Come cambia l’articolo 18 e cosa succederà ai contratti di lavoro

Come cambia l’articolo 18 e cosa succederà ai contratti di lavoro
da in Donne in Carriera, Lavoro
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    articolo 18 lavoro italia

    Il governo Monti è all’opera per cercare di risanare la situazione italiana sotto tutti i punti di vista, se da un lato c’è stato un incremento delle tasse (a cui ne seguiranno altri) dall’altro si deve fare in modo che il popolo possa lavorare, produrre e vivere dignitosamente. Ieri c’è stato il vertice in cui, il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Elsa Fornero, ha illustrato le sue proposte a Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Vediamo insieme quali sono le proposte della Fornero e le possibili riforme sui contratti di lavoro, che comunque ancora non sono state approvate ma sono in una fase “braccio di ferro”. L’Articolo 18 è molto importante ed ogni minima riforma si riflette su di noi.

    Elsa Fornero ha cercato di trovare una soluzione per rinnovare i contratti di lavoro in modo da rendere più dinamico il mercato, contrastando allo stesso tempo il fenomeno del precariato. I licenziamenti sono una delle questioni più spinose. La proposta della Fornero è di mantenere il diritto al reintegro nel posto di lavoro (presente nell’articolo 18) solo nei casi di discriminazione, per quelli economici invece ha previsto solo un indennizzo. Inoltre nei licenziamenti per motivi disciplinari si pensa di adottare il metodo tedesco, ovvero sarà un giudice a decidere se il lavoratore dovrà essere reintegrato o indennizzato. Il risarcimento in caso di reintegro si potrà applicare solo agli ultimi due anni, quindi se la causa è andata avanti per 3 – 5 o 6 anni, i diritti economici vengono riconosciuti solo per gli ultimi 24 mesi.

    Negli ultimi anni la questione contratti è stata veramente controversa, molti datori di lavoro approfittavano dei tantissimi contratti disponibili per fare il bello e cattivo di tempo dei più giovani, con inquadramenti senza contribuiti e licenziamenti facili, ma anche degli altri dipendenti che a 45 – 50 anni si ritrovavano senza impiego e con una famiglia da mantenere.

    La Fornero ha stabilito che il contratto a tempo indeterminato resterà quello principale a cui tutti devono mirare, a questi se ne aggiungono altri 7 tipi a termine. Il contratto di apprendistato sarà il canale principale di ingresso nel mondo del lavoro, invece per i contratti a termine è prevista una maggiorazione contributiva in modo da avere vantaggi ai fini pensionistici, vantaggi anche per le aziende che potranno recuperare questi soldi nel momento in cui il lavoratore sarà assunto. L’aliquota contributiva versata all’Inps sarà un po’ maggiore anche per i contratti a progetto.

    I nuovi contratti prevedono anche maggiori controlli sulle partite ive di cui si fa uso e abuso. Controlli anche per i contratti part-time che per il job on call che hanno molti vantaggi economici ma che spesso sono usati solo come espedienti per pagare meno. Controlli serrati anche per le associazioni in partecipazione che saranno ridotte a sole 5 persone, compreso il datore di lavoro. Importante anche l’indennità per mobilità che permette un prepensionamento di 4 anni (tramite dei fondi di solidarietà a carico delle aziende) per le persone vicine alla pensione che rischiano di essere licenziate dalle aziende in crisi.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Donne in CarrieraLavoro Ultimo aggiornamento: Lunedì 19/03/2012 10:18
     
     
     
     
     
     
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