Natale 2016

Cosa sono le smart city: appunti per un futuro sostenibile

Cosa sono le smart city: appunti per un futuro sostenibile
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    Cosa sono le smart city: appunti per un futuro sostenibile

    Sentiamo parlare sempre di più sui media del concetto di ‘città intelligente’: ma che cosa sono le smart city esattamente? Cosa intendono gli esperti quando parlano di progetti di sviluppo sostenibile legati al futuro delle nostre città? Proviamo ad analizzare in profondità le sue caratteristiche peculiari. La definizione generica indica di fondo l’insieme delle strategie di pianificazione urbanistica finalizzate all’ottimizzazione e all’innovazione dei servizi pubblici, in cui giocano un ruolo fondamentale le nuove tecnologie della comunicazione, usate per mettere in relazione le infrastrutture materiali delle città con il tessuto sociale che le abita. Numerosi studi sociologici hanno dimostrato il sostanziale fallimento della metropoli intesa come abbiamo fatto fino ad oggi, con delle periferie ghetto che sono diventate luoghi di emarginazione sociale e degrado, terreno di frattura e contrapposizione rispetto al centro, senza contare che la crescita indiscriminata ha portato ad un aumento esponenziale di cemento a danno dell’ambiente circostante, i cui guasti li stiamo scontando oggi che siamo in balia dei cambiamenti climatici. Città ben poco intelligenti quindi, e per invertire la rotta le parole d’ordine sono mobilità, efficienza energetica, nuove tecnologie, allo scopo di migliorare la qualità della vita e soddisfare le esigenze di cittadini, imprese e istituzioni.

    Si può definire smart city quella realtà urbana che attua investimenti in infrastrutture di comunicazione tradizionali e moderne basandosi sull’efficienza energetica e lo sviluppo sostenibile, in cui economia ed ambiente non sono più visti come nemici, ma come alleati per garantire una migliore qualità della vita ai suoi abitanti. I settori importanti di una smart city sono:

    - Economia intelligente
    - Ambiente intelligente
    - Mobilità intelligente
    - Persone intelligenti
    - Vita intelligente
    - Governance intelligente

    Il progetto di smart city si fonda dunque su questi assi ed è non solo teorizzato, ma anche applicato praticamente nello sviluppo delle metropoli a livello mondiale. La direzione intrapresa è quella di una maggiore attenzione al capitale sociale ed umano rispetto alle teorie del passato, e lo strumento per ottenere questo obiettivo sono i nuovi mezzi digitali e l’economia che li sfrutta, riqualificando quelle periferie abbandonate a sé stesse che da Parigi a Rio, da Roma a Londra o New York, connotano la vita quotidiana delle metropoli mondiali. Ed anche in Italia non mancano progetti legati al concetto di smart city: se le parole chiave di una smart city sono dunque innovazione, sostenibilità, efficienza energetica e riqualificazione delle periferie, rientrano in questo ambito anche i progetti Futur-E targati Enel, che, dal Piemonte alla Calabria, puntano sulla riqualificazione degli impianti energetici, ex fabbriche, nell’ottica di un mondo sempre più interconnesso in cui le nuove forme di produzione e consumo rendono a dir poco obsoleto il modello esistente: da nord a sud, la mappa degli impianti italiani verrà drasticamente rivista individuando nuove destinazioni d’uso in base alle esigenze e le necessità di ogni singolo contesto territoriale. Questo è uno dei molteplici esempi in cui si può dirigere lo sviluppo sostenibili delle città del futuro, combinando l’avanguardia tecnologica con la necessaria attenzione per l’ambiente, quell’attenzione che in passato è stata a dir poco lacunosa e carente.

    L’utopia futura su cui si basa il concetto di smart city vede la metropoli un luogo sempre più complesso dal punto di vista tecnologico, ma al tempo stesso accessibile ad ogni cittadino e capace di garantire un equilibrio con l’ambiente circostante.

    Certo non basta sviluppare un rete wi-fi per dichiarare quella città intelligente: il cammino è appena all’inizio, e dove ci porterà lo scopriremo negli anni. Ma chi ha elaborato tali strategie urbanistiche possiede un’innata fiducia nel progresso tecnologico, capace di offrire nuove prospettive non solo dal punto di vista comunicativo, ma in tutti gli ambiti della quotidianità cittadina, l’illuminazione delle strade, la raccolta dei rifiuti, la distribuzione delle merci, la mobilità, in breve tutto l’insieme quindi dei servizi necessari per una qualità della vita cittadina più elevata. È chiaro che tanti piccoli fattori vanno integrati per fare in modo che la città del futuro sia davvero una smart city: che senso ha, solo per fare un esempio, avere un’app sul telefonino che ti informa sull’orario dei bus, se il trasporto pubblico è complessivamente scadente come servizio? La tecnologia ha un costo, ma i benefici che si ottengono dal suo utilizzo sono molto elevati se messi a disposizione appunto in maniera intelligente, in cui far convivere l’uomo e la natura, dal centro alla periferia. Spetta all’impegno di noi tutti, governanti, imprese e cittadinanza attiva, fare in modo che il futuro sostenibile promesso non resti utopia ma diventi davvero l’alba di una nuova era nel modo di concepire la nostra quotidianità.

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