Cyberbullismo, la legge passa con 432 voti a favore: cosa cambierà? Tutte le novità

Passata la legge all’unanimità sul cyberbullismo dopo un iter parlamentare di 3 anni. Tra le novità, la possibilità da parte dei minori di chiedere la rimozione di contenuti offensivi e diffamatori dal web. Ogni scuola avrà un docente di riferimento e aumenterà la prevenzione. Soddisfatta la prima firmataria Elena Ferrara, ex insegnante di Carolina Picchio.

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    Cyberbullismo, la legge passa con 432 voti a favore: cosa cambierà? Tutte le novità

    Dopo 3 anni la proposta di legge sul cyberbullismo diventa effettiva: da ieri l’Italia ha finalmente una legge anti cyberbulli, passata alla Camera praticamente all’unanimità: 432 voti a favore, nessun contrario e uno astenuto. Tra le norme introdotte, i minori potranno chiedere ai social la cancellazione di post di offese e insulti e ogni scuola avrà un docente anti-bulli. Commossa la prima firmataria del ddl Elena Ferrara (Pd) e il papà di Carolina Picchio.

    Cyberbullismo, la legge a 4 anni dal suicidio di Carolina Picchio

    Dopo un iter parlamentare di quasi 3 anni e dopo 4 anni dalla morte della prima vittima riconosciuta di cyberbullismo Carolina Picchio, arriva il testo definitivo per contrastare il bullismo informatico ad opera di minorenni. Carolina si tolse la vita a 14 anni lanciandosi dal balcone dopo la pubblicazione di un video sul web che l’ha messa alla gogna. “Questa legge è dedicata a lei” è stato ribadito in Aula da Elena Ferrara, senatrice del Pd ed ex insegnante di Carolina Picchio, prima firmataria della legge. In questi anni si è battuta con il papà di Carolina per arrivare alla legge.

    Affinché ciò non accada più e proprio in nome di Carolina finalmente siamo arrivati alla svolta. Viene infatti introdotta per la prima volta nell’ordinamento legislativo la definizione stessa di “cyberbullismo”, e in virtù di questo la possibilità di denunciare una violenza subita per via telematica dai minori, spezzando quel muro che fino ad oggi separava gli adolescenti e le autorità giudiziarie.

    Legge sul cyberbullismo: cosa cambia?

    Da oggi è la stessa vittima di età superiore ai 14 anni a poter chiedere al gestore del sito o del social o al titolare del trattamento di oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti. Potrà farlo anche senza che i genitori lo sappiano e se non si provvede entro 48 ore, l’interessato può rivolgersi al Garante della privacy.

    Come detto più volte l’aiuto e la collaborazione dell’istituzione scolastica nella lotta al bullismo è fondamentale: per questo è stato deciso che sarà introdotto in ogni scuola un professore referente per le iniziative contro il cyberbullismo, mentre al preside spetterà informare le famiglie dei minori coinvolti e attivare azioni educative. Allo stesso tempo il Miur dovrà mettere in campo progetti di prevenzione e contrasto del fenomeno anche in collaborazione con polizia postale. La prevenzione non riguarderà solo i ragazzi, ma gli insegnanti stessi: sarà infatti previsto un referente in ogni istituto scolastico che avvii corsi di formazione per i docenti, che spesso sono stati colti impreparati difronte a questi eventi.

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    Il cyberbullo che si rende protagonista di ingiuria, diffamazione, minaccia o trattamento illecito di dati personali via web, potrà essere ammonito dalla Questura anche se non c’è denuncia. Esattamente come nella legge anti-stalking, viene applicata quindi la “procedura di ammonimento”: il bullo sarà convocato dal Questore insieme ai genitori e gli effetti dell’ammonimento cesseranno solo una volta maggiorenne.

    Reazioni positive alla legge sul cyberbullismo

    In primis c’è stata la gioia e la commozione di Paolo Picchio, il papà di Carolina che si trovava in tribuna a seguire il voto. “Questa legge dà vita a quello lei ha lasciato scritto, ai motivi che l’hanno spinta a fare quello che ha fatto. E cioè che le parole fan più male delle botte. Va bene così”.

    Soddisfazione anche per la presidente della Camera Laura Boldrini: “È una bella giornata per il Parlamento. Abbiamo mantenuto una promessa, dando uno strumento utile a chi deve aiutare i nostri fogli a proteggersi” ha dichiarato. Promette un impegno serio da parte del Ministero della Pubblica Istruzione, la ministra Valeria Fedeli “a partire dalla scuola, luogo principale di formazione, di inclusione e accoglienza”.

    Le parole fanno più male delle botte: l’ultimo messaggio di Carolina Picchio

    Oggi che esultiamo la nascita della legge sul cyberbullismo in Italia vogliamo ricordare come ammonimento le ultime parole di Carolina Picchio, prima di farla finita.

    “Volevo solo dare un ultimo saluto. Perché questo? Beh, il bullismo, tutto qui. Le parole fanno più male delle botte, cavolo se fanno male”.

    Dolcetto o scherzetto?