Natale 2016

Cyberbullismo, le vittime di questo triste fenomeno in crescita: da Carolina Picchio a Rehtaeh Parsons [FOTO]

Cyberbullismo, le vittime di questo triste fenomeno in crescita: da Carolina Picchio a Rehtaeh Parsons [FOTO]
da in Bullismo, Cronaca, Violenza sulle donne
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    Sono spesso giovanissime, non riescono a sopportare i soprusi continui e le angherie, decidono di togliersi la vita. Sono loro, le vittime del cyberbullismo, che dagli Stati Uniti all’Italia non lasciano scampo e hanno sempre le stesse modalità. Una foto su Facebook, un video in un momento di debolezza, diventa virale e loro vengono prese di mira. C’è chi ce la fa a resistere, cosciente del fatto che dopo qualche mese si parlerà d’altro, perché la violenza è così, mai a senso unico, colpisce random. Qui raccogliamo le foto, i volti e le storie di tutte quelle giovani donne che non sono riuscite ad andare avanti, la cui fragilità non ha concesso loro di passare sopra gli insulti e l’isolamento. Le raccogliamo anche per denunciare un fenomeno che abbiamo indagato diffusamente con esperti, per cercare di fermarlo, di arginarlo, di denunciarlo, perché l’omertà e il silenzio sono i primi veri complici, quelli che hanno spinto queste ragazze a decidere di farla finita.

    carolina picchio suicida insulti
    Si suicida per le foto hot su Facebook: nella vicenda di cui vi parleremo però, gli 8 minorenni coinvolti, sono anche stati indagati per cyberbullismo e per avere istigato la ragazza a compiere questo gesto folle. Si tratta di otto ragazzi novaresi, tutti minorenni, che avrebbero pubblicato su Facebook delle foto hot di Carolina Picchio, studentessa 14enne che si è uccisa lanciandosi dal balcone della sua casa a Novara, nella notte tra il 4 e il 5 gennaio 2014; troppo grande la “vergogna” di vedersi sbeffeggiata da amici e compagni per “qualcosa” di imbarazzante accaduto ad una festa a cui aveva appena partecipato. Insulti e offese da parte di compagni di classe e amici della ragazza la deridevano per quanto successo ad una festa. Carolina è stata sepolta il 9 gennaio a Oleggio, e gli amici hanno voluto ricordarla con uno striscione in cui si legge: “Sei l’angelo più bello”.

    ragazze suicide su facebook
    Accade ancora, accade troppo spesso: un’altra giovane ragazza si è suicidata dopo essere stata violentata da un gruppo di coetanei e dopo che la sua foto è finita su Facebook. Troppo grande la vergogna, la 17enne Rehtaeh Parsons ha così deciso di impiccarsi dopo che la sua casella mail viene riempita di messaggi a sfondo sessuale e dopo che i compagni di classe la deridono e la emarginano. Uguale la sorte della giovane Audrie che si è suicidata a casa sua a San Francisco dopo che i compagni di classe l’avevano violentata e postato le foto su Facebook.

    Storie assolutamente folli, che fanno capire quali effetti devastanti può avere il bullismo quando si unisce alla violenza. Non solo le vittime devono convivere con il tragico ricordo di una vessazione come lo stupro ma in molti casi sono anche prese in giro ed emarginate. Storie che hanno tutte un filo conduttore: la violenza maschile che porta le donne a rinunciare alla propria vita per la vergogna e per l’umiliazione. Questo è infatti quello che è successo a Rehtaeh Parsons, quindicenne abusata sessualmente mentre stava male dopo aver bevuto. La violenza è stata seguita da un’altra terribile violenza: le sue foto, le immagini che hanno ripreso, terribile attimo dopo terribile attimo la vicenda sono state diffuse via Whatsapp e via social network.

    Una tragedia avvenuta nel 2011 che ha avuto un tristissimo epilogo nel 2013, quando la giovane, vittima non solo della violenza ma anche dell’emarginazione e degli insulti dei coetanei dopo la diffusione delle foto, si è tolta la vita. E oggi si aggiunge un altro tremendo tassello alla vicenda: il giovane ventenne accusato di aver diffuso le immagini che hanno rovinato la vita della ragazza spingendola al suicidio è stato condannato a 12 anni di libertà vigilata, quindi non sconterà nemmeno un giorno in carcere. “Gli esseri umani fanno errori. Non voglio vivere con il senso di colpa per aver ucciso qualcuno, certo so di aver sbagliato con le foto, ma non l’ho uccisa io” ha dichiarato il ragazzo.

    audrie pott suicida
    Stessa identica vicenda quella riportata da The Daily Beast che racconta il suicidio di Audrie Pott, dopo che le foto di uno stupro di gruppo erano state messe su Facebook. Questa storia arriva da San Francisco. L’unica differenza in questo caso è che i tre ragazzi colpevoli della violenza sono stati arrestati: erano tutti minorenni. L’avvocato della famiglia Pott ha commentato: “Quello che hanno fatto questi tre ragazzi è inconcepibile. Dovrebbero ricevere il massimo della pena per dare il buon esempio ed evitare che possa accadere ancora”.

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