Natale 2016

Chiara Insidioso Monda, lanciata una petizione per trovarle una casa

Chiara Insidioso Monda, lanciata una petizione per trovarle una casa
da in Cronaca, Violenza sulle donne
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    Chiara Insidioso Monda è attualmente ricoverata nell’istituto di riabilitazione al Santa Lucia, ma tra venti giorni sarà dimessa e trasferita in un ospizio. Il popolo del web non ci sta e ha lanciato una petizione per dare una vita dignitosa e una casa alla ragazza romana massacrata di botte dal compagno Maurizio Falcioni il 3 febbraio 2014. La lodevole iniziativa è stata promossa dall’associazione Telefono Rosa con un appello rivolto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al presidente del Consiglio Matteo Renzi, al ministro della Salute Beatrice Lorenzin e al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. L’hashtag #UnacasaperChiara sta invadendo la Rete.

    “Chiara è una delle poche donne sopravvissute al femminicidio in una condizione di grave danno fisico e psichico – si legge nella petizione promossa da Telefono Rosa -, un caso che lo Stato italiano non può ignorare o ricordare solo in maniera formale, ma su cui ha l’obbligo di intervenire con una compensazione economica che garantisca un accesso agevolato a forme di assistenza ai fini della riabilitazione e di reinserimento a una vita il più possibile normale. Per questo – continua Telefono rosa – chiediamo che lo Stato, attraverso i suoi soggetti istituzionali, si faccia immediatamente carico di una soluzione adeguata e idonea alla situazione di Chiara, agendo in totale e autentico sostegno per lei e per la sua famiglia. Chiediamo inoltre che il governo si impegni perché vengano create le condizioni economico-legislative affinché la Convenzione di Istanbul, nella sua totalità, venga applicata e divenga l’indispensabile strumento di contrasto alla violenza di genere”.

    La petizione #UnacasaperChiara è stata lanciata dalla presidente Gabriella Carnieri Moscatelli ed è presente sulla piattaforma change.org. Il padre della ragazza Maurizio Insidioso è distrutto: “Ci aspettavamo un sostegno visto che i medici ritengono che per Chiara la soluzione migliore sia la casa. Ma da noi non entra neanche la carrozzella in ascensore. E siamo in affitto, le cure costano. La struttura dove sarà trasferita ha tutto il mio rispetto – ha aggiunto -, doveva andarci già 7 mesi fa poi ha fatto dei miglioramenti, non sta più con la bocca aperta a guardare il soffitto. Temo solo che possa fare passi indietro a livello medico, non potrà usufruire delle terapie che le hanno permesso progressi”. Una petizione importante e significativa che vi invitiamo a firmare.

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    Chiara Insidioso Monda è stata brutalmente aggredita e picchiata dal fidanzato, l’operaio Maurizio Falcioni, nello scantinato dove vivevano a Casal Bernocchi il 3 febbraio 2014. La ragazza è subito finita in coma. E’ stata inizialmente trasportata in fin di vita all’ospedale Grassi di Ostia e il giorno seguente è stata trasferita al San Camillo. L’uomo è stato arrestato e portato in carcere. Dopo 10 mesi, la ragazza è uscita dal coma ed è passata a uno stato di minima coscienza. Il 19 dicembre 2014, Maurizio Falcioni è stato condannato a 20 anni di reclusione con il gup Giacomo Ebner che ha riconosciuto l’aggravante della continuazione del reato di tentato omicidio e maltrattamenti.

    Durante il processo d’appello che si è svolto il 5 novembre 2015, Maurizio Falcioni ha ottenuto quattro anni di sconto ed è stato pertanto condannato a 16 anni. “Che l’imputato abbia chiesto scusa in udienza – ha detto la mamma della vittima dopo la sentenza – conta poco, lui uscirà fra 16 anni dal carcere, Chiara invece è condannata a vita”. Una sentenza shock che ha indignato i famigliari di Chiara e l’opinione pubblica italiana. Il padre di Chiara Insidioso Monda ha accusato un malore e si è poi sfogato sul suo profilo Facebook: “Oggi mi piacerebbe avere la possibilità di sapere che potrei portarti via da questa Italia. Bruciare la mia carta d’identità sarebbe un sogno. Io non mi sento rappresentato più da nessuno in questo paese. Si fanno ricorrenze, si fanno salotti e si parla di violenza sulle donne, ma al dunque chi fa del male a una donna ne esce sempre meglio di chi è vittima”. In una lettera indirizzata alla figlia, il padre ha spiegato di essere profondamente deluso dal sistema di giustizia italiano: “Cara Chiara, oggi sono stato affianco a colui che ti ha ridotto cosi per sempre. Lo sai oggi sei stata oltraggiata da lui…dal suo avvocato e dai giudici che non hanno coraggio…Chiara …L’ITALIA è un paese dove non c’è dignità e oggi in quell’aula si parlava solo del modo in cui riabilitare al mondo quel verme di Falcioni…nessuno ha mai pensato a come sei e sarai per sempre ridotta e abbandonata…lui ha ricevuto un bellissimo sconto che lo aiuterà a tornare presto a fare la sua vita”.

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    Amareggiati e delusi anche gli avvocati della vittima. “Siamo dispiaciuti per la riduzione della condanna a Falcioni. Noi purtroppo adesso possiamo fare molto poco. Certo, presenteremo istanza alla procura per sollecitare la presentazione del ricorso per Cassazione – ha dichiarato l’avvocato Massimiliano Santaiti – Purtroppo la Corte d’appello non ha avuto il coraggio di dichiarare inammissibile l’appello proposto, in quanto avevamo segnalato che era una semplice enunciazione sterile di qualche motivo, senza andare a fondo della vicenda. Adesso aspettiamo comunque di conoscere le motivazioni della sentenza”.

    Questa è soltanto l’ennesima sentenza shock della magistratura che umilia e avvilisce ancora di più le vittime della violenza sulle donne.

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