Chi sono le vittime e i dispersi dell’attentato di Manchester al concerto di Ariana Grande

L'attentato alla Manchester Arena ha provocato almeno 22 morti, tra cui anche alcuni bambini, e almeno un centinaio di feriti. Alcune persone, che si trovavano al concerto della pop star Ariana Grande, risultano disperse e sono stati attivati tutti i protocolli di ricerca.

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    Chi sono le vittime e i dispersi dell’attentato di Manchester al concerto di Ariana Grande

    LaPresse

    Vittime e dispersi nell’attacco di Manchester al concerto di Ariana Grande: sono 22 i morti e almeno 120 i feriti, mentre le autorità hanno attivato tutte le procedure utili a reperire informazioni sulle persone che mancano all’appello. Tantissimi teenagers tra il pubblico, molti di loro feriti da frammenti metallici presumibilmente riconducibili all’ordigno esploso all’arena. L’attacco sarebbe stato compiuto da un kamikaze ed è stato rivendicato dall’Isis. Si tratta del peggiore dopo quello del 7 luglio 2005 che provocò 52 morti e circa 700 feriti: allora furono 4 gli attentati suicidi in serie, condotti da altrettanti terroristi islamici. Molte delle vittime di Manchester presentano ferite agli arti inferiori, con alcuni segni ascrivibili a chiodi e gravissime lesioni dovute all’esplosione.

    Attacco a Manchester: bambini tra le vittime dell’esplosione

    Il capo della polizia di Great Manchster, Ian Hopkins, ha reso noto, poche ore dopo la strage di Manchester, che anche alcuni bambini sono tra le vittime dell’attacco al concerto della Manchester Arena. Le stime parlano di almeno tre bimbi, e si tratta di un dato che potrebbe subire ulteriori, drammatici aggiornamenti dopo l’identificazione di uno di loro. Nella violenta esplosione avvenuta nei pressi delle biglietterie intorno alle 22:30 ora locale (le 23:30 in Italia), sono rimasti uccisi tanti giovanissimi, che si trovavano nell’arena indoor più grande d’Europa per assistere al concerto della pop star Ariana Grande. Disperazione sui volti dei sopravvissuti che hanno guadagnato l’uscita in mezzo a fumo e sangue: una scena di guerra in un momento di vita quotidiana che, al pari della strage del Bataclan, festeggiava la musica e la spensieratezza.

    La più giovane delle vittime si chiama Saffie Rose Roussos, di Leyland, morta a soli 8 anni nell’inferno di Manchester.

    La prima vittima ad essere stata identificata è Georgina Bethany Callander, 16 anni. Sul suo profilo Twitter aveva postato messaggi di felicità per il concerto del suo idolo, Ariana Grande, in cui, invece, ha perso la vita insieme a tanti giovanissimi.

    I dispersi della Manchester Arena: la disperazione delle famiglie

    E sono tante anche le persone disperse, per cui in queste ore di concitazione si sono attivati tutti i protocolli di ricerca. La polizia, che ha istituito una linea d’emergenza per le segnalazioni, monitora costantemente la situazione. Emergono, intanto, alcuni frammenti di storie personali che si spera possano avere un lieto fine. Una madre cerca disperatamente notizie di sua figlia, ed è il paradigma di questa orribile strage: Olivia Campbell, 15 anni, manca dal momento dell’esplosione, nessuno degli ospedali che hanno preso in carico le vittime ha registrato il suo nome. Il telefono della giovane risulta irraggiungibile, e il suo amico, con cui era andata al concerto, è ricoverato in una delle strutture sanitarie della zona. Su Twitter sua madre ha pubblicato la foto della ragazza nel disperato tentativo di rintracciarla.

    E la storia di Olivia si intreccia con quella di tanti altri giovani di cui non c’è traccia, e per cui sui social si moltiplicano gli appelli. Olivia come Lucy, Martyn, Charlotte, e altri giovani che al momento non hanno fatto ritorno a casa. Sono ore di grande apprensione, mentre i centralini degli ospedali vengono letteralmente presi d’assalto da genitori e amici dei dispersi.

    Mentre alcune delle persone irreperibili, fortunatamente, sono state ritrovate, anche l’Unità di crisi della Farnesina ha attivato le procedure di verifica sull’eventuale presenza di italiani tra le vittime della bomba esplosa a Manchester, in sinergia con l’ambasciata d’Italia a Londra.

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