Cyberbullismo: il Senato approva il ddl per contrastare il fenomeno in aumento

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    Cyberbullismo: il Senato approva il ddl per contrastare il fenomeno in aumento

    L’Aula del Senato approva praticamente all’unanimità, con 224 sì, un solo no e 6 astenuti, il disegno di legge che punta a contrastare il fenomeno del cyberbullismo.

    E’ una versione “corretta” di quello che venne approvato a Palazzo Madama il 20 maggio del 2015, ma che questa volta distingue tra minore coinvolto e adulto e ha introdotto significative novità. Il ddl ora dovrà tornare all’esame della Camera per l’approvazione definitiva.

    Il decreto prevede sostanzialmente misure di prevenzione e di educazione nelle scuole sia per le vittime, sia per i “bulli”. Tra le novità verrebbe introdotta la facoltà per il minore, anche senza che il genitore lo sappia, di chiedere direttamente al gestore del sito l’oscuramento o la rimozione della “cyber aggressione”. E nel caso la richiesta venisse ignorata, la vittima, stavolta con il genitore informato, potrà rivolgersi al Garante per la Privacy che entro 48 ore dovrà intervenire.

    Il cyberbullismo è un fenomeno in crescita

    Un fenomeno in crescita, aumentato dell’8%. Il sexting, la condivisione di video o immagini a sfondo sessuale coinvolge un minore su 4. Un fatto pericoloso, visti anche i casi di cronaca, che spesso finiscono in tragedia: come non pensare subito al suicidio di Tiziana Cantone. Questi sono alcuni dei dati allarmanti emersi nel seminario promosso da Regione Lombardia ‘Parlare di sexting a scuola. Un fenomeno da monitorare’, dove è intervenuto anche il padre di Carolina Picchio riconosciuta come prima vittima di cyberbullismo. L’allora 14enne si uccise lanciandosi dal balcone per la vergogna di un suo video a sfondo sessuale diffuso in rete. Paolo Picchio ne ha approfittato anche per dire ai giovani vittime di cyberbullismo: “parlatene con qualcuno, non isolatevi e recuperate la vostra autostima”.

    Il disegno di legge istituisce anche un Tavolo tecnico interministeriale presso la Presidenza del Consiglio con il compito di coordinare i vari interventi e di mettere a punto un Piano integrato contro il bullismo via web. E aggiunge la “procedura di ammonimento” proprio come nella legge anti-stalking: il “bullo” over 14 sarà convocato dal Questore insieme ai genitori e gli affetti dell’”ammonimento” cesseranno solo una volta maggiorenne. L’appoggio dell’istituzione scolastica in questo percorso non mancherà: ogni scuola dovrà nominare tra gli insegnanti un addetto al contrasto e alla prevenzione del “cyberbullismo” che potrà avvalersi della collaborazione delle forze dell’ordine.

    Ora si attende la quarta lettura alla Camera.

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    Reazioni positive

    E all’unanimità sono stati anche i commenti positivi sul ddl. La ministra per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro parla di “passo importante” visto che “un uso distorto della rete da parte di un singolo o di un gruppo di persone può portare, se indirizzato verso un minore, a conseguenze tragiche”. Per Save The Children il ddl è “una risposta concreta”, e soddisfatta anche la ministra dell’istruzione Valeria Fedeli perché “finalmente si affronta in modo deciso un fenomeno spesso sottostimato”. Una proposta che ha trovato d’accordo l’opposizione. Solo una piccolissima parte di politici non ha gradito: per i senatori di “Idea” Carlo Giovanardi e Gaetano Quagliariello così “si vuole imporre la teoria gender nelle scuole”.

    Il fenomeno del cyberbullismo è sempre più preoccupante anche per la deriva che sta investendo i social: stanno proliferando gruppi Facebook dove si condividono foto e immagini femminili hot, rubando dai profili di ragazze ignare immagini normali che vengono eroticizzate. Ci auguriamo che il decreto, se passerà alla Camera, riesca ad arginare anche quest’altra forma di cyberbullismo.