Condannati a morte gli assassini di Farkhunda, la giovane afghana uccisa per blasfemia

Condannati a morte gli assassini di Farkhunda, la giovane afghana uccisa per blasfemia
da in Cronaca
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    Condannati a morte gli assassini di Farkhunda, la giovane afghana uccisa per blasfemia. Barbaramente uccisa da una folla delirante, la 27enne afghana Farkhunda è l’ennesima vittima dell’estremismo islamico. Assassinata a calci e colpi di bastone da una folla impazzita, che l’accusava di aver bruciato alcune pagine del Corano. Un’accusa che si è rivelata ben presto infondata, scatenando la reazione di numerosi attivisti per i diritti umani. Tra questi parecchie donne, che hanno accompagnato il feretro della ragazza fino al cimitero, portandolo in spalla, privilegio concesso solo agli uomini. Da quel terribile episodio di tempo ne è trascorso e ora, il tribunale di Kabul, ha condannato a morte i suoi assassini: Zain-ul-Abedin, Mohammad Yaqoob, Mohammad Sharif e Abdul Bashir.

    Il tribunale di Kabul ha condannato a morte i 4 assassini di Farkhunda, la giovane afghana affetta da problemi psichici che era stata uccisa, il 19 marzo, a calci e colpi di bastone, poi data alle fiamme. Il presidente afghano Ashraf Ghani aveva deciso di fare chiarezza visto che la ragazza era risultata da subito innocente. Il Ministero dell’Interno aveva, a suo tempo, sospeso per negligenza 13 funzionari e adesso, a sorpresa, arriva la condanna a morte dei 4 imputati accusati di omicidio e l’incarcerazione a 16 anni di altri 8 imputati. La sentenza del tribunale di Kabul, chiamato ad esprimersi in merito al coinvolgimento di altre 19 persone, è prevista per sabato.

    Il suo nome era Farkhunda, una giovane afghana vittima dell’estremismo islamico, in nome del quale è stata uccisa a calci e bastonate da una folla delirante. E’ successo pochi giorni fa a Kabul: l’accusa, aver bruciato alcune pagine del Corano. La ragazza è risultata innocente, anche se un’eventuale colpevolezza non avrebbe certo giustificato la sua uccisione. Innocenza comprovata da indagini successive, che ha portato all’arresto di 13 persone, tra cui 8 poliziotti.

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    Inferociti per l’accaduto sia gli attivisti afghani per i diritti umani che gran parte della popolazione. E sono state proprio le attiviste ad aver portato in spalla il feretro di Farkhunda fino al cimitero, sfidando la tradizione, trattandosi di un diritto concesso ai soli uomini. Durante il percorso, a proteggerle dalla furia degli ultra-conservatori, è stata la popolazione stessa, facendo da barriera umana. Il religioso islamico Ayaz Niazi, che aveva definito il linciaggio “un atto giustificato”, è stato allontanato dai funerali su richiesta della famiglia della ragazza.

    Nel frattempo è aumentato il risentimento verso le forze dell’ordine, accusate di non essere intervenute durante l’esecuzione. Amareggiati il Ministro dell’Interno Norulhaq Ulomi, il Ministro degli Affari Religiosi Mohammad Yousuf e il generale Mohammad Zahir, che ha ribadito l’innocenza di Farkhunda: “Farkhunda era completamente innocente, non c’è uno straccio di prova a sostegno delle accuse di aver oltraggiato il Corano”.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Cronaca Ultimo aggiornamento: Mercoledì 06/05/2015 15:43
     
     
     
     
     
     
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