Natale 2016

Chi sono le Damas Blancas: la protesta femminile contro Fidel Castro che divide l’opinione pubblica

Chi sono le Damas Blancas: la protesta femminile contro Fidel Castro che divide l’opinione pubblica
da in Cronaca bianca, Politica
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    Chi sono le Damas Blancas: la protesta femminile contro Fidel Castro che divide l’opinione pubblica

    E’ morto il dittatore cubano Fidel Castro, uno dei protagonisti del XX secolo, una figura che ha diviso l’opinione pubblica mondiale: è stato un eroe della rivoluzione o un feroce dittatore? Il líder máximo ha governato più a lungo la sua nazione: al potere dal 1959 ha dominato la scena mondiale fino ad oggi, anche se formalmente dal 2009 aveva passato lo scettro al fratello Raul dopo l’operazione all’intestino. Come tutte le grandi personalità, che in genere hanno una fila di estimatori e una di detrattori, c’è chi considera Castro il baluardo della rivoluzione anti capitalista, e chi lo vede come un tiranno comunista, a partire da tutti quegli oppositori che sono stati perseguitati. Tra questi ha fatto particolarmente discutere nel corso della lunga dittatura il ruolo delle Damas Blancas: la protesta tutta al femminile contro Fidel Castro che divide l’opinione pubblica.

    Molte associazioni umanitarie denunciano che il regime di Fidel Castro abbia violato i principali diritti umani. Human Rights prima, poi Amnesty International hanno accusato nel corso degli anni come il governo reprimesse “sistematicamente individui e gruppi che lo criticano o rivendicano i loro diritti”. Tra i dissidenti contro il regime hanno svolto un ruolo ambiguo le Damas Blancas: un’associazione di madri e mogli di prigionieri politici e persone accusate dallo stato cubano di essere dissidenti. Le “Signore in Bianco” si associarono nel 2003 in occasione della Primavera Nera, quando ci fu un’ondata di repressione contro giornalisti, scrittori e sindacalisti.Vennero condannate 75 persone per atti sovversivi. Il movimento femminile cubano nacque spontaneamente contro l’ingiustizia, ciò che univa tutte queste “dame” era il dolore per il distacco dai propri familiari. Da allora in tutto il paese, centinaia di donne si sono unite per combattere per i loro diritti e per il loro paese. Ogni domenica celebrano una marcia pacifica partendo dalla Chiesa di Santa Rita a L’Avana, dopo la messa. Vestite tutte di bianco, sfilano in un corteo con le foto dei propri cari appuntate sul petto, per i quali chiedono la libertà. Tra le loro attività c’è anche l’organizzazione di riunioni chiamate “tè letterari” in cui ognuna condivide un pensiero, una poesia, per continuare a mantenere vivo il ricordo dei loro cari. Infine il movimento prepara anche mobilitazioni straordinarie, come quella davanti alla sede dell’Unione dei Giornalisti Cubani per chiedere più attenzione da parte dei media e quella del 2004 nella Piazza della Rivoluzione per chiedere il trasferimento in ospedale di un detenuto gravemente malato. Eppure il loro ruolo per molti non è chiaro, alcuni vedono nelle dame bianche delle mercenarie pagate dagli americani.

    Damas Blanco marcia

    Il ruolo delle Damas de Blanco ha diviso l’opinione pubblica e gli stessi cubani. Nonostante il movimento abbia ricevuto nel 2005 il premio Andrei Sakharov per la Libertà di Coscienza che il Parlamento Europeo assegna ogni anno alle organizzazioni che lottano per la difesa dei diritti umani, il governo le ha accusate di essere pagate dagli Stati Uniti per minare la rivoluzione cubana.

    Le stesse Madres de Plaza de Mayo argentine, a cui il movimento si ispira, hanno accusato le Damas Blancas di “difendere il terrorismo degli Stati Uniti mentre noi Madres de Plaza de Mayo simbolizziamo l’amore verso i nostri figli assassinati dai tiranni imposti dagli Stati Uniti”.

    La prima dama bianca si chiama Laura Pollan, morta nel 2011. Insegnante di letteratura per professione, attivista per la democrazia per passione, la vita di Laura subì un grande cambiamento nel 2003 quando il marito Hector Maseda Gutierrez, ingegnere nucleare e giornalista, fu arrestato dal governo di Fidel Castro durante la cosiddetta Primavera Nera.
    Insieme ad altri 75 giornalisti, Gutierrez fu catturato perché contestava la politica governativa e fu condannato a 20 anni di carcere, uscito poi dopo otto. Oggi la leader è Berta Soler, che grazie alle sue marce è riuscita a far liberare suo marito Angel Moya Acosta, in prigione come dissidente, che necessitava un’operazione chirurgica. Grazie alla sua mobilitazione il marito è uscito di prigione ed ha ricevuto le cure sanitarie. Da allora fu offerta ad entrambi ospitalità in Spagna, ma decisero di rimanere a Cuba per lottare.

    Per la prima volta, dopo la morte di Fidel Castro le Damas Blancas hanno sospeso la loro marcia domenicale per “rispetto del dolore altrui”. A Cuba ci saranno 9 giorni di lutto nazionale e oggi e domani si svolgerà una cerimonia pubblica in Plaza de la Revolucion a L’Avana. Tuttavia le signore bianche non perdonano: lo fanno sapere con un post su Twitter.

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