Chi sono le vittime del Rigopiano in Abruzzo

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    Chi sono le vittime del Rigopiano in Abruzzo

    Dopo 7 giorni di scavi, a distanza di più di una settimana dalla tragedia che ha colpito il Rigopiano di Farindola in Abruzzo, sono terminate le ricerche dei superstiti e purtroppo si fa la conta delle vittime. L’hotel negli ultimi giorni ha restituito solo cadaveri. C’erano 40 persone nell’hotel Rigopiano quando la valanga, nel pomeriggio di mercoledì, ha investito la struttura, non sappiamo se in seguito al terremoto. Il tragico bilancio è dunque di 29 morti e 11 sopravvissuti. Degli 11 sono stati 9 i corpi ad essere stati estratti vivi. Dopo di che, più niente. Aveva riacceso qualche speranza il ritrovamento di 2 cuccioli di cane vivi nelle ultime ore e si sperava che chi fosse là sotto avesse trovato una sacca d’aria.

    Ecco il triste elenco delle 29 vittime della slavina al Rigopiano.

    Le prima ad essere state estratte e riconosciute appartenevano a due dipendenti dell’hotel: Gabriele D’Angelo e Alessandro Giancaterino, il cameriere e il maitre dell’albergo. Si sono già svolti i loro funerali. Sulla bara di Giancaterino, 42 anni, capocameriere del Rigopiano, è stata posata una maglietta dell’Inter, la squadra di calcio che amava. La camera ardente è stata allestita nella saletta del Consiglio comunale di Farindola, a soli 10 chilometri dall’hotel della morte. A Penne, invece si è dato l’ultimo saluto a Gabriele D’Angelo, 31 anni, cameriere del Rigopiano e volontario della Croce Rossa. “L’hotel Rigopiano ci ha fatti incontrare e ora ci ha separati” ha detto commossa la sua fidanzata dopo il rito funebre.

    CHI SONO I SOPRAVVISSUTI DEL RIGOPIANO

    Le famiglie spezzate

    Due le famiglie spezzate. Nonostante il miracolo di aver trovato vivi Edoardo Di Carlo, 8 anni e Samuel Di Michelangelo, 10, purtroppo i loro genitori non ce l’hanno fatta.

    I genitori di Edoardo sono Sebastiano Di Carlo, 49 anni e Nadia Acconciamessa, 47 anni, entrambi ritrovati senza vita. Al piccolo, in cura in ospedale e sostenuto dagli psicologi, è stata detta la verità dopo molte ore. Questa mattina sedeva in prima fila al funerale a Loreto Aprutina (Pescara). Il bambino scampato alla sciagura sarà affidato al fratello 20enne.

    Stesso destino crudele per Samuel Di Michelangelo che nella slavina del Rigopiano si è salvato ma ha perso sua mamma e suo papà: Domenico Di Michelangelo, 41enne di Chieti, poliziotto in servizio a Osimo, sua moglie Marina Serraiocco, 37, di Popoli.

    di michelangelo_samuel e genitori

    I fidanzati

    Una sola di coppia si è salvata dalla morte: Vincenzo Forti e Giorgia Galassi, le altre sono rimaste vittime della slavina. Marco Vanarelli e Paola Tomassini di Castignano (Ascoli Piceno) sono i due fidanzati che si trovavano nella località abruzzese per una vacanza di due giorni e stavano per ripartire alla volta del Piceno. Vanarelli era un dipendente dell’Ariston, mentre la compagna, originaria di Montalto Marche, lavorava per la società Autogrill. L’ultimo loro contatto era stato con il fratello di Marco, Fulvio, che aveva scritto su whatsapp che sarebbero ripartiti a breve, ma che c’erano dei ritardi per la neve.

    fidanzati dispersi

    Purtroppo alla fine sono stati identificati anche i corpi di Marco Tanda, 25 anni, residente a Macerata che era al Rigopiano con la fidanzata abruzzese Jessica Tinari.

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    La morte di Stefano Feniello ha gettato nello sconforto la giovane fidanzata Francesca Bronzi, una delle 11 sopravvissute. Stefano, 27 anni, originario di Valva (Salerno), qualche giorno fa si era recato sul Gran Sasso per festeggiare il suo compleanno con la sua fidanzata. Il padre Alessio in un’intervista ha criticato duramente le autorità dicendo: “Li hanno uccisi. Sono stati uccisi, quelli che ancora non rientrano sono stati sequestrati contro il loro volere perché volevano rientrare. Li hanno sequestrati. Avevano le valigie pronte. Li hanno riuniti vicino al caminetto come carne da macello”. Questa la pesante accusa.

    stefano feniello

    Tra chi si è separato anche Giampaolo Matrone, sopravvissuto, che ha perso la sua compagna Valentina Cicioni, originaria di Mentana, infermiera del Policlinico Gemelli. Matrone appena portato in salvo aveva detto: “Le stringevo la mano e le parlavo per tenerla sveglia perché volevo che rimanesse sempre vigile. La chiamavo, poi a un certo punto non l’ho sentita più e ho capito che mi stava lasciando”.

    giampaolo matrone valentina cicioni

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    I coniugi morti al Rigopiano

    Piero Di Pietro era insieme alla moglie Barbara Nobilio al Rigopiano, così come i coniugi Claudio Baldini e la moglie Sara di Atri.

    C’era un’altra coppia di Castel Frentano (Chieti): si tratta di Luciano Caporale, 54 anni, e la moglie, Silvana Angelucci, 46 anni, entrambi di professione parrucchieri. La coppia era giunta in hotel domenica pomeriggio per ripartire martedì sera ma, a seguito del peggioramento delle condizioni meteorologiche, ha deciso di trattenersi fino a mercoledì.

    coppia dispersa Hotel Rigopiano

    I dipendenti dell’hotel

    Oltre alle prime due vittime, Giancaterino e Gabriele D’Angelo, sono morti altri dipendenti del Rigopiano. Linda Salzetta, sorella del manutentore dell’hotel che si è salvato nella notte della tragedia. Il suo corpo è stato ritrovato in uno stanzino vicino alla zona della cucina e del bar. Anche l’amministratore dell’albergo, Roberto Del Rosso è stato identificato come vittima.

    Il 33enne Alessandro Riccetti, di Terni, che lavorava come addetto alla reception dal 2015. Ad annunciarlo è il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo sul suo profilo Facebook. “La notizia che tutta Terni si aspettava non è arrivata. Tante ore di angoscia e speranza terminano nel peggiore dei modi” scrive ancora.

    Tra le vittime anche la cuoca Ilaria Di Biase, di Cecilia Martella di Atri, addetta al centro benessere dell’Hotel, Luana Biferi di Bisenti e Roberto Del Rosso, amministratore dell’albergo. Ma ancora Emanuele Bonifazi, 31 anni di Pioraco, Marinella Colangeli che gestiva la Spa del Rigopiano.

    Anche un giovane senegalese, Faye Dame, tra i morti. Lavorava nell’hotel come lavapiatti.

    Finora sono state effettuate 6 autopsie e altre 6 sono in programma. Il pm Cristina Tedeschini ha fatto sapere di voler disporre le autopsie su tutte le vittime dell’hotel Rigopiano per accertare con assoluta precisione caso per caso cosa è successo. Secondo i risultati delle prime autopsie, alcuni sono deceduti all’istante perché rimasti schiacciati nell’incidente, altri per una serie di motivi, tra cui, in prevalenza, ipotermia e asfissia.

    “Credo sia stato messo in atto ogni sforzo possibile dal punto di vista umano, organizzativo, tecnico per cercare di salvare i dispersi”, ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni che oggi è intervenuto al Senato. “ogni sforzo possibile è stato messo in atto per salvare vite umane” e con “ogni mezzo” dalle “pelli di foca fino all’ultima generazione di sonde a vapore”

    Nella nostra memoria rimarranno impresse le immagini delle catastrofi e dei lutti che ci hanno colpito ma rimarranno le immagini anche dei soccorritori, cittadini italiani esemplari, due di loro hanno perso la vita” dice riferendosi a 2 delle sei vittime dell’elicottero del 118 precipitato a L’Aquila mentre soccorreva uno sciatore ferito.

    Ci porteremo dentro “le immagini della generosità e del senso del dovere, dello Stato che mobilita tutte le sue energie”. Così ha concluso con la voce rotta dall’emozione. Un’emozione che ha tenuto tutti noi col fiato sospeso e che non dimenticheremo.