Chi sono le vittime dell’attentato di Londra

Il duplice attacco terroristico al London Bridge e al Borough Market di Londra ha causato la morte di 7 persone e il ferimento di almeno altre 48, tra cui alcune in gravi condizioni. Una mattanza nella notte londinese: si parla di morte per investimento e sgozzamento. Uccisi i tre attentatori.

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    Sono 7 le vittime dell’attentato di Londra sul London Bridge e nella zona del Borough Market. Molte di loro hanno subito lesioni da arma da taglio, alcune sono state travolte e uccise sul colpo. Numerosi testimoni oculari hanno riferito di “vittime sgozzate” per strada da 3 individui, poi uccisi dal fuoco della polizia. Massacrati senza pietà “in nome di Allah”, questo avrebbero urlato gli assalitori dopo essere scesi dal furgone bianco che ha investito la folla sul London Bridge. I passanti sono stati colpiti in due delle zone più frequentate di Londra, con una sequenza omicida iniziata intorno alle 22.30, ora locale. Scotland Yard al lavoro per individuare eventuali complici del commando, mentre il sangue macchia il voto in una Gran Bretagna che si prepara al cordoglio per le vittime dell’ennesima strage di innocenti.

    Dopo il duplice attentato a Londra nella notte di sabato 3 giugno, la campagna elettorale in vista delle elezioni generali del prossimo 8 giugno è stata temporaneamente sospesa. Tories e Labour lo hanno annunciato poco dopo i fatti, mentre si moltiplicano gli appelli alla cautela e alla calma in tutto il Regno Unito.

    Londra, le vittime del duplice attacco terroristico

    Nell’immediatezza dell’accaduto i primi dati sui feriti sono sembrati subito drammatici: ad essi, in queste ore, si sono aggiunte anche 7 vittime uccise durante gli attacchi sul London Bridge e nei pressi del Borough Market. Gravissime le lesioni riportate: confermato lo sgozzamento di alcuni passanti, con l’uso di coltelli a lama lunga (circa 30 centimetri). Ci sarebbero anche due australiani e due francesi tra i feriti (uno dei quali in condizioni critiche), mentre non ci sono evidenze della presenza di italiani sui luoghi della strage.

    Un neozelandese, Oliver Dowling, è rimasto gravemente ferito al collo, al volto e al torace nell’area del Borough Market. Per lui è stata necessaria l’induzione in coma farmacologico. Si trovava insieme alla fidanzata, Marie Bondeville, rimasta ferita in modo lieve.

    Candice Hedge è la donna australiana ferita alla gola, ma secondo quanto riportato da Telegraph non sarebbe in pericolo di vita. Tra i feriti ci sarebbero anche cittadini canadesi, spagnoli e alcuni poliziotti.

    James McMullan, 32enne inglese residente nell’est di Londra era stato inserito nella lista dei dispersi ma il ritrovamento della sua carta d’identità tra i resti della mattanza non ha dato spazio alla speranza.

    Nell’inferno di quegli 8, interminabili minuti, è finita la vita di Alexandre, un giovane francese con il sogno di un futuro a Londra: lavorava in un ristorante bretone a Borough Market, il Boro Bistro, e insieme a lui i terroristi hanno ucciso una cliente del locale.

    Ancora sangue in Gran Bretagna, dopo che una bomba esplosa al concerto di Ariana Grande a Manchester ha provocato 22 morti meno di due settimane fa.

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    Uccisa dalla follia degli attentatori: Chrissy stava per sposarsi a Londra

    E c’è anche una donna canadese tra le 7 vittime degli attentatori di Londra: Christine Archibald, che tutti chiamavano Chrissy, aveva raggiunto il fidanzato in Inghilterra per sposarlo. La giovane aveva un passato come volontaria al servizio dei poveri e disagiati, ma si è trovata sul London Bridge proprio negli istanti della follia assassina.

    La disperata ricerca dei dispersi

    All’appello mancano alcune persone, ufficialmente disperse dalla tremenda notte del duplice attacco terroristico. Si tratta di uno spagnolo di 39 anni, Ignacio Echeverria, residente a Londra: secondo la testimonianza resa da un amico, avrebbe affrontato uno dei killer armati di coltello a Borough Market, per difendere una donna ferita. Appello dei familiari, mentre il ministro degli interni Juan Ignacio Zoido ha ribadito che diversi feriti negli attacchi ancora non sono stati identificati. E disperso risulta anche un cittadino francese, Xavier Thomas, che si trovava con la sua fidanzata sul London Bridge. La donna è rimasta ferita ma di lui si sono perse le tracce, e in un drammatico appello la cognata chiede aiuto a quanti possano fornire informazioni.

    London Bridge: i racconti dell’orrore

    In queste ore emergono i primi, drammatici racconti dell’orrore sul London Bridge. Un testimone oculare, Gerard Vowls, ha dichiarato ai media locali di aver assistito a una scena atroce contro una donna inerme: una serie feroce di coltellate sferrate a più riprese dai killer mentre lei “gridava, chiedeva aiuto”, ma il testimone non ha potuto far altro che scappare dopo aver tentato invano di salvarla.

    E domenica 4 giugno il concerto di Ariana Grande, One love Manchester ha reso omaggio alle vittime delle due città inglesi tra imponenti misure di sicurezza, nel pacifico tentativo del popolo inglese di reagire all’orrore jihadista.

    Il taxista eroe: “Ho cercato di investire i terroristi”

    Nell’inferno di 8 minuti a Londra c’è anche la storia di Chris, che i media britannici hanno già ribattezzato il taxista “eroe”: nel suo racconto, riportato dal quotidiano Indipendent, ha descritto il momento dell’arrivo del furgone sul London Bridge e il suo tentativo disperato di fermare il commando che stava compiendo l’orribile mattanza a colpi di coltello contro i passanti. “Ho cercato di investire i terroristi”, ha detto, ma i killer sono riusciti a scappare.

    Dolcetto o scherzetto?