Cos’è il Carosello, il format della tv degli anni 60

da , il

    Cos’è il Carosello, il format della tv degli anni 60

    Il 3 febbraio compie 60 anni il Carosello ovvero l’antesignano dei moderni spot di oggi, che ha scandito le serate di adulti e bambini dal 1957 sino al 1977. Sono stati 20 anni in cui il format della tv degli anni 60 è entrato nelle case degli italiani: alle 20.50 su l’allora unica rete televisiva in Italia, Programma Nazionale (in seguito su Rete 1) tutti si mettevano comodi a guardarlo. Solo 10 minuti ogni giorno, ma che sono rimasti impressi nella memoria. E non solo, scandiva il ritmo della giornata: famosa la frase che veniva detta ai nostri genitori “dopo Carosello tutti a letto”. Ma cos’è Carosello di cui tutti abbiamo sentito parlare?

    L’idea del programma era semplice: c’erano dei messaggi pubblicitari che però erano accompagnati da brevi episodi teatrali, musicali o da cartoni animati, insomma veri e propri sketch. Ogni scenetta doveva essere breve, efficace e comprensibile da tutti, per questo si usava un linguaggio semplice, diretto e vicino alla cultura popolare. Erano come mini-film i cui personaggi, il linguaggio e le espressioni, sono diventati patrimonio della cultura popolare italiana. Carosello chiuse il giorno di Capodanno del 1977, dopo essere andato in onda 7261 volte.

    GUARDA LA PUBBLICITA’ DI ANNI FA CHE FECE IMPAZZIRE I BAMBINI

    Il nuovo modo di fare pubblicità di Carosello

    La tv italiana, nata da poco ( la data ufficiale è il 1954), non aveva mai trasmesso la pubblicità ed ora che la società italiana si apriva al consumismo, Carosello si adattava perfettamente. Forniva pratici consigli per gli acquisti, mentre il boom economico prometteva sogni da realizzare. La firma era d’autore: registi di rango come Fellini, Pasolini, Sergio Leone, i maghi dell’animazione che fondarono un genere e crearono personaggi indimenticabili. Un esempio? Il Caballero e Carmencita, due pupazzi bianchi di carta protagonisti di una storia d’amore western, la cui conquista-premio è il caffè Paulista e come dimenticare Calimero. Il piccolo pulcino nero sporco perché caduto nella fuliggine, tanto da non essere riconosciuto nemmeno dalla madre. Grazie al detersivo pubblicizzato, Ava, torna ad essere bianco, lindo e contento.

    carmencita e caballero

    Ancora più memorabili i nomi dei divi che hanno prestato la loro immagine ai piccoli sketch andati in onda in quel ventennio. Macario, Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello, Mike Bongiorno e le popolarissime gemelle Kessler. Ma anche grandi protagonisti della canzone, come Mina, che ha prestato il suo volto alla Barilla, Patty Pravo, Rita Pavone, Renato Carosone, Fred Buscaglione e molti altri.

    mike bongiorno carosello

    Carosello funzionerebbe anche oggi

    Per molti, quegli spot sarebbero efficaci anche oggi: per il pubblicitario Cesare Casiraghi “sono davvero intramontabili: se venissero riutilizzati oggi, sessant’anni dopo, sarebbero comunque super efficaci. Pensate al successo di Gringo-Montana, riproposto ancora in questi giorni, soltanto un po’ rinfrescato”.

    Insomma Carosello intratteneva, forniva un momento di divertimento e di allegria, raccontava storie in cui si narrava un fatto, con una sua trama e dei personaggi precisi, e solo alla fine compariva il marchio o il prodotto. Non c’erano i social network, ma a quel tempo era, possiamo dire oggi, virale: tutti ne parlavano, ripetevano le frasi, affetti da una sorta di “sindrome di Carosello”.

    Questo è il motivo per cui un’intera generazione di italiani lo ricorda con affetto, come il compagno dell’infanzia.