Da manager a clochard, la storia di Ariane “Ho scelto io di vivere in strada”

Milano, ritrovata in piazza Duomo una 50enne inglese scomparsa da Marzo. Ex manager a Londra, ha smesso di dare notizie di sé vivendo tra i clochard della città. La sorella aveva assunto un investigatore per ritrovarla, ancora da chiarire le motivazioni dietro la nuova scelta di vita

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    Da manager a clochard, la storia di Ariane “Ho scelto io di vivere in strada”

    Ariane, una 50 enne inglese di Londra, ex manager di un’azienda di produzioni cinematografiche è stata ritrovata in mezzo ai clochard di piazza Beccaria a Milano. La donna era scomparsa da marzo da un residence di Corso Italia, e non aveva più dato notizia di sé. La sorella che vive a Londra, aveva informato Scotland Yard della scomparsa ma in assenza di risultati aveva contattato la Skp Group, società leader del settore.

    Ariane, clochard per scelta

    Ci sono ancora molti interrogativi sul perché Ariane abbia deciso di abbandonare una vita agiata per mescolarsi tra i centinaia di clochard di Milano. Dalle prime visite mediche sembra che si possano escludere eventuali black-out mentali. Secondo le prime ricostruzioni parrebbe trattarsi di un allontanamento volontario, confermato dalle parole stessa Ariane “ Ho scelto io di vivere in strada”.

    Ancora da chiarire le ragioni della scomparsa

    Ottimi studi, 4 lingue parlate e una carriera da manager rappresentano il passato della vita di Ariane, una vita dalla quale ha voluto scappare fino ad arrivare a vivere per strada a Milano ma le motivazioni dietro questa scelta non sono ancora state chiarite. La donna aveva improvvisamente smesso di telefonare alla sorella, aveva abbandonato il residence dove viveva e non c’erano stati più movimenti né sul telefono, che risultava fuori uso, né sui suoi conti bancari, rimasti intoccati.

    Ritrovata l’ex manager dopo mesi di ricerche

    Le ricerche dell’ex poliziotto albanese, oggi investigatore della Skp sono state lunghe e faticose, in particolare concentrate intorno alla zona di Piazza Duomo.

    Proprio qui, nel cuore di Milano, vivono molti clochard, approfittando dei lunghi portici che donano riparo dalla pioggia e dal freddo, i negozi illuminati a giorno anche di notte e le forze dell’ordine che sorvegliano l’area.

    L’investigatore si è messo alla ricerca di Ariane armato solo di una fotografia, un vecchio documento di identità, l’unico indizio in suo possesso. Ha cominciato la sua ricerca tra i clochard, parlando con loro, e cercando informazioni, visitando le mense dei poveri e parlando con i volontari.

    Molte sono state le piste false ma alla fine sono arrivati gli indizi giusti, in particolare l’ultimo, che la identificava su una grata in piazza Beccaria, dove è stata ritrovata verso le due di notte tra sabato e domenica. Dormiva quando l’hanno trovata, era senza soldi e documenti, senza una coperta, vestita con dei pantaloni corti, l’unico calore erano i fumi della grata su cui si era sdraiata.

    Scomparsa di Ariane, il rincontro con la sorella dopo mesi di ricerche

    Domenica mattina l’abbraccio con la sorella negli uffici della Questura, luogo obbligato per la formalizzazione del ritrovamento. Successivamente si è recata in ospedale per delle visite di controllo, i medici hanno osservato che era lucida e senza ferite, infine il ritorno all’albergo dove alloggiava la sorella.

    Ancora molte le domande sulla vita di Ariane, non solo i dubbi sul suo passato e sul perché abbai scelto questa vita, ma anche sul suo futuro, ancora incerto. In ospedale, racconta il Corriere, ha confessato di voler tornare ad essere una clochard.

    Non sarebbe comunque la prima persona a compiere questa scelta, ma la storia di Ariane si andrebbe solo ad aggiungere a quella dei centinaia di clochard che incontriamo tutti i giorni lungo la strada, che per una ragione o per un’altra, hanno deciso di chiamare questo luogo, casa.