centro della questione è stato poi in data 27 luglio rivisto, passando dal definire il cyberbullismo come: “qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo” a definirlo come: “la realizzazione, la pubblicazione e la diffusione on line attraverso la rete internet, chat-room, blog o forum, di immagini, registrazioni audio o video o altri contenuti multimediali effettuate allo scopo di offendere l’onore, il decoro e la reputazione di una o più vittime, nonché il furto di identità e la sostituzione di persona operate mediante mezzi informatici e rete telematica al fine di acquisire e manipolare dati personali, nonché pubblicare informazioni lesive dell’onore, del decoro e della reputazione della vittima.”

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    Eliminandone chiaramente la reiterazione ed ampliando la sfera non più solo ai minori ma anche ai maggiorenni, se questo dovesse diventare legge in pratica chiunque avrebbe il diritto di richiedere la cancellazione di contenuti offensivi con l’intervento del Garante della privacy. E per chi non si adegua sono previsti dalla rimozione all’oscuramento dei contenuti passando per 6 anni di carcere.

    Questo tradotto nella lingua del web significa che nessuno sarà più totalmente libero di criticare l’operato, le dichiarazioni o qualunque altra cosa di chiunque abbia dagli 0 agli X anni di età, che siano persone “comuni”, politici, influencer ecc. in pratica come dicevamo prima una norma ammazza web, un bavaglio alla libera espressione delle opinioni personali. Dei minori vittima di cyberbullismo non rimane che l’ombra!

    Per evitare che il prossimo 12 settembre il testo con queste modifiche venga approvato si è mobilitato sia il web,che personalità come Teresa Manes, madre di Andrea Spezzacatena, altra vittima di Cyberbullismo e fondatrice della A.I.PRE.B. Associazione Italiana Prevenzione Bullismo, Mauro Alovisio del Centro studi di Informatica Giuridica di Ivrea Torino e anche la petizione lanciata da Andrea Donati dell’associazione “Banda degli onesti di Milano” e gli appelli lanciati nella stessa direzione da Paolo Picchio, padre di Carolina, che da anni è impegnato nella lotta contro il fenomeno del cyberbullismo.

    Il 12 settembre è alle porte, speriamo bene!

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