Come riconoscere e combattere lo stress da lavoro

Come riconoscere e combattere lo stress da lavoro
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    Stress da lavoro come riconoscerlo

    Stress da lavoro: tutti diciamo di soffrirne, magari con un po’ di leggerezza, ma non tutte le giornate storte, in cui torniamo a casa nervose e irritate, sono poi conseguenza, o causa di questo problema. A volte è sufficiente dormirci su, magari coccolarci con un bel bagno rilassante o godendoci il nostro film preferito, per ritrovare il naturale buon umore. Le difficoltà, i disagi, i momenti di sconforto in ambito lavorativo, sono normali, così come anche le “arrabbiature” (magari con qualche parola di troppo che vola) e i contrattempi che ci mandano in bestia.

    Il problema sorge quando questa routine diventa un incubo che ci angoscia, ripercuotendosi sul nostro fisico e generando disturbi sia di natura psichica che organica. Oggi parliamo proprio dei segnali d’allarme che ci possono far capire che stiamo andando un po’ più il là, e che, forse, da sole non ce la facciamo più a reggere il peso che ci opprime.

    Stress da lavoro: sintomi

    Della progressione dei sintomi dello stress da lavoro, ci parla il dott. Michele Maisetti, psicologo della Salute Organizzativa, che fa parte del Comitato tecnico scientifico dell’Aias (Associazione Italiana Ambiente Sicurezza). All’inizio, i primi disagi a comparire sono il mal di testa, una certa difficoltà di concentrazione, debolezza fisica, irritabilità e nervosismo, mancanza di motivazione. A questi segnali, si associano, spesso, un aumento della pressione sanguigna e del ritmo cardiaco. “E’ come se non si dormisse da più giorni di seguito – spiega il dott. Maisetti – Successivamente possono comparire disturbi dell’umore, del sonno e anche del comportamento: per esempio si comincia a fare abuso di alcool e farmaci, o si fumano troppe sigarette. A lungo termine si possono manifestare patologie a carico dell’apparato cardiocircolatorio, endocrino o digerente. Esempio classico: l’ulcera”. Come si intuisce facilmente, sottovalutare lo stress da lavoro, trascurando di ascoltare i segnali d’allarme lanciati dal nostro corpo, può avere delle conseguenze anche molto pesanti. Se, al contrario, si interviene subito, è sicuramente possibile evitare di avere ripercussioni sulla nostra salute, oltre che sulla produttività e sulla carriera. Ma vediamo quali sono le possibili cause di questa particolare forma di stress.

    Stress da lavoro: cause

    Le cause più comuni che portano ad una diagnosi di stress da lavoro sono legate ai ritmi di quest’ultimo. Troppe ore di lavoro, dovute magari (come capita spesso di recente) a tagli sul personale, quindi con sostituzioni e straordinari anche molto ravvicinati, e con l’aggravante di una condizione di precariato, possono sicuramente portare ad uno stato di malessere importante. Anche un cambio di direzione ai vertici dell’azienda per cui si lavora e una competitività spinta all’eccesso sono altrettanti fattori di rischio.

    Per chi lavora in ambienti rumorosi, inoltre, pare che l’incidenza di casi di stress sia decisamente superiore alla media. Fabbriche, cantieri, ma anche scuole o edifici nei pressi di fonti acustiche moleste, portano i lavoratori a situazioni di sofferenza molto elevati. Lavori particolarmente usuranti sono poi quelli in cui si è a contatto con persone malate, quindi ospedali, ma anche assistenza geriatrica, ad esempio. Ma anche (ed è spesso il caso delle donne), il non avere i giusti riconoscimenti o l’impossibilità di ricoprire la mansione per cui ci si sente tagliati. La frustrazione dovuta alla mancata valutazione delle proprie competenze genera uno stress che si ripercuote sull’apparato cardiocircolatorio, aumentando anche il rischio di ictus e infarti. In ogni modo, diciamo che anche chi ama la propria attività, in determinate circostanze può diventare vittima di stress, non bisogna mai abbassare la guardia. In questi casi, che fare?

    Stress da lavoro: come combatterlo

    Le prime misure da adottare, se ci si rende conto di essere ai primi stadi di stress da lavoro, è cercare di staccare la spina per un po’. Non necessariamente chiedendo ferie o andando in malattia, ma prendendo le distanze proprio mentre si sta lavorando. Ad esempio, prendendosi le pause giuste, evitando, se si può, di prendersi carico di straordinari, focalizzando costantemente l’attenzione su pensieri positivi e momenti molto piacevoli della propria vita. Fare passeggiate nella natura nei momenti liberi, portandovi un libro rilassante da leggere durante le pause, iscrivendovi ad un corso di yoga. Sembrano tutte sciocchezze, ma in realtà, è proprio cambiando il proprio atteggiamento negativo, che la vita può ricominciare a sorriderci, e il lavoro ad avere meno influenza sulla nostra mente. Ridimensionare può diventare la parola d’ordine. Ma tutti questi buoni propositi, possono non funzionare. Se lo stress peggiora, se la pressione sale, se non dormiamo e l’umore è a terra, se alziamo la voce per un nonnulla, disorientando le persone care, che non sanno più come prenderci, allora abbiamo bisogno d’aiuto. Una psicoterapia può diventare allora necessaria, e non bisogna mai vergognarsi di andare in cura da uno specialista, per noi e per chi ci ama. E per tornare al lavoro più carichi e determinati si prima!

    Per ulteriori info sullo stress e altri problemi legati al lavoro, leggete anche:
    Stress da lavoro, i sintomi
    Come difenderci dal mobbing sul lavoro
    Arrabbiarsi sul lavoro fa bene, ma senza esagerare
    Donne Pensanti: un’arma contro le discriminazioni sul lavoro

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Chiacchiere fra amicheConsigli PraticiLavoroMenteSalute E Benesserestress Ultimo aggiornamento: Mercoledì 06/07/2011 14:43
     
     
     
     
     
     
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