Coppia dell’acido, pg in Cassazione: “Affidare il bambino ai nonni materni”

Secondo il procuratore generale, il figlio di Alexander Boettcher e Martina Levato, in carcere dal 2014 per le aggressioni con l’acido, può essere affidato ai nonni materni, che sarebbero idonei. La Corte d’appello di Milano, nel marzo scorso, ne aveva confermato l’adottabilità, confermando quanto stabilito dal Tribunale dei Minori.

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    Coppia dell’acido, pg in Cassazione: “Affidare il bambino ai nonni materni”

    Il pg della Cassazione chiede che venga revocata l’adottabilità del figlio della ‘coppia dell’acido’. Il bambino, nato dalla relazione tra Alexander Boettcher e Martina Levato (in carcere dal 2014), secondo quanto disposto dalla Corte d’appello, a conferma delle disposizioni del Tribunale dei Minori, era stato ritenuto adottabile. Il Comune di Milano chiede che le richieste dei familiari vengano respinte.

    Pg della Cassazione: “Revocare l’adottabilità”

    “Ogni bambino ha diritto a crescere nella famiglia dove è nato”: con queste parole, il pg della Cassazione, Francesca Ceriani, chiede la revoca dell’adottabilità del figlio di Martina Levato e Alexander Boettcher, la ‘coppia dell’acido’, in carcere dal 2014 per le gravissime condotte ascritte. Secondo il procuratore generale, i nonni materni del minore sarebbero idonei a crescerlo.

    Il Comune di Milano chiede di respingere le istanze di affidamento

    Il Comune di Milano, costituitosi in Cassazione tutore del bambino, chiede il respingimento delle istanze di affidamento avanzate dai familiari, nonni compresi.

    La Corte d’appello di Milano, nel marzo scorso, aveva confermato le disposizioni di adottabilità del piccolo. La Cassazione è chiamata ora ad esprimersi sul ricorso presentato dai genitori. Se la tesi del pg e il ricorso venissero accolti, la decisione del Tribunale di Milano verrebbe annullata.

    A supporto della posizione del Comune di Milano, il legale dell’ente precisa che, pur rispettando l’importanza della figura dei nonni, l’impegno che intendono assumersi con un eventuale affidamento del nipote è “sproporzionato alle loro forze”, considerata anche l’evidenza della loro età e il fatto che i genitori del bambino (causa la pena a lungo termine) non subentreranno presto nella crescita del figlio. Inoltre, sostiene l’avvocato del Comune, il tenore delle aggressioni condotte dai due condannati sottintende un “deficit di senso civico” che sarà possibile colmare, forse, con un percorso rieducativo “lungo e dall’esito incerto”.

    Le motivazioni dell’istanza di revoca dell’adottabilità

    Il pg prosegue con le motivazioni addotte per l’ottenimento della revoca di adottabilità, indicando nel procedimento avverso il quale è stato fatto ricorso una sostanziale violazione dei diritti del bambino: “Dare in adozione il loro figlio equivarrebbe a una non consentita operazione di genetica familiare, come se il piccolo fosse nato con una macchia”.

    E ancora, il magistrato, nella sua requisitoria, aggiunge: “La legge contempla l’affidamento quando ci sono rapporti significativi”, precisando che nella fattispecie occorre dare l’opportuna valenza al fatto che i nonni materni del minore hanno avuto con lui 46 incontri, “senza mancare mai ad un appuntamento – prosegue il procuratore generale – e chiaramente la significatività del rapporto deve essere calibrata rispetto al fatto che si tratta di un neonato”.