Come sopravvivere a una sbornia dopo i 30 anni

Come sopravvivere a una sbornia dopo i 30 anni
da in Benessere, Donne in Carriera, Pour Paper
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    sbornia

    Prima arriva il dolore. Poi lo smarrimento. Infine la consapevolezza: no, non è il castigo divino per le tue colpe terrene, è il tuo molto terreno soggiornare in prossimità dell’ennesima bottiglia di vino. Non hai più vent’anni e, in una luminosa (troppo luminosa), caotica (troppo caotica) mattinata come tante, hai appena fatto conoscenza con l’Hangover Adulta.

    Quella capace di farti passare tutto in un colpo: dall’illusione del “Vivo Una Vita Innegabilmente Giovane” all’”Oggi Sono A Stento In Vita”.
    A tutte è capitato di finire rantolanti nel bagno della propria migliore amica biascicando un “pecchèèènonmiamapiùùùùùùù, basccctardo”. Ma quello era il passato. Quello era il pre maturità.
    Ora siamo donne indipendenti, di un certo spessore e sicure di noi stesse.
    Forti di un lavoro, un tetto confortevole sotto cui dormire, relazioni interpersonali salde (con amici, uomini, animali, bambini o piante), una serie svariata di responsabilità (verso amici, uomini, animali, bambini o piante) e un guardaroba molto più prezioso di quanto potessimo sognare 20 10 anni fa, non possiamo più permetterci di sgualcire lo Zadig & Voltaire faticosamente conquistato, rovinarci lo shatush fresco fresco di parrucchiere o sbeccare la manicure semipermanente costata mezz’ora di permesso al lavoro.

    Il dolore passerà. I trapani smetteranno di giocare a “celai” con le tue meningi. E sì, sarai di nuovo in grado di ingerire del cibo degno di questo nome. Ma nel mentre assicurati di avere a disposizione occhiali da sole da diva, un correttore molto molto molto efficace e una faccia di bronzo abbastanza convincente per cui il “sono mortalmente nauseata” che avrai inevitabilmente stampato in faccia possa essere fatto passare per un “sono una professionista concentrata”.

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    Metti momentaneamente da parte il senso di colpa e la confusione spazio-temporale del risveglio. Utopicamente hai ancora un lavoro e/o una famiglia e non puoi aver fatto niente di così drammatico (semprechè tu non abbia le mani sporche di sangue).
    Certo, hai solo vaghi ricordi della festa in cui era previsto un tuo comportamento elegante e professionalmente impeccabile e/o irresistibilmente affascinante e vincente, ma l’ansia che ti attanaglia non ti permetterà comunque di incontrare Doc e convincerlo a girare un remake di Ritorno al Futuro.
    La certezza di aver compiuto azioni totalmente inappropriate porta a ricomporre i pezzi in modo arbitrario elaborando teorie sul peggio che avresti potuto fare, teorie che solitamente si rivelano sbagliate, perché in realtà hai fatto di molto peggio. Ma ricorda che gli altri erano fortunatamente messi addirittura peggio. Peggio alla terza, insomma.
    Durante il tuo stato alterato, il tuo subconscio potrebbe aver preso il sopravvento e potresti esserti ritrovata discinta al centro di un locale sentendoti Dita Von Teese e assomigliando invece a un remake di Moira Orfei.

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    Nessun problema: l’importante è sorriderne con classe e disinvoltura e mostrare al mondo che indossando classe e ironia sopra a un tacco 12 qualsiasi donna può affrontare i propri piccoli scivoloni.

    Non sei davvero debilitata (quanto meno non a tempo indeterminato), avrai compromesso le tue funzioni mentali non più del 30% (rimani quindi comunque meglio di un uomo al pieno delle proprie potenzialità) e ti sarai procurata qualche pessima figura con l’altro sesso (quindi probabilmente avrai per una volta fatto centro). Ma ehi, Angelina Jolie ha fatto patti di sangue, baciato il proprio fratello, sgraffignato il marito all’eroina di Friends eppure continua ad apparire orgogliosamente radiosa lo stesso.

    La buona notizia è che ce la puoi fare. Ti sei alzata dal letto, ti sei procurata della caffeina da sola e non hai dovuto chiamare in lacrime la mamma/il tuo ex fidanzato/il portinaio al tuo capezzale dicendo loro che credi di essere diventata cieca. E, cosa più importante di tutte, hai l’esperienza per sapere che l’hai già visto, l’hai vissuto e ne sei sopravvissuta. Consapevolezza: ecco la chiave per affrontare la tua Corrente Vita Adulta con dignità.

    Più svelto di te, il tuo corpo lo sa: rispetto alla prima giovinezza (quella fase in cui sei abbastanza grande per credere di poter bere, ma abbastanza stupida da pensare di saperlo fare), hai molta più consapevolezza di quando devi smettere di bere. Hai il bicchiere davanti, e dentro di te una voce dirà: grazie, ma no, grazie.
    Il tuo corpo lo sa ma si concede parecchi corollari: ci sono circostanze che ammutoliscono la saggia voce del Fantasma dell’Hangover Futuro, impedendogli di dispensare i suoi saggi consigli. Basta una batosta lavorativa, un disastro sentimentale, una lite universale per convincerti (primo bicchiere) che un grillo anziché parlare dovrebbe tacere (secondo bicchiere). O sparire (3/4 bicchiere). O andarsene in giro a saltellare (bottiglia). Che poi saltellare talvolta non è affatto una cattiva idea.
    Il tuo corpo lo sa ma ogni regola ha la sua eccezione. Se il tuo fidanzato ti ha mollata, sei stata licenziata, non ti entrano i jeans che appena un mese fa ti ballavano e tua madre ti ha annunciato che non eri desiderata, beh allora sì, sei autorizzata a concederti una colossale sbornia. Saltellare come un grillo può essere necessario e volte, e nono, non solo dopo i 20 anni, ma davvero ad ogni età.

    A cura di Caterina Maestro

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN BenessereDonne in CarrieraPour Paper Ultimo aggiornamento: Lunedì 04/11/2013 17:09
     
     
     
     
     
     
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