Contraccezione: i metodi naturali sono affidabili?

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    Secondo un sondaggio effettuato dalla Sigo (Società italiana ginecologia ed ostetricia) il 30 % delle donne italiane non utilizza contraccettivi, mentre il 20 % si affida a metodi naturali. Sono senza dubbio più adatti alle coppie stabili e il loro grado di affidabilità e sicuramente più basso di quello garantito dai metodi contraccettivi come preservativo, pillola o spirale.

    I metodi naturali sono affidabili per le donne che hanno un ciclo regolare; nel caso si abbiano cicli mestruali irregolari, è meglio lasciar perdere e affidarsi ad una contraccezione più sicura.

    Anche durante l’allattamento bisogna utilizzare altri metodi: il preservativo o la spirale, seguendo il parere del proprio ginecologo.

    Quali sono i metodi naturali? Tutti conosciamo quelli più “tradizionali”: il coito interrotto (considerato dagli esperti il meno affidabile in assoluto) e Ogino-Knaus (o più semplicemente metodo del calendario). Pare che il coito interrotto fallisce nel 40 % dei casi, mentre Ogino-Knaus nel 30 %.

    Altri metodi naturali sono i seguenti:

  • Temperatura basale

  • Picco dell’Lh urinario

  • Billings

    Il metodo della temperatura basale consiste nel misurarsi la temperatura interna per almeno tre mesi. Si noterà che nel periodo dell’ovulazione la temperatura si alzerà leggermente rispetto agli altri giorni. Esiste in farmacia un kit, che ha un’affidabilità del 95 % per la misurazione della temperatura basale.

    Il metodo del picco dell’Lh urinario si basa sulla rilevazione della presenza di un ormone nelle urine. Anche per questo esiste un kit in commercio, composto da stick monouso che vanno utilizzati per 8 giorni al mese. Anche questo ha un’affidabilità del 95 %.

    Il metodo Billing, detto anche “del muco cervicale” è meno affidabile: si basa sull’osservazione del muco cervicale. Durante l’ovulazione, infatti, diventa più abbondante, chiaro e viscoso. Quindi, in teoria, il periodo fertile dovrebbe iniziare con la comparsa del muco. Questo metodo ha una percentuale di insuccessi pari al 30 %.