Natale 2016

Colloquio di lavoro, domande sulla famiglia: lei non risponde e viene cacciata. La storia di Paola Filippini

Colloquio di lavoro, domande sulla famiglia: lei non risponde e viene cacciata. La storia di Paola Filippini
da in Lavoro
Ultimo aggiornamento:

    Paola Filippini si rifiuta di rispondere sulla sua vita privata, cacciata dal colloquio di lavoro

    La giovane fotografa freelance di Mestre Paola Filippini si è giustamente rifiutata di rispondere a diverse domande riguardanti la sua vita privata durante un colloquio di lavoro con un titolare di un’agenzia immobiliare per la posizione di hostess per il check-in negli affitti turistici ed è stata prontamente respinta senza troppi complimenti! La ragazza si è poi sfogata su Facebook e ha denunciato la sua spiacevole esperienza in un lungo post social che ha fatto subito il giro del web, riaprendo il dibattito pubblico sulla discriminazione delle donne nel mondo del lavoro.

    Un’esperienza davvero deprimente e vile che purtroppo non è capitata solo e per più di una volta a Paola Filippini, ma a tantissime altre ragazze e mamme del nostro Paese. La fotografa veneziana ha però deciso di rendere pubblica la sua storia poiché il terribile e pericoloso binomio discriminazione-sessismo rappresenta ancora una piaga per la nostra società.

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    Pur essendo una fotografa professionista che parla tre lingue, Paola Filippini sta cercando un lavoretto saltuario per arrotondare le sue entrate mensili perché come ha dichiarato lei stessa “non sono ancora abbastanza brava e famosa per vivere di sola fotografia” e pertanto questo colloquio era una ghiotta occasione poiché aveva già maturato esperienza nel recente passato. Ma non è andata affatto bene.

    “Questa mattina sono stata convocata per un colloquio di lavoro presso una nota agenzia immobiliare di Mestre che si occupa anche di affitti turistici – ha scritto qualche giorno fa la fotografa veneziana su Facebook – Sto cercando un lavoretto saltuario per arrotondare perché non sono ancora abbastanza brava e famosa per vivere di sola fotografia, quindi mi sono proposta come hostess per check-in per alloggi turistici, un lavoro che ho già fatto per tanti anni. Lui, l’egregio Dott. M.M. si presenta all’appuntamento con 30 minuti di ritardo. Non fa niente. Ha una maglia verde lega – ha proseguito -, ma mi astengo da pregiudizi. Entro nell’agenzia, e dietro di me, sulla porta, un signore che parla poco l’italiano chiede di poter entrare a chiedere un’informazione. Lui, l’egregissimo M.M., lo secca con un: Torna dopo!. Soppesando il suo grado di educazione e professionalità, lo seguo verso il suo ufficio. Mi fa accomodare alla sua scrivania, ma non si presenta, non mi da la mano, non si scusa del ritardo, mi da del tu. Questa cosa mi da fastidio, ma anche qui passo oltre”.

    Paola Filippini la denuncia social sul colloquio di lavoro

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    Dopo le classiche domande sull’età e sulla residenza, il titolare dell’agenzia ha chiesto subito: “Sei sposata? Convivi? Hai figli?”. Paola si è rifiutata di rispondere, scatenando l’ira dell’esaminatore: “Allora ti puoi anche accomodare fuori, per me il colloquio finisce qui”. La ragazza ha chiesto spiegazioni, ma lui ha asserito: “Devo sapere se sei sposata e se hai figli, perché questo determina la tua disponibilità lavorativa”. Paola gli ha fatto correttamente notare: “Mi scusi Dottore, ritengo che la mia disponibilità lavorativa esuli dalla mia condizione privata.

    Se vuole sapere quanto e quando posso lavorare, mi può semplicemente chiedere qual’è la mia disponibilità oraria”. Lui furibondo l’ha cacciata: “Io chiedo quello che mi pare, e se non vuoi rispondere non posso darti il lavoro. Ora te ne puoi anche andare”.

    Paola Filippini sfogo social

    Paola Filippini ha poi concluso il suo post social: “E’ offensivo, è bruttissimo, è una VIOLENZA. Perchè non importa se hai studiato, se hai lavorato tanti anni, se hai fatto gavetta, se hai un bel cv. Importa se hai figli. Perché se li hai, è meglio che tu stia a casa ad allattarli. Ho scritto questo fatto su Facebook, e lo racconterò a tutti. Perché le donne devono sapere che non si devono mai abbassare a queste offese, e gli uomini devono sapere che esistono tanti uomini di merda a questo mondo. Proprio ieri ne parlavo con alcuni colleghi, fatalità oggi mi è successo, di nuovo. Ho perso la possibilità di un lavoro – ha proseguito -, ma non mi importa niente. Ho salvato la mia dignità, ho mantenuto la mia privacy. La condizione della donna al giorno d’oggi è ancora molto difficile. Sappiatelo tutti”.

    Paola Filippini ha fatto benissimo a non rispondere alle domande intime e private sulla sua vita familiare e sentimentale poiché lo prevedono l’articolo 8 dello Statuto dei lavoratori, le direttive comunitarie sulle pari opportunità e il Codice della privacy.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Lavoro

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