Natale 2016

Chiesa San Cipriano d’Aversa, cartello shock: la donna in minigonna non è una buona cristiana

Chiesa San Cipriano d’Aversa, cartello shock: la donna in minigonna non è una buona cristiana
da in Attualità, Cronaca bianca
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    Chiesa San Cipriano d’Aversa, cartello shock: la donna in minigonna non è una buona cristiana

    Il cartello shock posto fuori della Chiesa di San Cipriano d’Aversa (Caserta) sta creando una vera e propria polemica mista ad incredulità per ciò che riporta: la donna che entra nel santuario in minigonna manca di rispetto al Signore e non è una buona cristiana. Sulle regole d’abbigliamento niente di strano, poiché tutte le chiese impongono un minimo di decoro. Quello che ha suscitato scandalo, polemica ed indignazione sarebbe la motivazione. Nel cartello, come riporta il sito interno18.it, si dice infatti che una donna con la gonna corta, pantaloni stretti o abiti scollati non solo non è una buona cristiana, ma degrada se stessa e induce in tentazione gli uomini.

    Il manifesto esordirebbe con la seguente frase: ”Verranno delle mode che saranno la rovina delle anime”. Un monito che quasi fa tremare, se non fosse che porta la “firma”, quasi fosse una citazione, della Madonna di Fatima. Il che potrebbe suscitare qualche ilarità. Non per mancanza di rispetto, ma perché suona diciamo alquanto improbabile, e strano che sia stata la Vergine Maria a mettere in relazione la rovina dello spirito con una gonna femminile. Si perché tali imposizioni si rivolgono solo al pubblico femminile. Un avviso dai toni chiaramente sessisti che non terrebbe conto dell’abbigliamento maschile: gli indumenti incriminati sono solo infatti la minigonna, i pantaloncini e abiti trasparenti e scollati.

    Sulla polemica è intervenuto, come riporta interno18.it, Sergio Cavaliere, del gruppo “Laici, libertari, anticlericali” con toni di ferma condanna. Cavaliere dichiara: “La colpevolizzazione delle donne è una tecnica giustificatoria di molti crimini a danno delle donne [...] ancora oggi la provocazione della vittima è richiamata come giustificazione o come attenuazione delle responsabilità di chi abusa, chi fa atti persecutori, di chi usa violenza”. Nel cartello sarebbe scritto che la donna è “responsabile delle tentazioni che provoca in chi la guarda”.

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    L’accusa si conclude con: “la presunzione che la donna debba essere morigerata persino nei costumi è l’eredità di una cultura ecclesiale che vede nell’uomo l’unico protagonista della vita pubblica. L’uomo capo di famiglia e l’uomo sacerdote. La causa di tanti drammi familiari la vediamo ancora oggi nei nostri paesi, dove circola privatamente un video che ritrae una donna in intimità col proprio compagno. Il suicidio di Tiziana Cantone non ha insegnato niente”.

    L’avviso sarebbe appeso all’interno del Santuario Mia Madonna Mia Salvezza conosciuto anche come il Tempio, al confine tra il territorio di Casapenna e San Cipriano d’Aversa, nel casertano. Si troverebbe nel luogo sacro da tanti anni, ma evidentemente è stato notato adesso grazie alla protesta dei fedeli che ogni giorno si recano a messa.

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